cultura

"Ero sicuro che saresti venuto". Ricordando Padre Chiti

giovedì 6 dicembre 2018
di Angelo Polizzotto
"Ero sicuro che saresti venuto". Ricordando Padre Chiti

Nel viaggio di ogni giorno la strada mi porta a Orvieto... Da 14 anni si ritorna nella città di origine etrusca, per una commemorazione che riempie l'anima. Il Convento di San Crispino per due giorni diventa il centro del mondo... qui senti la sua presenza più di ogni altro luogo da lui frequentato. Granatieri, Allievi Sottufficiali di Viterbo, fedeli che hanno conosciuto questo grande uomo, fedeli che ne hanno sentito parlare, la sua generosità, il suo carisma caritatevole, le sue gesta sulle orme di San Francesco, di San Martino, di San Crispino... uomini che hanno lasciato una traccia indelebile nel tempo in cui son vissuti...

Il Convento è un'oasi di pace, imboccando la piccola strada che ci porta all'eremo di San Crispino, dopo poche centinaia di metri, sulla destra, ai piedi di un grande albero, ci appare la foto di Padre Gianfranco Maria Chiti, il nostro mentore per la vita, lui ci guarda al passaggio, lui sapeva che saremmo venuti, occasionalmente mi succede un fatto molto significativo, la mia mano destra, con un gesto inconsueto, si alza e va alla tempia, un saluto militare, uno dei tanti che ogni giorno, per le strade della Scuola di Viterbo, con immenso piacere porgevamo a lui, il nostro Comandante... nella mia mente i ricordi prendono vita, un brivido mi attraversa, lui voleva essere salutato da militare, io l'ho fatto e adesso ne sento la felicità nel mio cuore. Il sabato pomeriggio viene dedicato alle comunicazioni, alle novità sulla Causa in corso, ai saluti e aneddoti che ne ricordano la sua vita.

Padre Flavio, suo degno successore, ci accoglie con immensa felicità, i suoi occhi sono pieni di noi, traghettatori di momenti, di gesta, di intimi ricordi, che ogni anno veniamo a rinfrescare, per il benessere dell'anima. Giunge l'ora della Santa Messa, la cappella è stracolma di gente, anche un bel cane assiste alla Messa, il nostro pensiero va subito a San Francesco, il migliore amico di tutti gli animali... la celebrazione su quell'altare che fu di Padre Chiti ci trasmette una forte energia positiva, lo sentiamo tra di noi, ci guarda, ci guida, ci protegge, ci illumina il cammino ogni giorno... un nostro Ufficiale, Ten. Flavio Siciliano, subalterno del Colonnello Chiti è in ospedale, le sue condizioni sono critiche, sentiamo il bisogno di sentirlo vicino, le nostre preghiere si innalzano in cielo, una nostra targa commemorativa viene adagiata sull'altare per la benedizione... sentiamo che Padre Chiti veglierà su di lui, il nostro orgoglio diventa incontenibile.

La lettura della preghiera dell'Allievo risuona nella cappella, quelle parole, quei ricordi, quegli insegnamenti... oggi che viviamo nel suo ricordo, ci sentiamo privilegiati, averlo conosciuto è stato un vero dono di Dio per la vita. Padre Gianfranco Maria Chiti, in divisa o con il saio, era un miracolo itinerante sempre. Gloria nell'alto dei cieli... La celebrazione domenicale si svolge in città, Orvieto ci accoglie, noi siamo onorati, decidiamo di attraversare il centro cittadino, portando in trionfo la sua figura, i suoi simboli, le sue parole... la gente si meraviglia. noi siamo fieri e pieni di gioia. Viva Padre Chiti, il nostro Maestro. Grazie Padre per così tanta Misericordia... Tu sapevi che saremmo venuti.

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