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Dal progetto "Umbria Underground" prospettive per un nuovo turismo

giovedì 11 dicembre 2014
Dal progetto "Umbria Underground" prospettive per un nuovo turismo

Tracce del passato concepite sottoterra o arrivateci con lo scorrere del tempo. Sotto alle vie, alle piazze e alle cattedrali dell’Umbria decine di luoghi sotterranei narrano una storia millenaria. Echeggianti cisterne romane, catacombe, acquedotti medievali, torri rinascimentali e cunicoli etruschi riflettono, nel silenzio, la storia e il fascino di una terra unica: è stato presentato oggi, a Massa Martana, il patrimonio ipogeo della regione attraverso il progetto “Umbria Underground: archeologia ed architettura in primo piano”. Sedici ipogei, oltre 40 monumenti sotterranei visitabili e un sito web multilingue, con l’obiettivo di creare itinerari turistici tematici dedicati.

“Tutti i popoli che hanno attraversato la Penisola sono passati per l’Umbria lasciando delle tracce, dei segni profondi che noi abbiamo riportato alla luce – ha detto Fabrizio Bracco, assessore regionale al Turismo, intervenendo all’iniziativa. Per ragioni geografiche eravamo il crocevia della civiltà. Non possiamo che essere particolarmente attenti a questo lavoro – ha concluso Bracco - per riscoprire questa nostra funzione nazionale ed europea di attrazione turistica nel nome della cultura. In questo caso, con la dovuta attenzione e cautela, può essere una scelta vincente: possiamo diventare una destinazione turistica se ci rivolgiamo ad un pubblico internazionale che vuole conoscere anche altro: tradizioni, luoghi, eccellenze, offrendo la possibilità di vivere l’Umbria”.

Per Maria Pia Bruscolotti, sindaco di Massa Martana “si tratta di un progetto di grande originalità, capace di una promozione diversa, ma non per questo meno bella ed interessante. Nella nostra città – ha detto – ci sono le uniche catacombe cristiane dell’Umbria, custodite e salvaguardate dalla Commissione Pontificia”. “Un patrimonio dell’opera dell’uomo e della natura – ha aggiunto Francesco Scoppola, direttore regionale per i Beni Culturali – che ingloba geologia, speleologia, archeologia”. “Questa iniziativa – ha spiegato Michele Betti, pres. Commissione Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana - ha l’obiettivo di promuovere e divulgare a livello nazionale e internazionale questo patrimonio dell’Umbria da un punto di vista scientifico e non solo”.

Dalla riscoperta alla valorizzazione turistica, il censimento presentato oggi ha portato alla catalogazione di più di 40 monumenti sotterranei visitabili dai turisti, e consentito una campagna fotografica dettagliata, che ha creato un archivio delle bellezze nascoste, inserite nel sito presentato al pubblico, da completare entro pochi mesi, – www.umbriasotterannea.it

“Il turismo culturale è uno dei temi forti dell’Umbria – secondo Antonella Tiranti, dirigente del Servizio Turismo della Regione. Questo progetto consente di mettere in rete e valorizzare sotto il brand Umbria la ricchezza di un territorio anche nei suoi luoghi meno noti. Dopo questa prima fase del censimento mirato non solo agli aspetti culturali, ma anche e soprattutto alla fruibilità, l’obiettivo è trasformare il tutto in una offerta turistica integrata. Un lavoro sistematico che fa da spunto per tutte le altre eccellenze che insistono intorno. Emozioni, esperienze, scoperte che si sperimentano, che fanno vivere il territorio. Come uno story telling che diventa motivo di attrazione e permanenza anche nei luoghi meno conosciuti”.

È prevista una seconda fase del progetto, con l’allargamento dei luoghi e delle iniziative coinvolte con una serie di proposte tutte aperte e tutte da costruire con i vari soggetti interessati, pubblici e privati. Partendo dalle eccellenze agroalimentari, dell’artigianato, per arrivare ad una variegata serie di proposte, anche sul turismo accessibile per i disabili. Un modo innovativo di proporre l’Umbria con la consapevolezza che il progetto funziona solo con la logica di rete e collaborazione tra istituzioni e operatori. “Una volta conclusa la prima parte – ha proseguito la dirigente del Turismo - bisognerà iniziare a promuovere nei vari mercati sensibili come Inghilterra, Germania, Olanda e Nord Europa”.

“L’Umbria è la prima regione in Italia di cui ci si è occupati scientificamente (oltre 40 anni fa) di sotterranei e cavità artificiali” grazie anche agli Enti pubblici sensibili, sottolinea il moderatore dell’incontro Fabrizio Ardito, giornalista. Gli ipogei per ora censiti – cui certamente se ne aggiungeranno altri nei prossimi mesi – si trovano ad Amelia, Assisi, Castel Viscardo, Cesi, Città della Pieve, Città di Castello, Gubbio, Massa Martana, Narni, Norcia, Orvieto, Panicale, Perugia, Spoleto, Terni e Todi. E dimostrano che il patrimonio sotterraneo visitabile è realmente diffuso su tutto il territorio regionale. E permettono di comporre a piacimento, in uno spazio geografico ristretto che facilita la visita di luoghi differenti ma vicini tra loro, diversi itinerari dedicati al cuore misterioso dell’Umbria.

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