cultura

"Cantieri di Narrazione Identitaria", cento studenti ripensano la città

venerdì 8 marzo 2019
"Cantieri di Narrazione Identitaria", cento studenti ripensano la città

Sono 32 le idee progettuali elaborate da circa 100 studenti delle scuole superiori di Orvieto nell'ambito del progetto "Cantieri di Narrazione Identitaria", promosso dall'Associazione "Cantiere Orvieto" con il patrocinio del Comune. La loro presentazione è attesa per venerdì 15 marzo alle 9 nella Sala Consiliare del Comune. A scegliere i lavori più convincenti che saranno sottoposti al Consiglio Comunale prima di passare alla fase di realizzazione sarà una giuria di qualità presieduta dall'ideatore del progetto, il giornalista Emilio Casalini, autore del libro-manifesto "Rifondata sulla Bellezza".

E composta da Cristiana Casaburo, dirigente scolastica dell'Istituto d'Istruzione Superiore Artistica Classica e Professionale, e da Fabiana Alfieri, dirigente scolastica dall'Istituto d'Istruzione Superiore Scientifica e Tecnica di Orvieto, dai rappresentanti di Lions Club, Rotary, Consorzio per la Tutela dei Vini di Orvieto, Cittaslow International, Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, dall'assessore al turismo Andrea Vincenti e dal presidente dell'Associazione "Cantiere Orvieto" Alessandro Punzi

"Entusiasmante - sottolinea quest'ultimo - il concorso di idee che è scaturito dalla proposta di collaborazione avanzata dalla nostra associazione alle scuole medie superiori e all'Amministrazione Comunale di Orvieto, relativa ai cosiddetti 'Cantieri di Narrazione Identitaria'. La cosa che intendiamo soprattutto sottolineare è come in questo progetto convivano più elementi virtuosi.
Innanzitutto, l'amore per la città che anima l'attività dell'associazione.

Poi, la capacità ideativa di un professionista come Emilio Casalini, ispiratore di questo progetto di narrazione. E ancora la volontà di condivisione di tutta l'operazione con le istituzioni pubbliche, la fiducia verso i nostri giovani che, se chiamati per nome e convocati ad un ruolo, rispondono con entusiasmo e grande creatività e, infine, la progettualità che guarda al futuro, con l'auspicio che i lavori migliori siano presto destinati alla fase realizzativa. Vedere un centinaio di adolescenti a lavoro per progettare un'idea di città fa bene al cuore e dovrebbe aiutare tutti noi a ripensare il nostro rapporto con la città stessa in termini di responsabilità e partecipazione".

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