cultura

Dalla storia medievale, idee e spunti per la Orvieto del futuro

lunedì 20 novembre 2017
Dalla storia medievale, idee e spunti per la Orvieto del futuro

"Orvieto è ancora una città medievale?". Questo il tema del dibattito, organizzato dalla casa editrice Intermedia Edizioni al Teatro Mancinelli domenica 19 novembre, in occasione della presentazione del libro "Orvieto nel Medioevo. Ascesa e declino" che ha offerto numerose riflessioni sul passato, ma anche stimoli verso il futuro della città. Ad introdurre la serata, il giornalista Antonello Romano che ha proposto un'intervista all'autore del libro, Claudio Lattanzi.

Quest'ultimo ne ha tratteggiato alcuni elementi, a partire dalle condizioni che consentirono allo Stato orvietano di espandersi fino a conquistare un territorio pari all'attuale Lussemburgo, passando per la composizione sociale della città, per l'origine dello scontro tra Monaldeschi e Filippeschi fino alle complesse motivazioni che portarono all'idea di edificare la cattedrale. Quindi, il confronto aperto.

"Il Medioevo è una finzione - ha esordito Guido Barlozzetti - è un'idea che noi attribuiamo ad un periodo che, per coloro i quali lo vissero, non era affatto un'età di mezzo, piuttosto il percorso finale di un'epoca. Orvieto ha conosciuti tanti Medioevi. Nella Orvieto di oggi sono dei caratteri che provengono da lontano, ad esempio, nell'asprezza della lotta politica e nella solitudine in cui vengono lasciati coloro i quali hanno le maggiori responsabilità. Tutti i sindaci di Orvieto che ho conosciuto hanno avuto a che fare con un forte senso di solitudine. La città alta e strana ha conosciuto tanti alti e bassi, così come l’alternarsi di classi dirigenti inadeguate o all’altezza della situazione. Basti pensare al ceto dei proprietari terrieri ottocenteschi a cui si deve la ristrutturazione di molti monumenti cittadini, oltre alla realizzazione di questo splendido teatro".

A spiegato che i caratteri delle città medievali sono stati profondamenti diversi dal Centro Nord e il Meridione, che non ha conosciuto l'esperienza del libero Comune, lo storico Lucio Riccetti. "Nel XIIIesimo secolo - ha detto - Orvieto è stata una realtà di confine che ha ispirato e condizionato fortemente una vasta area, compresa l'attuale Tuscia. Parlando dell’attualità, Riccetti ha espresso una critica anche al modello turistico che il Comune intende inseguire attraverso l’accordo con Costa Crociere e "I Borghi più belli d'Italia". "Esattamente la tipologia opposta rispetto a quella di cui la città ha bisogno perché si tratta di comitive che 'consumano' la città senza portare vera ricchezza".

Di epoca "niente affatto buia" ha parlato poi Federico Fioravanti, ideatore del Festival del Medioevo di Gubbio, mettendo l'accento sulle ricadute culturali, turistiche ed economiche che l'evento sta producendo sulla realtà eugubina. "Abbiamo delle idee stereotipate di questo periodo - ha osservato nel corso del suo intervento - ma basterebbe pensare ai personaggi che hanno animato il 1200 e il 1330, cuore della civiltà medievale, per comprendere la grandezza del periodo. Pensiamo a Tommaso d'Aquino, a Giotto, a tutto cio che di grande è stato realizzato in una città come Orvieto".

Su come attualizzare il passato si è concentrato l'intervento del primo cittadino di Bagnoregio Francesco Bigiotti, illustrando i numeri del successo internazionale che hanno aperto gli occhi del mondo sul borgo di Civita. "Abbiamo puntato tutto - ha detto il sindaco - sulla cultura e sulla promozione. Una vera e propria esplosione di Civita l'abbiamo vista nel momento in cui abbiamo applicato un ticket per l'ingresso. All'inizio tutti pensavano che sarebbe stata la morte definitiva, invece è stato l'inizio di un successo clamoroso".

Impressionati, i numeri forniti da Bigiotti: un milione di ingressi in meno di un triennio, 850 mila visitatori insieme agli altri Comuni della Teverina. "Il fiume di denaro che si è riversato su Bagnoregio - ha proseguito Bigiorggi - è andato a beneficio dei cittadini. L'abolizione dell'addizionale Irpef comunale è stato solo l'inizio. Abbiamo chiesto una deroga al Governo per abrogare anche l'Imu sulle seconde case. Ciò produrrà una grande espansione nella domanda immobiliare, attualmente forniamo gratuitamente i trasporti e le mense scolastiche e paghiamo alla Usl il personale per un centro di assistenza. Il grande sviluppo turistico di Civita ha creato un indotto da cui sono scaturiti finora 400 nuovi posti di lavoro".

Di flussi turistici in buona salute ha parlato, infine, anche il sindaco di Orvieto Giuseppe Germani che ha sottolineato lo sforzo dell'amministrazione comunale e l'impegno della città per riacquistare la centralità rispetto ad un ampio territorio che ha costituito il fulcro del periodo medievale. Il sindaco ha anche ricordato i programmi turistici comuni che Orvieto sta portando avanti insieme a Bolsena e alla stessa Bagnoregio, unite insieme nella cosiddetta "Alleanza della Bellezza". Parlando della conflittualità devastante che mandò in rovina il Comune medievale, Germani ha detto con ironia: "Al giorno d'oggi, i capri espiatori della lotta politica siamo noi sindaci".

 

Foto Livia Di Schino

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