economia

Modificato lo statuto del CSCO

giovedì 15 dicembre 2005
A cinque anni dalla sua costituzione, la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto” ha modificato parzialmente il proprio Statuto con il duplice obiettivo di favorire l’ingresso di nuovi soci pubblici e privati e di ampliare il raggio di azione dell’ istituzione culturale cittadina, dotandola di nuovi strumenti operativi. In particolare, tra le finalità statutarie è stata inserita la competenza a realizzare e gestire alloggi e servizi per gli studenti, e a svolgere attività di cooperazione internazionale nel settore dell’istruzione e della formazione superiore.

Le prospettive di crescita dell’insediamento universitario orvietano sono infatti ancorate al vincolo infrastrutturale e, sia per il numero di aule che per gli aspetti ricettivi, le attuali disponibilità non consentirebbero ulteriori espansioni.
I circa 700 studenti che oggi ruotano intorno ai corsi che si tengono nella città esauriscono le attuali disponibilità di spazi presso la sede di Piazza del Duomo (l'ex ospedale recuperato soltanto per un terzo della volumetria totale) e se si vuole determinare uno sviluppo ulteriore occorre provvedere al più presto.

La realizzazione della Residenza Universitaria – in pratica della classica “casa dello studente” - è agganciata alla legge finanziaria attualmente in discussione in Parlamento (rifinanziamento della legge 338 del 2000, Disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari). I 200 posti letto con funzione mista, foresteria e ostello, verranno realizzati nella ex Caserma Piave, dove dovrebbero trovare spazio anche il Polo Scientifico e Tecnologico e il Museo della Scienza Agroalimentare.

Con la modifica apportata all’art. 6 dello Statuto si intende favorire l’ingresso a pieno titolo nella Fondazione CSCO sia della Camera di Commercio, che ha già deliberato in tal senso, che della Provincia di Terni (ad oggi semplice “aderente”), come anche dei Comuni dell’Orvietano e dei soggetti privati.
Nei prossimi giorni partirà una campagna per coinvolgere nel capitale della Fondazione Centro Studi i Comuni del Comprensorio e tutte le categorie imprenditoriali e professionali presenti sul territorio.

”Quali sono gli obiettivi di questa apertura a nuovi soggetti? – abbiamo chiesto al Dottor Stefano Talamoni, direttore del Centro Studi - anche quello di ampliare il plafond economico della Fondazione?”
“Certamente per avere un raggio operativo più ampio anche in termini concreti di disponibilità economica - risponde il Dottor Talamoni - ma anche per coinvolgere la società nelle sue più ampie articolazioni, in modo che il Centro Studi sia sempre più espressione del territorio. Dunque non solo incremento di capitale, ma una base sociale più ampia che potrà portare anche un valido contributo di idee”.

”E per la Casa dello studente, ci sono speranze concrete?”
”Direi di sì – continua Stefano Talamoni – noi almeno presenteremo un progetto per l’ammissione al finanziamento. La legge 338, che tratta la materia, tuttavia non è stata ancora rifinanziata e credo che a buona ragione ormai bisognerà aspettare il nuovo Governo, qualunque esso sia”.

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