cultura

Carri allegorici e balli in maschera, il Carnevale Aquesiano dà spettacolo

sabato 3 febbraio 2018
di Davide Pompei
Carri allegorici e balli in maschera, il Carnevale Aquesiano dà spettacolo

Pioggia sì, ma di coriandoli. E stelle, purché filanti. Frammenti di colore per bandire la noia e dichiarare guerra al buio. Poco più di quattro settimane, tante ne conta il Carnevale 2018, che ha fatto il suo ingresso mercoledì 17 gennaio e raggiungerà il culmine nelle giornate di giovedì 8 e martedì 13 febbraio, rispettivamente Giovedì e Martedì Grasso. Prima dell'ingresso della Quaresima, annunciata dal Mercoledì delle Ceneri che quest'anno coincide con San Valentino.

Intenzionata al recupero delle tradizioni popolari come momento fortemente identitario oltre che aggregativo, la Città dei Pugnaloni è pronta ad alzare il sipario sul "Carnevale Aquesiano" promosso d'intesa con il Comune dalla Pro Loco di Acquapendente guidata dal neo-presidente Fabio Vitali. Si inizia domenica 4 febbraio alle 15 in Piazza Girolamo Fabrizio con la Sfilata dei Carri Allegorici - otto, quelli di quest'anno - e, sotto il Loggiato del Palazzo Comunale, la 41esima Sagra della Fregnaccia.

Così è chiamata la frittella, ottenuta con acqua, farina e grasso delicato del "cianchetto" del maiale, la cui ricetta deriva da un’antica ricetta contadina che la vuole cosparsa con pecorino o zucchero e, in tempi più recenti, anche con la cioccolata. Dando continuità all'esperienza avviata dal gruppo di amici de "La Squadraccia".

Dedicato ai più piccoli, il pomeriggio di giovedì 8 febbraio con il "Carnevale dei Bimbi" targato Lulu's Baby Party che a partire dalle 16 al civico 14 di Via Leonardo da Vinci propone bolle di sapone, baby dance, giochi e tanto altro. Alle 20, invece, l'appuntamento è al Circolo Tennis in località Campo Boario con la Cena a cura del Ristorante "La Parolina" di Trevinano annaffiata da "I Vini del Barbarossa", in collaborazione con l'Associazione Culturale "Arisa – Via Francigena". Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 335.323032.

Carri allegorici e fregnacce tornano anche nel pomeriggio di domenica 11 febbraio alle 15.30 e poi martedì 13 febbraio, terza ed ultima giornata di eventi che terminerà con il tradizionale "Veglione in Maschera" in località Ponte Gregoriano, con inizio previsto alle 22. Al tramonto, la cremazione di Carnevalaccio, il fantoccio di Re Carnevale che viene bruciato e prima di morire, come ogni anno, lascia ai posteri un testamento scherzoso, in cui si pente di tutte le sue malefatte, promettendo solennemente di compierne altrettante in futuro.

"Da secoli – assicurano i volontari – egli mantiene la sua promessa agli aquesiani e ai visitatori che da spettatori diventano attori sempre più coinvolti da un sano clima di scherzo e di allegria". Favolosi quegli anni quando si ballava solo a Carnevale? Si torna a farlo, grazie all'Associazione Te.Bo., nell'elegante cornice ottocentesca della "piccola perla della città di Acquapendente", sabato 10 febbraio dalle 23, con il Ballo in Maschera al Teatro Boni che fa rivivere antichi fasti, come in una favola.

Secondo una ritrovata consuetudine, per una sera all'anno "scompaiono le poltrone, le luci colorano gli stucchi e le decorazioni, drappi scendono come vele spiegate e avvolgono i tre ordini di palchi. Sfarzose, lussureggianti e creative, le maschere travolte dal ritmo della musica e dei balli, trascinano tutti in una briosa serata in cui, come una volta, lasciarsi travolgere dall'ironia, dalle burle e dai lazzi, per scacciare i pensieri negativi utilizzando il mezzo del travestimento per camuffarsi e confondere e confondersi tra la realtà e la finzione".

Special guest della serata, in cui al solito verranno premiate le maschere più originali e creative, La PePa, solare, energica e divertente protagonista delle notte capitoline del Muccassassina, e poi la musica di Dj Calibè (dj set & live percussion) e Mr Benfy Dj (vinil set). Light designer, Manuel Dionisi. Prenotazione palchetti, fino ad esaurimento. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 0763.733174 – 334.1615504 – info@teatroboni.it

Prima testimonianza certa dell'esistenza del Carnevale ad Acquapendente è del 1589, come citato anche nel numero di febbraio 2018 di "Borghi Magazine. Alla scoperta delle eccellenze italiane". È Pietro Paolo Biondi nelle sue "Croniche" a parlare di Mastro Battista Alberici, un "manescalco molto valente… è homo splendido, et inventor di far cose nuove in cose di miracoli e devozioni, et mascherate per Carnevale". "Mastro Battista quindi – spiegano dal Comune – oltre ad ideare rappresentazioni di carattere sacro, si dilettava nel realizzare opere più profane per il divertimento della comunità.

Come fossero queste opere non possiamo saperlo, probabilmente diverse dalle più recenti realizzazioni in cartapesta. La prima testimonianza certa dell’uso della cartapesta è del 1923 e in quell’anno uno dei carri era costituito da un enorme grammofono all’interno del quale suonava nascosta un’orchestrina. Il carro era trainato dai buoi come del resto è avvenuto fino agli anni '50. Poi le tecniche si sono perfezionate ed i carri sono diventati sempre più grandi ed animati.

Negli anni precedenti l’ultima guerra erano vivacizzati dalla presenza di giovani mascherati che cantavano canzonette create da musicisti locali. Negli anni ‘50 e ‘60 le strutture raggiunsero dimensioni ragguardevoli e si sviluppa particolarmente il cosiddetto castello, cioè la parte centrale che racchiude tutti i marchingegni che permettono i movimenti dei pupazzi. Allora i carri erano costruiti da gruppi che si avvalevano dell’inventiva di artigiani che durante l’inverno, non potendo lavorare a pieno ritmo, mettevano a disposizione le loro capacità.

Tra alti e bassi quella tradizione è arrivata fino a noi e negli ultimi anni un gruppo di giovani, aiutati da alcuni dei vecchi artigiani, ha fatto proprio l’obiettivo di rilanciare il Carnevale. Perciò anche quest’anno, al rintocco del campanone dell’Orlogione, con davanti a tutti Saltaripe, la maschera diventata simbolo del Carnevale Aquesiano, carri e maschere torneranno a girare intorno alla statua di Girolamo Fabrizio, che nella sua impassibilità da sempre li vede sfilare".

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