cultura

"Orvieto in Fiore 2019", tutti i premiati dell'edizione "più inclusiva di sempre"

giovedì 13 giugno 2019
di Davide Pompei
"Orvieto in Fiore 2019", tutti i premiati dell'edizione "più inclusiva di sempre"

Tempo di bilanci per la settima edizione di "Orvieto in Fiore". Entrata di diritto nel calendario degli eventi cittadini, la tre (anzi, quattro) giorni promossa dall'Associazione “Comitato Cittadino dei Quartieri” – con il patrocinio di Regione Umbria, Comuni di Orvieto e Bolsena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Opera del Duomo, Diocesi di Orvieto-Todi e Gal Trasimeno-Orvietano – che anche quest'anno ha trovato il suo culmine nella domenica di Pentecoste prolungando l'eco di una tradizione secolare come la Palombella, ha visto migliaia di persone partecipare alle numerose iniziative proposte. "Una città colorata, viva e unita" è, per gli organizzatori, il risultato più grande.

Sul fronte delle competizioni, seppure giocose, però, i vincitori ci sono stati, eccome. In virtù della migliore opera realizzata dal Gruppo Infioratori di Sferracavallo, ad aggiudicarsi il Palio della Palombella 2019 sono stati i bianco-verdi dell'Olmo. Bianco-rosse, invece, le vittorie del Torneo dei Balestrieri e del Paliotto al Miglior Tiratore, Matteo Panzetta del Serancia, infallibile nelle tre tornate di tiro disputate all'ombra del Palazzo del Capitano del Popolo.

Qui, non sono passati inosservati gli allestimenti della piazza e i dieci figuranti che hanno indossato i nuovi costumi. Quelli di Giovanna Monaldeschi della Cervara e Pietro Antonio Monaldeschi della Vipera – unitisi in matrimonio nella Pentecoste del 1464 chiamata anche "Pasqua Rosata", che segnò la pacificazione dopo un secolo di sanguinosi scontri – realizzati dal costumista Daniele Gelsi. E quelli delle coppie delle famiglie in rappresentanza dei quartieri, ideati e cuciti da Maria Cristina Gori.

Ad accompagnarli, 180 figuranti del Corteo Medievale composto dal Corteo dei Popolani di Orvieto, dai membri in costume dell'Associazione Rievocatori "La Rocca di Matilde" di Montefiascone e ancora "Le Cornamuse del Drago", il Gruppo Dancamus insieme ai ragazzi dell'Istituto Comprensivo Orvieto-Baschi e il Gruppo Sbandieratori e Musici dei Quartieri di Orvieto. Spettacolari e policrome, le dieci infiorate sul tema "Custodi non tiranni, per un nuovo rapporto tra persona e Creato" realizzate da circa 200 persone.

Quelli appartenenti ai gruppi di Ciconia, Fossatello, Orvieto Scalo, Corsica, Santa Maria della Stella, Serancia e Torre San Severo, Canale, Olmo e Sferracavallo. Colori e profumi l’hanno fatta da padrone anche nei due tradizionali concorsi che, fin dagli esordi, accompagnano la manifestazione. Per quanto riguarda "Finestre, Balconi e Vetrine in Fiore con i Colori dei Quartieri", a cura della Fidapa Bpw Italy, il premio al miglior balcone è andato al B&B "Chiara e Benedetta".

Ex aequo per quello alla vetrina più bella, fatto proprio dalla Tappezzeria Brunelli "per l’eleganza e la ricerca storica legata agli strumenti della propria attività" e dalla Macelleria di Doriana Rellini "per il tema trattato e la cura nella ricerca dei materiali e della composizione". Mattonella in ceramica a vasi e bandiere che adornano Via della Pertiche Prima, finalmente riconosciuto come "Il Vicolo in Fiore". A vincere il concorso "Aperitivo Floreale Street Food" è stato il locale "Velia Drink Food & Music" di Via Garibaldi, mentre il Palace Cafè è stato premiato per il miglior allestimento.

Inevitabile, poi, il titolo di miglior bartender assegnato a Slavik Cebanu del Caffè Montanucci. Premio speciale anche all’Aperitivo Archeologico Medievale offerto nella suggestiva cornice del Pozzo della Cava, attrazione fuori concorso e novità di quest’anno che ha riscosso il gradimento della giuria di esperti, coordinati dalla event planner Maria Rosa Borsetti, che hanno riconosciuto l’originalità dell’iniziativa e la ricerca storica degli ingredienti.

Menzione speciale, tra le iniziative collaterali, per la pubblicazione "Le Rose di Reno" sbocciata come omaggio garbato e sentito a Reno Montanucci per racchiudere i ricordi degli amici. Il Comitato Cittadino dei Quartieri ha voluto inaugurare così una Collana di "QuadReni" dedicata ai grandi personaggi orvietani per fare memoria ad ogni edizione e rinsaldare lo spirito di una comunità che è tale se non cessa di esserlo. Tante, le realtà cittadine che hanno contribuito a rendere viva Orvieto.

La Condotta Slow Food con il suo approfondimento su api e miele in collaborazione con le scuole di infanzia di Porano e Montecchio, le primarie di Orvieto e Sferracavallo, l’Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente di Fabro, le associazioni Andromeda e “Albero delle Voci”, la Scuola di Apicoltura dell’Etruria e poi Maria Assunta Pioli che ha curato la mostra fotografica "Dai fiori al miele. Api, noi e il futuro del mondo", visitabile ad ingresso gratuito nella Chiesa di San Giuseppe. Visti gli ampi consensi, è stato deciso di prorogarne l'apertura fino a domenica 14 luglio, dalle 9.30 alle 18.30.

Loretta Lovisa che, con le sue creazioni all'uncinetto allestite insieme ad Anna Rita Tempesta, ha nobilitato "Il Merletto di Orvieto. Fiore di un'arte tutta al femminile", gli espositori del Mercato Florovivaistico e Artigianale di Piazza della Repubblica, Radio Orvieto Web che ha riempito vicoli e piazze del Quartiere Medievale con "Cantine Sonore", attraversate nei suoi angoli più nascosti insieme al Touring Club Italiano – Club di Territorio, i commercianti che hanno animato la "Notte Bianca di Pistrella", la Libreria Valente e la Libreria dei Sette – Giunti al Punto, la Vocal Academy of Orvieto, la Scuola di Danza “Scarpette Rosse”.

"A tutti coloro che si sono dati e si danno da fare – affermano Leonardo Mariani e Armando Fratini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'associazione – va il nostro ringraziamento più sentito. Quella di quest'anno è stata l’edizione migliore di sempre, la più inclusiva, quella dove senza concorrenza e sovrapposizioni si è riusciti a rendere viva e animata la città in tutti i quartieri nel weekend della Palombella, che resta il cuore e non l'appendice della festa. Il seme piantato sette anni fa sta dando i suoi frutti, sbocciando nelle mani degli orvietani che hanno riscoperto l’orgoglio dell’appartenenza ad una città meravigliosa e che lo è ancor di più quando è unita".

Nell'era digitale ha giocato il suo ruolo anche l'aspetto promozionale passato dai social network, in particolare Facebook ed Instagram, dove si è potuto interagire con l’hashtag #orvietoinfiore. In una mesata, da sabato 11 maggio a mercoledì 12 giugno i contenuti della nuova Pagina Facebook di "Orvieto in Fiore" hanno raggiunto oltre 30.000 persone di cui 10.000 solo nei tre giorni clou dell’evento, 213.000 le impressions, 25.000 le interazioni con i post, oltre 10.500 le visualizzazioni dei video prodotti e pubblicati. Numeri virtuali, passione autentica.

Per ulteriori informazioni:
www.orvietodeiquartieri.it

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