cultura

Nuova vita per la Loggia di Ponente. Inaugurati i lavori di restauro al Palazzo della Provincia

sabato 8 dicembre 2018
di Davide Pompei
Nuova vita per la Loggia di Ponente. Inaugurati i lavori di restauro al Palazzo della Provincia

"Si è arricchita di simboli storici e legati all’attualità l’inaugurazione della Loggia di Ponente dopo i restauri finanziati per 60.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, sempre attenta alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio nel quale opera con grande impegno anche sul fronte del sociale oggi più che mai bisognoso di attenzione". Lo ha detto Fabrizio Stazi presente giovedì 6 dicembre alla cerimonia su delega del presidente della Fondazione Giampiero Banconi. Nel portarne i saluti ha specificato anche che il residuo sul finanziamento erogato permetterà di proseguire nel recupero dell'elegante elemento architettonico provvedendo a qualche altro piccolo intervento sulle parte residue come i pavimenti.

Nelle parole del neo-presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta, il ringraziamento alla Fondazione e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria per la cura verso il recupero dell’ingente patrimonio storico-artistico di cui è ricco non solo il Palazzo della Provincia di Perugia, ma tutte le città della regione. Borghi compresi. "L'auspicio – ha confidato – è che la riapertura della Loggia di Ponente rappresenti anche l’inizio della rinascita delle Province in ruolo e dignità. Enti che negli ultimi anni sono stati ingiustamente bistrattati e depotenziati rispetto alle richieste che arrivano dai 59 Comuni perugini e dai 33 che ricadono sotto la competenza di Terni".

Affidato a Danilo Montagano, dirigente del settore amministrativo, un excursus storico dalla costruzione del Palazzo della Provincia avvenuto nel 1873 su progetto dell’architetto Alessandro Arienti. La soprintendente Marica Mercalli ha spiegato, invece, come l'immobile segni l’inizio dello Stato Unitario e come la Loggia di Ponente abbia subito fin dagli inizi danni ingenti. Ne sa qualcosa la decorazione originaria attribuita a Matteo Tassi, rovinata dagli agenti atmosferici essendo la loggia aperta e sottostante ad un terrazzo. "Già dal 1915 – ha spiegato – fu oggetto di totale rifacimento. Si è deciso, quindi, di mantenere il decoro del 1915 lasciando soltanto alcune testimonianze precedenti tra cui circa 2 metri quadrati del Giardino d'Inverno".

Il dettaglio del lavoro eseguito è stato illustrato dallo storico dell’arte Giovanni Luca De Logu che ha evidenziato l’importanza del palazzo nato dalle rovine della Rocca Paolina simbolo dello Stato Pontificio e ricordato che attendere un restauro è anche il Grifo originario conservato nei depositi della Provincia la cui copia, sottoposta alle intemperie, campeggia sulla sommità del palazzo condiviso con la Prefettura. Prezioso per comprendere a fondo la cura e l’attenzione rivolta a questo restauro della loggia, l’intervento di Nicola Panichi, la cui ditta ha curato il restauro delle decorazioni. In sostanza l’opera realizzata si segnala per la completezza e per l'estremo livello di accuratezza tecnica e professionale ai quali si è ispirato.

"Con la pulitura – ha sottolineato – è stato ripristinato il colore originale dipinto nel 1915 in stile Liberty, che ripropone il lavoro di Polidori e Giancarli come uno dei primissimi esempi di circolazione a Perugia del nuovo stile floreale. Da alcuni tasselli aperti in varie parti delle pareti sono emersi i fotogrammi della decorazione tardo ottocentesca fino ad ora mai visti. A questi esiti fondamentali dei lavori di restauro si sono aggiunti gli importantissimi interventi di reintegrazione pittorica delle lacune di soffitti e pareti, le operazioni di tinteggio a nuovo delle pareti, la riverniciatura della ghiera metallica e dei colonnini portanti che sostengono la grande vetrata, la restituzione della cromia originaria ai sei arconi delle pareti.

E ancora la ripresentazione estetica della balaustra ed il ripristino del pavimento originario realizzato in graniglia colorata con la tecnica del battuto alla veneziana. Infine, è stato riportato alla luce, ritoccato e lasciato bene in vista, un settore, di circa 2 metri quadri, dell'originaria decorazione parietale che simula il Giardino d’Inverno. Da qui si può constatare che le decorazioni ottocentesche attribuibili a Tassi o alla sua bottega, ricoprivano completamente, con grande effetto scenografico, tutte le superfici piane della loggia". Vezzo architettonico di un edificio, dotato di porticato su tutto il perimetro che integra lo stile dei palazzi pubblici dell'Italia settentrionale con la bicromia umbra bianco-rosa data dall’uso delle pietre locali.

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