economia

La Monrubio invita alla cautela: la panacea dell'Orvieto Classico non č la grande distribuzione

domenica 19 agosto 2007
All’appello lanciato alla Monrubio dal presidente della Cardeto Andrea Muzi rispetto all'affare che, per le due cooperative vitivinicole sociali dell'Orvietano, potrebbe prospettarsi con la Germania, Tommaso Picciolini, presidente della Monrubio, pur dicendosi pronto al confronto e allo studio di un'eventuale progetto, non appare del tutto convinto. A suo avviso, infatti, la crisi dell’Orvieto Classico non si puň risolvere pensando alla grande distribuzione come a una panacea. Piuttosto, commercializzare l'Orvieto a prezzo economico sugli scaffali delle megacatene commerciali, potrebbe significare rovinarne definitivamente l'immagine ed accrescere il problema. Criticata, dalla Monrubio, anche l'uscita di Andrea Muzi tramite i canali d'informazione, senza prima aprire un dialogo e una fase di concertazione diretta con la Monrubio sulla proposta di Aldi e le eventuali prospettive. Si registra comunque, dopo tanti contrasti tra le due cooperative orvietane rispetto al mancato progetto di un'eventuale fusione (ipotesi che era stata lanciata dalla Monrubio lo scorso autunno) una fase di apertura. Restando ben fermo che le strategie di produzione e commercializzazione della Monrubio sono decise dal direttore, il noto enologo Riccardo Cotarella, se sulla proposta lanciata da Muzi si intavolasse una discussione significherebbe, secondo Picciolini, non solo aprire ad Aldi o comunque prendere in considerazione l'ipotesi di imbottigliare la maggior parte dell'Orvieto in zona, evitando la vendita sfusa che č poco controllabile e puň abbassare la qualitŕ, ma anche l'avvio di una piů generale collaborazione tra le due cantine.

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