cultura

Orvieto e Bagnoregio insieme nel segno di "Achille Perilli. Beyond"

giovedì 7 novembre 2019
di Davide Pompei
Orvieto e Bagnoregio insieme nel segno di "Achille Perilli. Beyond"

Un duplice allestimento dal respiro internazionale per omaggiare l'arte di uno dei principali protagonisti dell'astrazione del '900 italiano, raggruppando in maniera complementare una selezione di 68 lavori, senza smettere di guardare al futuro. Nasce da "un'alleanza di eccellenze", il progetto "Achille Perilli. Beyond" che lega la città del Duomo al più vivace dei Comuni della Teverina, aprendo di fatto la strada ad una comune prospettiva di promozione territoriale. È quanto ribadito anche mercoledì 6 novembre al Vetrya Corporate Campus di Orvieto, una delle due sedi della mostra, aperta dalle 9 alle 19.

Qui – oltre 11.000 in un anno gli ingressi per eventi culturali – troverà posto un insieme di 24 composizioni, piccole e preziose, coloratissime e ironiche, pronte a fare da contrappunto all'atmosfera severa e rigorosa data dalla sequenza incombente dei 13 dipinti a fondo nero realizzati tra il 2008 e il 2015, in cui "le articolazioni cromatiche strutturali delle forme sono accentuate dai contorni netti ritagliati da un nero compatto e si accendono vivacissime in contrasto con l'oscurità che le avvolge ponendole sfrontatamente alla ribalta senza nessuna modulazione o ripensamento, come una dichiarazione decisa ed estrema".

"Eseguite sulle tonalità degli azzurri e dei verdi, con improvvise accensioni del giallo o del rosso, forme solide e compatte o aperte come piani sovrapposti – suggerisce Davide Sarchioni, curatore della mostra in collaborazione con la figlia dell'artista, Nadja Perillisono articolate nella superficie del quadro innescando un sistema di rimandi tra una composizione e l'altra che tendono a dilatarsi fino a emergere nello spazio fisico. Si tratta di immaginifiche e proliferanti strutture avvolgenti che descrivono spazi virtuali analoghi a certe configurazioni digitali tridimensionali.

Con questi lavori, che propongono in maniera del tutto inedita la funzione del fondo nero rispetto alle note esperienze passate, Perilli si spinge di nuovo oltre, come se stesse già traguardando nuove soluzioni che saranno verificate nell'opera successiva, ma rimanendo in attesa del dopo". L'inaugurazione, venerdì 15 novembre alle 18.30. Un giorno dopo il vernissage che giovedì 14 novembre, sempre alle 18.30, convoca tutti nel cuore del centro storico di Bagnoregio, per apprezzare, sempre fino a sabato 29 febbraio, pitture e sculture che si snoderanno nelle sale espositive di Palazzo Petrangeli, in Via Roma 28.

Un percorso variegato, fruibile dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17, che affronta sinteticamente diversi e importanti momenti di ricerca, anche distanti nel tempo, ed esprime quella peculiare versatilità dell'artista individuabile nell'utilizzo di medium differenti, come la serie dei raffinatissimi lavori su carta degli anni '80, alcune storiche sculture totemiche degli anni '70, le cosiddette "Colonne" ispirate a quelle dell'antica Roma su cui si snodano le sequenze graffite e immaginative dei fumetti. E ancora ceramiche e terrecotte degli anni '90 con i "Bistorti" e le "Argille", frutto di un'immersione nella materia primigenia.

E nel legame con le campagne del territorio – si riscontra anche nelle tonalità terrose degli ocra e dei marroni – dove l'artista, nato a Roma nel 1927, vive insieme alla sua famiglia da molti anni, intessendo conoscenze preziose come quella di Emanuela Leonardi, la prima a credere nel progetto promosso dalla Fondazione Luca & Katia Tomassini e dal Comune di Bagnoregio, in collaborazione con Vetrya, Casa Civita, neonata partecipata per lo sviluppo turistico alla sua prima uscita ufficiale, Archivio Achille Perilli e Terramedia-LaDI Art di Isaco Praxolu. Insieme, verso il futuro, andando oltre i confini.

Katia Sagrafena, direttore generale del Gruppo Vetrya Spa, Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, e Francesco Bigiotti, amministratore unico di Casa Civita, nei loro interventi, hanno inteso sottolineare l'importanza di una proposta artistica trasversale che "non è una semplice mostra, ma un mettere l'arte al centro di un progetto territoriale di sviluppo turistico, con l'ambizione di superare i confini e di internazionalizzare una parte d'Italia centrale che ha tanto da raccontare". Anche attraverso il linguaggio scardinante di un maestro divenuto tale già a partire dal secondo dopoguerra.

Quando, con le significative esperienze nell'ambito del gruppo "Forma" fondato nel 1947 – su tutte "Paesaggio Astratto", recentemente esposto nella retrospettiva che l'Ermitage gli ha dedicato nel 2018, e "A di grande spazio" del 1951, insieme ad altre geometrie dei primi '90 – sancì la prima fase importante di una straordinaria avventura creativa condotta per oltre settant'anni con grande rigore, coerenza e lucidità intellettuale, sia sul piano artistico che su quello teorico, rispondendo con inusitata libertà e destabilizzante capacità inventiva alle problematiche poste dalla cultura visiva.

Per ulteriori informazioni:
www.fondazionelkt.org

Commenta su Facebook