economia

Cresce la ricchezza, ma quella nascosta in banca

sabato 19 ottobre 2002
I dati forniti dall'ultimo numero del Bollettino sulla situazione economica dell'orvietano non lasciano alcun dubbio in merito alla ribadita propensione al risparmio degli orvietani.

I nostri concittadini hanno tanti soldi in banca, piu' degli altri abitanti della provincia, piu' di coloro che vivono nel comprensorio ed anche piu' della media regionale. Le statistiche si riferiscono ai depositi bancari per abitante in un arco di tempo che copre un ventennio.

Da allora fino ad oggi, i risparmiatori orvietani sono stati sempre i "giapponesi" dell'Umbria. Basti pensare che nel 1983 ogni orvietano aveva in banca sette milioni e 513 mila lire contro i 5 milioni del compensorio, i quattro milioni e novecente mila della provincia ed i sei milioni e nove dell'Umbria.

Il trend è rimasto pressochè invariato per tutti e due i decenni successivi. Nel 2001 il deposito per abitante era infatti pari ad 11698 euro ad Orvieto, 8669 nel comprensorio, 7110 nella provincia ed 8114 nella regione. Una realtà che si offre ad un doppio livello di lettura. Da un lato, quello che lega l'elevato risparmio alla presenza di una fetta piu' che consistente di anziani (non va dimenticato che il Comune di Orvieto ha il tasso di invecchiamento piu' alto dell'Umbria che, a sua volta, è la regione piu' vecchia d'Italia dopo la Liguria) sulla popolazione complessiva.

Dall'altro la scarsa propensione al risparmio che caratterizza un territorio come orvietano, privo di insediamenti industriali veri e propri. Se da un lato è il forte risparmio è insomma indice di un "comportamento virtuoso", dall'altro è una spia evidente di come esistano le risorse per lo sviluppo. Risorse che tuttavia restano inutilizzate e quindi incapaci di produrre occupazione e crescita economica.

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