economia

Allarme per l'Orvieto doc: "L'ampliamento della discarica mette in discussione il valore del vino"

martedì 22 marzo 2016
Allarme per l'Orvieto doc: "L'ampliamento della discarica mette in discussione il valore del vino"

Non c’è da stare tranquilli per niente di fronte all’intransigenza della Regione Umbria sull’ampliamento della discarica di Orvieto. Non è solo una questione di carte bollate e necessità perugine, in serio pericolo c’è il nome, il futuro e il valore del bene più prezioso di Orvieto, IL VINO.

A preoccuparsi è il presidente del Consorzio per la Tutela del Vino di Orvieto, Enzo Barbi, che chiede alla Regione di evitare l’ennesimo ampliamento di una discarica all’interno del cuore della zona di Denominazione dell’Orvieto Doc.

“I viticoltori, le cantine e tutte le aziende del settore vitivinicolo, rappresentati dal Consorzio Tutela Vini Orvieto, sono seriamente preoccupati per il futuro del nostro territorio - scrive iL Consorzio - Per decenni, abbiamo dovuto convivere con la presenza ingombrante della discarica “Le Crete”, nel cuore della Doc Orvieto. L’ampliamento e il suo continuo utilizzo fino al 2035, facendone una delle più grandi discariche del Centro Italia, costituiscono una seria minaccia al futuro del nostro territorio e alla considerazione del prodotto che più di altri lo identifica e lo rende celebre nel mondo”.

Chiaramente non farebbe bene all’Orvieto Doc passare per il vino che si produce a confine di una delle discariche più grandi dell’Umbria. Cosa succederebbe in termini commerciali se il nome del vino di Orvieto si associasse a quello della discarica? Meglio non pensarci per sul bene di Orvieto e dell’economia orvietana.

“La decisione di ampliare tale discarica impoverirebbe - continua Barbi -, economicamente e culturalmente, l'Orvietano e l'intero comparto della viticoltura nazionale. Per il vino di Orvieto è un pericolo troppo grande, sia in termini di immagine che economici. Un pericolo che mette seriamente a rischio la sopravvivenza della denominazione e al tempo stesso il sano e florido futuro delle attività presenti, gli investimenti fatti negli anni per ottenere vini di qualità, i posti di lavoro creati, il valore delle nostre terre e dei nostri vigneti e il futuro di tanti nuovi giovani imprenditori che si sono riavvicinati con passione identitaria alla viticoltura”.

“L’Orvieto è uno dei vini italiani più venduti all’estero - concludono dal Consorzio - e un importante ambasciatore del settore agroalimentare italiano. Il vino di Orvieto è famoso da centinaia di anni e rappresenta un'eccellenza non solo del territorio regionale umbro, ma di tutta Italia. È impensabile che questa storia venga messa a rischio da scelte poco lungimiranti e contro la volontà dei cittadini del comprensorio.”

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