cultura

Abiti e armature del corteo in mostra. Tentativi di museo diffuso, ma solo fino al 30 maggio

giovedì 24 maggio 2018
Abiti e armature del corteo in mostra. Tentativi di museo diffuso, ma solo fino al 30 maggio

Anche se per pochi giorni, alcuni dei bellissimi costumi del Corteo Storico saranno esposti nel centro storico: presso le sedi pubbliche del Palazzo Comunale, del Teatro Mancinelli, e presso quelle private della Bottega Michelangeli e Boutique Luciana in Corso Cavour, della Libreria dei Sette lungo Via della Costituente e di un’abitazione in Via Loggia dei Mercanti che conserva la bella e preziosa facciata dell’antico tempio di San Giovanni de platea.

Contestualmente, alcune grandi immagini della comunità di Orvieto protagonista della festa saranno inserite fuori del centro storico, nei quartieri a valle e nelle frazioni non solo a scopo promozionale ma per rinnovare lo spirito di comunità e insieme dare espressione all’immaginario collettivo che si alimenta ogni anno. Sostenuto dal Gal che ne ha riconosciuto la valenza promozionale nei confronti della città e del territorio, il progetto ha ricevuto l’accoglienza e la collaborazione delle Istituzioni cittadine e dei privati che si sono resi disponibili ad ospitare i costumi.

“Un itinerario che avvicinerà la Città alla realtà del Corteo e alla sua storia – afferma l’Assessore alla Cultura, Alessandra Cannistrà - consentendo di soffermarsi in modo inedito e inconsueto sui manufatti che ogni anno accompagnano la solenne processione del Corpus Domini: potremo ammirarli come opere d’arte di un museo, di leggervi la storia come in un libro illustrato, di apprezzarvi la sapienza artigianale che caratterizza ancora tante botteghe orvietane, di notarne la fattura pregiata del sontuoso vestiario di ‘haute couture’ in stile. Fino alla vigilia del Corpus Domini - ma si auspica possano tornarvi durante l’estate per introdurre la festa dell’Assunta a Mezzagosto - i costumi faranno parte della nostra vita e del nostro spazio quotidiano, nello stesso tempo potranno farci sentire parte di una storia e di una tradizione che spetta a ognuno di noi conoscere, promuovere e conservare.

L’Amministrazione ha proposto all’Associazione Lea Pacini di condividere questo progetto di valenza sociale affinché possa essere l’avvio di un processo di responsabilizzazione e di condivisione rispetto a uno straordinario patrimonio che appartiene alla Città, la rende orgogliosa nel giorno della festa ma torna poi chiuso e distante. Così come avviene in altre realtà –penso all’attaccamento dei senesi al Palio o alle Gaite di Bevagna- la tradizione e la storia possono invece essere davvero un progetto di comunità che vive durante tutto l’anno per appassionare e unire, e per non dimenticare neanche un giorno gli abiti, i calzari, le armi e i vessilli che hanno così bisogno di cure e di conservazione.

“Siamo convinti – aggiunge - che l’identità di questa città si fondi sulla storia del Miracolo del Corporale, della cattedrale che ne accoglie ancora oggi la reliquia e della festa che ne rinnova il culto e la memoria. Per questo, sullo sfondo dei costumi si può vedere l’immagine della città medievale raffigurata da Ugolino di Prete Ilario negli affreschi della Cappella del Corporale nella cattedrale (gentile concessione dell’Opera del Duomo). Immagine di straordinaria bellezza che ancora si rispecchia nella città moderna e ci ricorda che preziosa eredità ci sia stata affidata: conoscerla, amarla, proteggerla e aprirla al mondo potrebbe essere il progetto di una comunità”.

“In aggiornamento ad horas, prendendo atto della comunicazione pervenuta questa mattina da parte dal Presidente dell’associazione Lea Pacini, a nome del Comitato di Gestione, che modifica in parte la realizzazione del progetto già condiviso con l’associazione fin dal dicembre 2017 – conclude - saranno esposti fino a mercoledì 30 maggio solo gli abiti del Corteo delle Dame e alcune armature del Corteo Storico – messi a disposizione grazie all’impegno di quanti nell’associazione hanno saputo cogliere e condividere l’aspirazione sociale e lo spirito di comunità perseguiti dal progetto. Ma è già questo un punto di partenza importante per il futuro in funzione di un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio del Corteo Storico in cui possa esprimersi accanto all’Amministrazione, il volontariato più attivo e partecipe della Città”.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto

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