cultura

Il Presepe nel Pozzo della Cava è pronto a lasciare "Il Segno"

venerdì 8 dicembre 2017
di Davide Pompei
Il Presepe nel Pozzo della Cava è pronto a lasciare "Il Segno"

"E se fosse un'asina a raccontarci il primo Natale?". Punto di vista insolito ma decisamente privilegiato, quello di Zohara – semanticamente, "la sua luce" – ovvero "la somarella di Maria e Giuseppe", scelta come narratrice, sensibile ma anche istintiva data la sua natura animale, del Presepe nel Pozzo della Cava di quest'anno. Il 29esimo, da quando la cometa guida verso il quartiere della Cava. Il secondo, per quanto riguarda il ciclo narrativo de "I Testimoni", personaggi secondari che danno voce alla storia secolare, avviato lo scorso anno.

L'allestimento che precede l'edizione del trentennale, con il ritorno nel pozzo dell'iconico angelo di luce, e prelude al restyling della parte museale è iniziato da qualche settimana ma, secondo tradizione, aprirà al pubblico sabato 23 dicembre per chiudere domenica 7 gennaio. Sedici giorni, con orario continuato dalle 9 alle 20 – ultimo ingresso alle 19.45 – per tornare ad immergersi in quella dimensione intima e rarefatta che solo i sotterranei di Orvieto, vestiti di poesia e provocazione, riescono ancora a suggellare.

Titolo scelto, "Il Segno". Uno e trino? "L'elemento che rivela la presenza di Dio – suggerisce Marco Sciarra, ideatore e curatore – sul quale si basano le profezie, gli annunci degli angeli o i segni, al plurale. Chi meglio, allora, di un essere capace più degli umani di sentire gli angeli poteva essere la testimone del segno, sia esso acustico o visivo, ma in grado di trasformare le cose? Nella tradizione ebraica, gli asini hanno le orecchie lunghe perché riescono ad ascoltare gli angeli. Quando arrestano il loro incedere, è perché ascoltano quella voce. Ho immaginato che questa giovane puledra della casa di Maria fosse quella a lei più vicina, scelta dal padre Gioacchino per farne la dote.

È quella che l'accompagna da Elisabetta, quella che conosce il suo soprannome, che resta al suo fianco perché rifiutata come sposa e lo fa fino alla fine. È lei a raccontare la gravidanza della sua padrona, le voglie di ciliegie, la circoncisione di Giovanni Battista, i primi vagiti di Gesù. Lei che ha il potere di vedere e sentire gli angeli accompagnerà i visitatori, attraverso alcune tappe fondamentali della vita di Maria, fino all’ultima grande grotta del complesso ipogeo di origine etrusca, alta 14 metri, dove si potrà assistere alla Natività come la visse Zohara, la prima e unica testimone di quella nascita straordinaria".

Qui, le note saranno quelle di una ninna-nanna appositamente registrata per l’evento. Si tratta della riedizione "angelica" di un brano di Grazia Di Michele – frutto di una collaborazione tra l’artista e il curatore del presepio, nata in occasione di "Orvieto in Fiore 2015" – messo a disposizione, ri-arrangiato ed eseguito a cappella dalla cantante orvietana Chiara Dragoni. L'impostazione tradizionale – ritorna il senso di percorrenza normale che affida alla Natività la scena conclusiva – riserverà comunque sorprese lungo le grotte sotterranee ricche di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali che tornano a popolarsi di personaggi meccanici e animatronici a grandezza naturale.

Non mancherà la precisa ricostruzione storica di usi e costumi della Palestina che il presepio-evento di Orvieto affronta, con allestimenti sempre nuovi e suggestivi, tematiche differenti, spaziando dai Vangeli apocrifi ai miti ebraici precristiani, senza trascurare le tradizioni. E non mancheranno neppure gli effetti scenici eseguiti da professionisti degli effetti speciali teatrali e cinematografici, che hanno reso famoso l’evento natalizio ospitato nei sotterranei di Via della Cava, nel cuore più antico del quartiere medievale, soprattutto dopo l’introduzione degli animatroni realizzati appositamente dall’artista marchigiano Andrea Giomaro.

Tra le fonti a cui l'edizione di quest'anno attinge, c'è "Miryam", il libro di Silvia Vecchini. E poi la consulenza dello stilista Yaron Munza, consulente per le tradizioni e la lingua ebraica, preziosa nella scelta dei nomi. Asinelle e pecore che hanno "posato" per i materiali promozionali sono quelle dell'Agriturismo Colbadia, grazie alle disponibilità della famiglia Stramaccioni. Inserito nell’ambito del circuito "La Natività ad Orvieto", anche quest'anno il presepe-evento gode del patrocinio non oneroso di Regione e Comune. Zohara troverà posto nella grande grotta etrusca per concludere, solo all'apparenza, il racconto di "una storia semplice e bellissima".

Il percorso consente di ammirare i ritrovamenti archeologici anche durante lo svolgimento del presepio e godere dei primi cambiamenti nell’allestimento della parte museale del Pozzo della Cava, che vedrà una riapertura con il restyling completato venerdì 2 febbraio. "Il Segno" sarà visitabile senza alcuna maggiorazione sul costo dei biglietti di ingresso al pozzo e alle grotte. Intero 3 euro, ridotto per bambini, studenti, anziani, possessori dei biglietti del Pozzo di San Patrizio, di "Orvieto Underground" o del presepio dello scorso anno 2 euro, gratis per bambini fino a 5 anni.

Per ulteriori informazioni:
Pozzo della Cava - Via della Cava, 28 – Orvieto
0763.342373 – www.pozzodellacava.it/presepe
presepe@pozzodellacava.it 

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