cultura

"Freud e Orvieto". Svelata la targa su Palazzo Bisenzi, la giornata di studi apre un percorso

domenica 22 aprile 2018
"Freud e Orvieto". Svelata la targa su Palazzo Bisenzi, la giornata di studi apre un percorso

E' stata svelata nella mattinata di sabato 21 aprile, come annunciato, la targa commemorativa in pietra basaltina apposta sulla facciata di Palazzo Bisenzi, al civico 36 di Corso Cavour per ricordare i soggiorni orvietani di Sigmund Freud. Al padre della psicoanalisi, l'Associazione "ApertaMenteOrvieto" in collaborazione con la Sezione di Orvieto della Fidapa Bpw Italy, la Fondazione per il Centro Studi "Città di Orvieto", l'Istituto d'Istruzione Superiore Artistica Classica Professionale di Orvieto e Comune, ha dedicato un'intera giornata, che apre un percorso nella dichiarata volontà di valorizzare preziose pagine di storia, non solo cittadine.

"Freud e Orvieto. Echi della città del silenzio nelle teorie freudiane" è stato anche il tema della conferenza che ha aperto la giornata. "La sfida – ha detto in apertura l'assessore alla cultura Alessandra Cannistrà – è fare di queste giornate, l'inizio di un percorso. Oltre all'apposizione di una targa simbolica, frutto dell'impegno professionale e della creatività di scuole e artigiani, il binomio Freud e Orvieto apre un vastissimo panorama di collegamenti, temi e legami".

"Le bellezze di cui siamo custodi, su tutte gli affreschi del Signorelli – ha aggiunto Erasmo Bracaletti, presidente di ApertaMenteOrvieto – hanno ispirato Freud. Seppure con molta fatica, si inizia a mettere in moto una rete dove ognuno può dare il suo contributo e attualizzare l'immagine di un personaggio così illustre".

Presenti alla giornata anche gli artigiani Moreno Biritognolo e Antonio Crescini, onorati di aver realizzato “qualcosa che resterà nel tempo”. Accanto alla presidente della Fidapa Bpw Italy Alda Coppola, la professoressa Lorena Frustagatti che ha portato i saluti della dirigente scolastica Gabrielle Struzzi, anche l'architetto Raffaele Davanzo dell'ISAO, e Tiziana Tafani della Fondazione CSCO, autrice del libro realizzato insieme a Lucio Riccetti (edito da Intermedia Edizioni) che ripercorre il ruolo che i soggiorni orvietani di Freud hanno svolto nel favorire l'elaborazione di quel nucleo di riflessioni destinate presto a sfociare in alcuni capisaldi della teoria psicoanalitica.

"Il tema affrontato – è stato ribadito – è marcatamente collegato alla nostra città: gli stimoli intuitivi che diedero a Freud alcune chiavi interpretative dei meccanismi nascosti della mente si generarono proprio ad Orvieto, davanti agli affreschi di Luca Signorelli e dopo, quando Freud rifletté su di essi enucleando i motivi della dimenticanza, del sogno, dell'inferno come oscurità, del ruolo dell'ebreo, e dell'archeologia come metodologicamente parallela alla psicoterapia. È un omaggio a Freud, ma essenzialmente ad Orvieto e agli artisti che la resero unica".

Nel pomeriggio, poi, sempre nel nome del padre della psicanalisi, si è svolta la conferenza a Palazzo Negroni, sede del Centro Studi "Città di Orvieto", principalmente focalizzata su quanto Orvieto e soprattutto gli affreschi di Luca Signorelli abbiano influito su Freud per elaborare la teoria psicanalitica.

Antonio Rossetti, vice presidente del Centro Studi, ha aperto la conferenza sostituendo il presidente Matteo Tonelli. Rossetti ha iniziato ad intrecciare i fili che legano Freud all'arte e alla letteratura, da Joyce a Svevo, da Dostojevskij a Virginia Woolf per poi passare la parola alla dottoressa Anna Maria Meoni. La dottoressa Meoni ha brevemente riassunto quello che si è detto durante la mattinata, ricordando inoltre che già ben cinque anni fa si era pensato di realizzare una targa dedicata a Freud, facendola realizzare agli studenti del Liceo Artistico ma purtroppo non se ne fece nulla per un attrito fra interessi pubblici e interessi privati.

"Se oggi finalmente Orvieto ha potuto esporre questa targa - ha detto la Meoni - è grazie anche all'associazione ApertaMenteOrvieto che ha dato la spinta finale per far decollare questo progetto. Da qui poi è nato un nuovo lavoro in cui si è cominciato ad analizzare i rapporti tra Freud e la città di Orvieto, chiedendoci se realmente dopo che il maestro Freiberg dopo la visione dell'Apocalisse del Signorelli nella Cappella di San Brizio realmente ha avuto l'imprinting per elaborare la sua teoria psicanalitica".

Il professor Raffaele Menarini, docente di Psicologia Dinamica alla Lumsa di Roma, ha letto in parallelo l'archeologia e la psicanalisi, non tanto perché Freud era un collezionista di resti archeologici (motivo che lo ha portato a Orvieto) ma perché il suo lavoro si è basato su una sorta di "eziologia psichiatrica".

"Non a caso nei suoi viaggi Freud ha paragonato i resti di Pompei al sintomo - ha ricordato il professor Menarini - e questo prova la forte connessione fra le due discipline. La sua tappa a Orvieto ha poi ampliato enormemente quello che già stava elaborando tra fantasia e trauma. Quindi nei suoi viaggi in Italia Orvieto e Roma restano due punti focali per fondare il pensiero psicanalitico. Da una parte a Orvieto l'Anticristo rappresentato da Luca Signorelli e dall'altra a Roma il Mosè di Michelangelo che rappresenta il padre per Freud, creando quindi la dinamica del parricidio".

"Nel periodo in cui venne a Orvieto, Freud era depresso - ha principiato lo scrittore Guido Barlozzetti. In quel periodo mantenne un carteggio con il medico Wilhelm Fliess ma in quelle lettere non si parla del suo soggiorno orvietano. Solo un anno dopo Freud ha ricordato il nome di Luca Signorelli, mentre era in carrozza in viaggio verso la Bosnia Erzegovina, e in quel momento gli si è aperta tutta una catena significante. Freud era uno scienziato e credeva nell'etica e nella verificabilità dei fatti. Da bravo esploratore del linguaggio si è confrontato con la parola ma anche con i vuoti che a volte crea il linguaggio stesso".

La conferenza è stata chiusa dallo psicoterapeuta Angelo Strabioli, il quale ha mostrato e commentato una serie di immagini per parlare del mondo psicanalitico di Freud. Tra le diverse riflessioni esposte, Strabioli ha notato un'interessante associazione pittorica tra Luca Signorelli e Lucien Freud, nipote di Sigmund. Inoltre ha focalizzato l'attenzione sul concetto di setting, ovvero di quel luogo fisico che favorisce un certo tipo di pensiero, e forse Orvieto su Freud ha agito in questi termini.

Ora, il prossimo appuntamento in programma, è per venerdì 27 aprile alle 20.45 al Teatro Mancinelli con “HERR. Freud, Signorelli, Mosè – Il Rebus”, uno spettacolo-racconto sull’incontro eccezionale tra Luca Signorelli e Freud, prodotto dal Collettivo Teatro Animazione Orvieto. Testo, regia e interpretazione di Guido Barlozzetti. Progetto visivo e allestimento di Massimo Achilli. Musiche originali composte ed eseguite da Enzo Pietropaoli.

Per ulteriori informazioni:
www.apertamenteorvieto.it

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