economia

Artigianato. Dal bando regionale "lavora.arte" 700 mila euro per l'occupazione e il rilancio del settore

domenica 24 marzo 2013
Artigianato. Dal bando regionale "lavora.arte" 700 mila euro per l'occupazione e il rilancio del settore

Si chiama "lavora.arte" il bando approvato dalla Giunta regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, che stanzia risorse complessive per 700 mila euro finalizzate alla formazione, all'inserimento occupazionale e alla creazione d'impresa nel settore dell'artigianato artistico e professionale di disoccupati e inoccupati. Si tratta della seconda edizione di un pacchetto di interventi finanziati dalla Regione attraverso il programma operativo regionale FSE 2007-2013, per promuovere la qualificazione e la competitività del settore dell'artigianato artistico e tradizionale in Umbria attraverso percorsi integrati per lo sviluppo di competenze.

L'avviso si articola in tre tipologie di interventi: percorsi formativi integrati, che prevedono anche una esperienza lavorativa, con l'erogazione di borse lavoro lorde mensili per 800 euro ed una dotazione finanziaria complessiva di 560 mila euro; incentivi per l'inserimento occupazionale, la cui dotazione finanziaria è di 60 mila euro, e incentivi per la creazione d'impresa. La dotazione finanziaria è in questo caso di 80mila euro.

In particolare al primo intervento, che prevede percorsi formativi integrati finalizzare all'acquisizione di conoscenze per l'inserimento professionale nel settore attraverso una parte teorica e una esperienza lavorativa (work experience), verranno ammessi 55 disoccupati e inoccupati con almeno 18 anni di età, iscritti ai Centri per l'impiego dell'Umbria e residenti in Umbria. Per costoro è prevista la concessione di una borsa lavoro lorda mensile di 800 euro, mentre al titolare o al socio dell'impresa, sotto la cui guida si realizza l'esperienza lavorativa, viene riconosciuto per la stessa durata un contributo di 500 euro mensili al lordo degli oneri previsti dalla normativa.

Il secondo intervento prevede invece incentivi alle imprese dell'artigianato per l'inserimento occupazionale di disoccupati e inoccupati che, dopo aver concluso l'esperienza lavorativa, beneficeranno di un contributo pubblico massimo di 6 mila euro per ogni assunzione a tempo indeterminato, riparametrato in caso di part-time. 

Il terzo intervento prevede incentivi per la creazione d'impresa a favore di disoccupati e inoccupati che abbiano concluso il percorso formativo integrato e che intendano costituire una nuova impresa artigiana in un settore appartenente alla filiera nell'ambito della quale è stata svolta la "work experience". L'incentivo alla creazione d'impresa viene concesso in regime di de minimis per un contributo pubblico massimo di 8 mila euro, con un vincolo di mantenimento dell'impresa di almeno un anno dalla data di costituzione della stessa. In ogni caso il contributo pubblico non può superare l'80% del costo totale del progetto di impresa approvato.

"La presenza di imprese artigiane caratterizza il tessuto economico dell'Umbria - ha detto Riommi. Si tratta di imprese che hanno saputo affermare le proprie potenzialità tecniche, creative e commerciali nelle diverse lavorazioni artistiche e tradizionali, dalla ceramica alla tessitura, dall'oreficeria al ferro battuto. La crisi economica tuttavia non ha certo risparmiato questo settore che oggi necessita di nuove strategie di intervento pubblico per sostenere al massimo l'efficacia degli interventi. Con la recente approvazione del Testo unico sull'artigianato la Regione Umbria ha già avviato un ampio processo di semplificazione che ha tra l'altro portato anche alla riduzione degli oneri amministrativi, anche di carattere economico, a carico delle imprese. Attraverso il bando di lavora.arte abbiamo ampliato l'ambito di azione degli interventi rispetto a quello previsto nel Programma annuale regionale per gli interventi a sostegno dell'artigianato, con l'obiettivo di favorire l'inserimento o il reinserimento qualificato di disoccupati e inoccupati in tutta la filiera del settore". 

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