economia

L'Itelco potrebbe riaprire ad ottobre. Contratto permettendo

giovedì 25 settembre 2003

A seconda del punto di vista da cui la si guarda, la vicenda Itelco potrebbe essere considerata come il classico bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto. Da un lato c'è la nuova società, la Electrosys del gruppo Terenziani, che è in grado di rispettare (seppur con un lieve ritardo di un mese) il piano industriale per quanto riguarda la ripresa dell'attività produttiva per primi di ottobre e l'impegno della Regione a garantire - attraverso la Gepafin - delle interessanti misure di agevolazione a favore delle imprese che assumeranno gli operai ex Itelco rimasti fuori dalla prima tranche delle riassunzioni. Una strada da percorrere anche in accordo con l'Assoindustria provinciale.

Dall'altro punto di vista esiste invece una strozzatura nella discussione in atto tra proprietà ed i sindacati in merito al tipo di contratto da applicare ai sessanta dipendenti che si apprestano a rientrare nello stabilimento di Bardano. "Noi chiediamo che vengano applicati contratto a tempo indeterminato e che, per le assunzioni future, si faccia riferimento in via principale ai lavoratori che non sono rientrati in questa prima tranche" spiega Alessandro Rampiconi della Cgil.

 La posizione dell'azienda è in realtà diversa. L'amministratore delegato della Electrosys ha spiegato di preferire i contratti a tempo determinato che potrebbero garantire un piu' agevole accesso alle misure degli ammortizzatori sociali se ciò si rendesse necessario in futuro. La trattativa sindacale assume un rilievo fondamentale in questa fase perchè, secondo quanto stabilito in precedenza anche in relazione al contratto d'affitto aziendale, se la nuova poprietà non raggiungesse un accordo con i sindacati, allora sarebbe costretta a procedere alla riassunzione di tutti gli operai che erano in forza alla vecchia Itelco prima che questa fosse costretta a chiudere i battenti.

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