economia

I lavoratori del Gruppo Italiano Vini-Bigi preoccupati per il loro futuro. In discussione il rinnovo del contratto integrativo

lunedì 25 giugno 2012

I lavoratori del Gruppo Italiano Vini Spa e della Azienda Agricola Giv si sono riuniti in assemblea, per discutere di un comunicato inviato dalla Presidenza del Giv il cui contenuto ha sollevato forte preoccupazione. Nel comunicato viene messo in discussione il rinnovo del contratto integrativo, subordinandolo al rinnovo del CCNL dell' Industria Alimentare. Come se non bastasse si preannuncia una nuova riorganizzazione all'interno del Gruppo per contenere il costo del personale.

Tutti i lavoratori hanno sollevato netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di riduzione del personale del sito di Orvieto, questo significherebbe di fatto la chiusura di reparti che già operano con una forza lavoro ridotta ai minimi termini, sia nell'azienda agricola che in amministrazione, all'imbottigliamento e nel reparto vinificazione. per loro incomprensibile, inoltre, come si possa confondere la trattativa del contratto di secondo livello, presente da molti anni nel GIV con un contratto di Gruppo, con quella per il rinnovo del contratto Nazionale.

"Con la comunicazione - afferma una nota di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil della provincia di Terni - si fa una forzatura al sistema delle relazioni sindacali, che ricordiamo ha nel Coordinamento di Gruppo il suo momento di confronto e di contrattazione, come sancito dall'accordo integrativo stipulato nel 2008! Le relazioni industriali non possono essere intese come il mero esercizio dell' informare quanto deciso in altre sedi".

"Questo non è il GIV che conosciamo", hanno ribadito tutti i lavoratori, le RSU e i Segretari Territoriali. E i sindacati continuano: "Il sottrarsi al confronto sindacale porta a commettere errori di valutazione, noi non permetteremo che l'azienda prenda iniziative di alcun genere senza che queste siano condivise con le Organizzazioni Sindacali. In questo territorio, colpito duramente dalla crisi, aziende di primaria importanza come il Gruppo Italiano Vini dovrebbero sostenere lo sviluppo e la crescita di un settore strategico come quello vitivinicolo piuttosto che parlare di riorganizzazione. Vogliamo un nuovo protagonismo nelle scelte politiche di settore del territorio, che devono mettere al centro il lavoro, lo sviluppo e la crescita professionale. Invece sentiamo parlare soltanto di contenimento di costi attraverso la riorganizzazione del personale, questa è una politica miope che non fa altro che impoverire tutti!"

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