economia

Le esigenze dei lavoratori del commercio nella lettera aperta della Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani dell’Umbria

venerdì 27 aprile 2007
A proposito delle proteste dei giorni scorsi avanzate a livello regionale da alcune organizzazioni sindacali relativamente all’apertura dei negozi nei giorni festivi del 25 aprile e del 1° maggio, oggi, in una lettera aperta indirizzata all’Assessore Regionale al Commercio, Mario Giovanetti, ai Presidenti di Confcommercio e Confesercenti Antonio Giorgetti e Sandro Gulino ed alle organizzazioni sindacali FILCAMS-CGIL, UILTUCS-UIL e FISASCAT-CISL, la Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani dell’Umbria, Catiuscia Marini afferma: “I Comuni dell’Umbria sono da sempre sensibili alle esigenze dei lavoratori e comprendono le ragioni che sono alla base della norma, che prevede, in tutto il territorio della regione, giorni di chiusura obbligatori per tutti gli esercizi commerciali. Ma in tal modo di operare non si tiene, però, conto delle migliaia di esercizi commerciali a gestione familiare, situati nelle realtà montane e nelle città d’arte e più in generale in tutti i centri storici della nostra regione, per le quali alcune di tali festività rappresentano il picco più alto dei volumi della loro attività connesse principalmente ai flussi turistici. Con tale previsione non si aiutano, pertanto, tali famiglie, ma si creano loro danni non indifferenti, senza sottacere anche gli effetti complessivi sui territori che rischiano penalizzazioni con territori vicini di altre realtà regionali, nella competizione per l’attrattività turistica. Non si tratta, cioè, della grande distribuzione, ma di piccoli negozi a gestione familiare, che con i ponti delle festività vedono budget difficilmente raggiungibili in altri periodi. Comprendiamo le ragioni del Sindacato, ma crediamo che la protesta contro l’accordo stipulato da ANCI Umbria in accordo con la legge regionale, vada al di là, nei modi e nei termini, delle ragioni della tutela dei lavoratori dipendenti. Riteniamo che per perseguire meglio il metodo della concertazione, salvaguardando così la comunità nel suo insieme, le decisioni su tale materia debbano essere rimesse a tavoli di concertazione a livello comunale, tenendo, così, in debito conto le specificità economiche, turistiche e demografiche di ciascun comune. Anche in vista del prossimo “ponte” del 1 maggio, i Comuni dell’Umbria non vogliono trovarsi di nuovo tra i due fuochi di chi sostiene l’apertura (esercizi commerciali) e chi la chiusura (Sindacati) e pertanto ANCI Umbria chiede alla Regione un intervento diretto per risolvere tale importante questione. Poiché il prossimo 3 maggio è previsto un tavolo tecnico convocato dalla Regione Umbria sulle festività, prima di tale data chiediamo un confronto politico che affronti in maniera meno caotica la prossima festività”.

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