economia

Cardeto Orvieto madrina di un progetto per la produzione di un nuovo vino boliviano

mercoledì 23 ottobre 2013
Cardeto Orvieto madrina di un progetto per la produzione di un nuovo vino boliviano

Un'unità d'intenti che potrebbe portare una delle realtà vitivinicole più importanti (con i suoi 150 soci) dell'Orvietano, come lo è la storica Cooperativa Cardeto, ad allargare anche alla Bolivia i suoi confini commerciali. Con questo primario obiettivo Italia e Bolivia si sono strette la mano e, a fare da madrina a questo ambizioso progetto internazionale, è proprio la Cardeto, amministrata da Luciano Innocentini che diventa così partner strategica di una serie d'iniziative di cooperazione e scambio di esperienze nella produzione dell'uva, per le pratiche di viticoltura e tutte le attività ad essa connesse.

La sigla congiunta sulla lettera d'intenti che definisce i rapporti tra le due realtà, è avvenuta giovedì sera nella Sala Cinti della cantina Cardeto durante una cerimonia ufficiale alla presenza della Ministra dello Sviluppo Rurale e della Terra dello Stato Plurinazionale di Bolivia Nemecia Achacollo Tola, dell'ambasciatore Antolín Ayaviri Gómez e di una delegazione di produttori boliviani. Presente anche il sindaco del Comune di Orvieto Antonio Concina. La Ministra boliviana ha visto nell'azienda un modello concreto, capace di trasferire competenze e conoscenze nel suo Paese, caratterizzato dalla presenza di piccoli produttori, e gettare le basi per una collaborazione bilaterale.

Lo scopo è infatti quello di avviare una piena cooperazione in opere di sviluppo e arricchimento di esperienze produttive, miglioramento delle produzioni, controllo delle patologie, scambio di conoscenze e quanto altro sia riconducibile a questo settore produttivo. "La nostra azienda - ha commentato l'amministratore della Cardeto Luciano Innocentini - farà da apripista ad un progetto di sperimentazione che vedrà la collaborazione anche di Università. L'obiettivo a lungo termine - dopo lo studio a cura dei professori degli Atenei circa le condizioni del territorio boliviano per l'impianto di nuove viti - è quello di arrivare alla creazione di un nuovo vino e far entrare la Bolivia nella nostra rete commerciale, oltre che utilizzarla per azioni di penetrazione con gli Stati dell'America Latina del Mercosur.

L'ambasciatore boliviano Antolín Ayaviri Gómez ha avuto modo di visitare la nostra realtà poco tempo fa ed è da quella visita che sono state gettate le basi per questo nuovo progetto davvero competitivo ma soprattutto interessante per lo sviluppo del nostro vino in Bolivia. Attualmente Cardeto esporta in sedici paesi e la nazione del sud America potrebbe essere proprio la nostra diciassettesima sfida. Il territorio boliviano è caratterizzato da piccoli produttori e il contributo della Cardeto, nella loro valorizzazione e crescita, sarà fondamentale. Siamo fieri di essere interpreti di questo progetto ed il nostro auspicio è che i giovani boliviani vengano ad Orvieto per acquisire esperienze ed implementare la rete di contatti tra l'Italia e l'America Latina".

La Ministra dello Sviluppo Rurale e della Terra dello Stato Plurinazionale di Bolivia Nemecia Achacollo Tola, durante la firma della lettera d'intenti, ha così commentato: "Siamo fieri di partecipare a questo progetto. Per noi e per il nostro territorio, caratterizzato da piccoli produttori, è molto importante gettare le basi per questo proficuo scambio con una realtà vitivinicola come la Cardeto. L'obiettivo di questo percorso comune è quello di valutare le possibilità per produrre un nuovo vino. Da qui porteremo avanti uno scambio di esperienze per tutto quanto concerne la viticoltura e tutte le attività riconducibili a questa pratica".

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