cultura

Restauro smart alla Chiesa di San Giovanni Battista. Realtà aumentata per una fruizione immersiva

venerdì 6 settembre 2019
di Davide Pompei
Restauro smart alla Chiesa di San Giovanni Battista. Realtà aumentata per una fruizione immersiva

"Un restauro che segna uno spartiacque fra il tradizionale sistema di accoglienza turistica e l’innovativo turismo smart, fatto di tecnologia innovativa, App e realtà aumentata, di supporto anche a soggetti affetti da disabilità intellettiva". È stata salutata così venerdì 6 settembre nella Sala del Consiglio Provinciale di Terni la presentazione dei lavori che hanno interessato la Chiesa di San Giovanni Battista di Arrone. Considerata uno dei più importanti monumenti del castello, ovvero la parte alta dell'abitato, la costruzione gotica dell'edificio risale ai secoli XII e XIV. In seguito, dal 1467 al 1476, fu fortemente ristrutturata da maestranze lombarde incaricate dal Comune.

L’interno è ad una sola navata, con la copertura a travatura di legno con tre capriate. L’abside pentagonale ha la volta a crociera rinforzata da costoloni poggianti su mensole e sorregge con un’ardita soluzione la cella campanaria. Caratteristici, il sedile in pietra che gira intorno alla chiesa e la pavimentazione in cotto. Notevoli, gli affreschi votivi di scuola umbra contenuti entro cornici di finto mosaico che rappresentano figure di santi. Fatti realizzare dalle famiglie arronesi "per grazie ricevute, per essere protette dalle malattie e dalle disgrazie", risalgono al XV secolo, con evidente influenza da parte dell'opera di Filippo Lippi e Piero della Francesca.

I lavori hanno interessato soprattutto la parte absidale, la torre campanaria e gli affreschi quattrocenteschi. Il restauro è stato, però, affiancato da una tecnologia smart che grazie ad una App consente di visitare la chiesa anche in modalità multimediale, con una fruizione immersiva non solo del patrimonio che custodisce San Giovanni Battista, ma dell’intero borgo e dei suoi principali punti di interesse. Lo stesso sistema è stato esteso, infatti, all’intero centro storico e alle zone limitrofe, anche rurali del territorio, tutte dotate di infrastrutture tecnologiche.

"Il turismo ad Arrone – ha sottolineato il sindaco, Fabio Di Gioiad’ora in poi sarà basato su realtà aumentata, sensori bluetooth disseminati per le vie del borgo e delle frazioni e su una brochure promozionale concepita con comunicazione aumentativa e alternativa per essere utilizzabile anche da soggetti affetti da disabilità intellettiva". "Il recupero della chiesa, che porta il nome del nostro patrono e il cui progetto era iniziato con la precedente amministrazione comunale – ha aggiunto il vicesindaco, Giampaolo Grechiè anche un modo per riproporre con forza il senso di appartenenza e le tradizioni nei confronti delle giovani generazioni".

Dal canto suo, Gabriele Lena, responsabile della parte immateriale e tecnologica del progetto ha messo sull'accento della creazione del marchio “L'Armonia in un Borgo” “che – ha spiegato – vuole rappresentare innovazione tecnologica insieme a natura, cultura, storia e tradizioni”. Il restauro, eseguito da Raffaele Burocchi, è stato finanziato dal Gal Ternano presieduto da Albano Agabiti, che ha assegnato il primo posto al progetto, presentato dal Comune, nell'ambito del bando del Gal Ternano PSR Umbria 2014 - 2020 "Recupero dei beni culturali minori al fine della loro conservazione e fruizione". Presente, anche il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Roberto Massarini.

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