economia

Confartigianato Imprese: 'Uniamo le forze per difendere l'economia del territorio'

mercoledì 23 ottobre 2013
Confartigianato Imprese: 'Uniamo le forze per difendere l'economia del territorio'

Dal 2008 ad oggi, la crisi ha colpito il sistema imprenditoriale con alti e bassi, toccando tutti i settori, dal commercio, all'artigianato, dall'agricoltura ai servizi, e analizzando i dati degli ultimi due anni, ci vengono doverose delle considerazioni. Se nel 2012 i dati hanno cristallizzato, seppur con notevoli ed evidenti difficoltà, una tenuta del sistema imprenditoriale provinciale con 1469 imprese nate, 47 in più dell'anno precedente, a fronte di 1352 che hanno chiuso i battenti, il 2013, si è aperto con un bilancio negativo, con -179 unità di impresa tra nate e cessate. Ben 168 imprese chiuse nel commercio, 74 nel manifatturiero e 112 nel settore dell'edilizia, ci indicano una situazione caratterizzata da una grande emergenza non più meramente economica, ma anche sociale. Ad aggiungere dati ulteriormente funesti, sono state le difficoltà e le vertenze che hanno scosso e messo in ginocchio sia il polo chimico, sia quello dell'acciaio, con la carenza di lavoro, ma anche con l'incertezza di un futuro in questo Territorio. Il settore più colpito si è confermato quello del commercio, tanto che tra gennaio e marzo hanno chiuso 168 attività. L'industria manifatturiera ha perso 74 aziende e l'edilizia, nello stesso trimestre, ha registrato 112 cessazioni.

Il grido di allarme di oggi, oltre che riferito ai dati oggettivi delle imprese, riguarda gli effetti devastanti che si sono riversati su imprese e lavoratori, innescando una profonda recessione e crisi nell'economia reale portando -1130 unità lavorative per quanto riguarda i dati occupazionali. Confartigianato Imprese Terni non ha mai considerato la crisi come un momento ciclico e di passaggio, ma una fase di cambiamento importante che fin dall'inizio necessitava di più attenzione, e oggi di un'elaborazione da parte di tutti.
Quandanche ultimamente abbiamo riscontrato deboli segnali di ripresa, abbiamo poi dovuto fare i conti con la pressione fiscale, non ultima la novità dell'aumento dell'iva. L'aumento progressivo della tassazione sulle imprese non ha fatto altro che dare il colpo di grazia alle realtà che ogni giorno ce la mettono tutta, ma che non possono essere lasciate sole. Dobbiamo infatti rimarcare parte delle responsabilità provengono dall'alto. I ritardi dei pagamenti da parte della PA, infatti, ad oggi sembrano essere stati sbloccati per 5 miliardi su 90 totali. Il resto è ancora fluttuante nei meandri di una burocrazia fatta di certificazioni e di elenchi.

Entro lo scorso 15 settembre, ogni pubblica amministrazione avrebbe dovuto provvedere a fornire un quadro degli importi esigibili dalle imprese; la realtà è che sono ancora troppi i debiti della PA non pagati alle imprese, gran parte delle quali attive nel settore dell'edilizia. Neanche il decreto debiti PA e la legge sui tempi di pagamento per le transazioni finanziarie, tra PA e imprese e tra imprese stesse, sono riusciti ad arginare il problema in maniera soddisfacente. Le imprese sono stremate e la crisi economica non accenna a diminuire. Sembra piuttosto crescere di intensità in una spirale senza fine di cui non si vede la via d'uscita e che sta mettendo a rischio le stesse fondamenta del modello di imprenditorialità diffusa e l'equilibrio che sta alla base dell'economia nazionale e Territoriale. Dobbiamo inoltre riscontrare, riferendoci alle novità circa la Legge di Stabilità, che le misure intraprese sono insufficienti a rimettere in moto il sistema lavoro, dei consumi, e che le stesse misure non permettono ancora una detassazione.
Una cosa è certa: le imprese non sono più in grado di fare da cassa agli Enti Pubblici né di sostenere il peso di una pressione fiscale in continuo aumento, cui si aggiungono anche adempimenti burocratici soffocanti.

Insistiamo nel chiedere alle Istituzioni, a partire dalla Regione Umbria, politiche urgenti calibrate sulla piccola impresa. L'impegno da assumere non è circoscritto a Terni, né tanto meno alla nostra Regione; auspichiamo che sia il Governo ad intraprendere tutte quelle misure necessarie per salvare il sistema delle imprese fatto di economia, lavoro, professionalità, posti di lavoro e costo del lavoro. E' doveroso che Istituzioni, Sindacati, Associazioni Datoriali, Imprenditori e Dipendenti, facciano fronte comune per difendere lavoro ed economia del Territorio.  Confartigianato Imprese Terni ribadisce quanto richiesto in tempi non sospetti, quando ancora si intravedeva soltanto l'avvicinarsi della crisi e le imprese evidenziavano già grandi difficoltà. La messa in campo di una Task Force, la creazione, cioè, di un piano di interventi urgenti per intervenire in modo concreto e non più con iniziative "a spot" o che comunque non sono più adattabili e sufficienti all'attuale contesto economico. Fare sistema elaborando soluzioni congiunte finalizzate ad arginare una crisi che da ormai quattro anni interessa ogni Categoria produttiva, artigianale o commerciale, ogni impresa di micro, piccole, medie o grandi dimensioni .

E' un ennesimo appello rivolgiamo alle Istituzioni, alla Politica e agli Istituti di Credito a favore della realtà che abbiamo il dovere, certo di rappresentare, ma nel momento particolare di crisi profonda, anche di tutelare attraverso iniziative concrete. Questo permetterebbe di alleggerire gli sforzi di tutti e rendere più forte ed incisiva ogni iniziativa: un coinvolgimento operativo che sarebbe incentivante anche per la stessa Pubblica Amministrazione che -come le nostre imprese- crediamo auspichi un celere riavvio dell'economia del nostro Territorio. In merito agli Istituti di Credito, crediamo sia doveroso che questi mantengano la loro centralità, non solo sulla carta, ma anche per ciò che riguarda l'operatività, necessaria perché non si evidenzi ancora di più il divario con le imprese e le difficoltà di accesso al credito già radicato.

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