cultura

Alla Sala delle Pietre "Bramante, l'Aquila con la Tovaglia e altri Miti" nei dipinti di Ugo Levita

giovedì 25 maggio 2017
Alla Sala delle Pietre "Bramante, l'Aquila con la Tovaglia e altri Miti" nei dipinti di Ugo Levita

Sarà inaugurata giovedì 1 giugno alle ore 18.30 negli spazi trecenteschi della Sala delle Pietre di Todi la mostra del pittore Ugo Levita “Bramante, l’Aquila con la Tovaglia e altri miti”. L’esposizione, realizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Pro Todi, e con il patrocinio della Regione Umbria, vede per la prima volta una personale del pittore partenopeo, tuderte d’adozione.

La mostra, visitabile fino al 25 giugno, è un omaggio che Levita dedica alla città in cui vive da un decennio e prende spunto dal mito che racconta la fondazione leggendaria della città, come egli stesso spiega: “Affrontando il tema della leggendaria genesi della città di Todi, cioè l'Aquila con la Tovaglia, è stata una diretta conseguenza cimentarsi con la figura altrettanto mitica, a maggior ragione per i tuderti, di Donato Bramante. Il mio è stato un pretesto per compiere un viaggio, un percorso sia nella mia immaginazione di visionario, sia nel tempo in cui storia e leggenda avevano confini poco determinati, e il tempo del mito non possedeva ancora i giorni. In questi quattro dipinti che compongono il polittico, non è casuale che l’acqua sia l’elemento principale della rappresentazione, in uno di essi è donna la personificazione del fiume, come metafora dell’esistenza, del divenire, quindi, come conseguenza: è donna la città. Un'opera d'arte nasce come nasce una città, da un'idea che nel suo divenire prende forma, racconto e diventa storia. Non c’è alcun dubbio che la letteratura abbia contribuito alla mia formazione di 'sognatore', e non è affatto casuale, tra le mie citazioni, quella del romanzo di Italo Calvino 'Le città invisibili', nel quale cento città dell’oriente visitate e descritte da Marco Polo al Kublai Khan, hanno tutte nomi di donne. Quando è solo un’idea, la città è invisibile, forse il segreto e lo scopo dell’arte è proprio quello di cercare, mediante la téchne, di rendere visibile l’invisibile”.

L’artista spiega inoltre che ogni opera d’arte può essere considerata un mito, e quindi per “…e altri Miti” vanno intese le altre opere dell’esposizione, che sono presentate con un testo in catalogo del critico d’arte Vittorio Sgarbi dal titolo: “Levita, l’inconscio come figurazione infinita”. Le ultime due mostre personali di Levita sono state curate da Francesca Sacchi Tommasi e Ferdinando Creta, prima ad ARCOS – Museo d’Arte Contemporanea del Sannio – e poi a Firenze presso la galleria ETRA Studio d’arte Tommasi, dove Sgarbi ha presentato la mostra, registrando per l’occasione un video.

Bramante, l’Aquila con la Tovaglia e altri Miti
Il Mito fondativo della città di Todi nei dipinti di Ugo Levita

….altri Miti: Levita, l’inconscio come figurazione infinita
Testo in catalogo di Vittorio Sgarbi

Inaugurazione: giovedì 1 giugno, ore 18.30
Da giovedì 1 a domenica 25 giugno 2017
Sala delle Pietre, Palazzo del Capitano del Popolo, Todi
Orari: 10.30/12.30 – 16.00/19.30
Ingresso libero

Ugo Levita - Biografia
“Come un sogno, come una magia, come una città di geni celesti, così è detta la produzione, così lo stare, così la distruzione” (Nagarjiuna II sec. a.C.)

“Manovale della pittura, che lavora nel campo dell'immaginario”. Così si definisce Ugo Antonio Levita che nasce ad Acerra nella provincia napoletana nel 1958, e frequenta gli studi artistici prima a Napoli, in seguito a Firenze. Si interessa ben presto all'arte fantastica e alla figurazione, cui si avvicina dopo essere rimasto affascinato dalle opere e dai testi surrealisti.
Negli anni Ottanta, a Napoli, in una situazione dominata dalle tendenze, con altri giovani come Dante Manchisi, Giuliano Lo Priore, Franco Matano, Peppe Barile, Giorgio Simeoli dà vita ad un gruppo che andrà sotto il nome di Ascendente & Discendente, nel quale le varie esperienze portate si incontrano per proporre un nuovo tributo al mondo dell'immaginario. Successivamente elabora una sua poetica che si muove in modo trasversale e autonomo all'interno delle culture e del tempo, acquisendo la consapevolezza del dinamismo e della complessità storica.
Verso la fine degli anni Novanta lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi lo presenta al critico mantovano Renzo Margonari, studioso delle tematiche legate alla ricerca surrealista e docente di Storia dell'Arte all'Accademia di Verona, il quale sarà curatore della sua prima mostra personale nel 1998, nel Castello di Acerra. In seguito a questo evento, il critico e giornalista d'arte del quotidiano “La Repubblica” Vitaliano Corbi lo inserisce nel suo volume Quale avanguardia? L'arte a Napoli nella seconda metà del Novecento.
Attualmente Levita collabora con Libellule LTD. Magic Realism, che ha sede ad Hong Kong, San Francisco e Parigi, la quale raccoglie artisti mondiali di ispirazione surrealista, con il Centre for Art of International Imaginary Realism in Danimarca. È stato inserito da Alfried Kostrewa, critico d'arte di Hannover in Germania, nell'Euro-Bilder-Projekt, come rappresentante dell'Italia tra i paesi che hanno aderito alla moneta unica. In seguito è stato scelto per la realizzazione di un'opera che rappresenti l'unione di tali paesi.
In Umbria ha partecipato, invitato dal critico d'arte Antonio Carlo Ponti, all'edizione conclusiva di Terra di Maestri, il processo di storicizzazione dell'arte umbra del Novecento, a L'Umbria del Cuore del Corciano Festival, Mevania in Chartis a Bevagna, al Festival Segni Barocchi a Foligno ed al Todi Festival.
Nel 2011 espone cinque opere alla 54a Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia della sezione umbra del Museo d'Arte Contemporanea di Spoleto. Nel 2014 Poste Italiane, da un'opera di Levita, emettono una cartolina per le celebrazioni del cinquecentenario della morte dell'architetto Donato Bramante, con successivo annullo filatelico nel Tempio della Consolazione, all'interno del quale sarà esposta l'opera in questione. Sempre nel 2014 espone al Grand Palais di Parigi nella mostra Comparaisons 2014. Nell'aprile 2015, Vittorio Sgarbi presenta su Rai2 un'opera di Levita, durante la trasmissione televisiva “Virus”. Nello stesso anno è presente alla Expo Arte Contemporanea di Milano 2015, su progetto della Regione Lombardia e a cura di Vittorio Sgarbi.

“Napoletano verace, ma trapiantato in Umbria, Ugo Levita è pittore che unisce il 'cervello', fervido d'immaginazione fremente, all'abilità pittorica, quel virtuosismo di cui si è perso oggigiorno il gusto, la sfida, il senso, la bellezza, la necessità. Al trucco scoperto delle avanguardie epigoniche tutto stupore e ferocia, non di Kandinskji, Pascali, Klee, Burri, Duchamp, Pollock, Manzoni, Fontana..., Levita oppone una pittura di fantasie e di sogni, di incubi e di miti, di simboli e di miracoli, il tutto in un intrico di piani e di flash back, di commistioni e di intarsi. Un mondo il suo pieno di misteri e di narrazioni circolari, dove lo spazio e il tempo si trovano in somma sintonia, dentro la storia audace e onirica dell'utopia, in un universo di figure trasfigurate e di corpi o volti che non sai se più umani o angelici. Una pittura di sterminata felicità, nonostante la realtà.” (Antonio Carlo Ponti)

Ondaperpetua è il progetto che identifica la sua poetica e che lo rappresenta culturalmente. Dopo il 2000 si trasferisce in Umbria in una ex casa colonica nei dintorni di Todi, a Canonica, dove ha realizzato il suo studio e uno spazio espositivo permanente. Si sono interessati della sua opera, tra gli altri a vario titolo, i critici, giornalisti e scrittori: Giorgio Agnisola, Andrea Baffoni, Jon Beinart, Claus Brusen, Marinella Caputo, Beppe Chierici, Vitaliano Corbi, Ferdinando Creta, Francesco Creta, Philippe Daverio, Francesca Duranti, Emidio De Albentiis, Pierre Fogli, Zoe Fragoulopoulou, Janus, Alfried Kostrewza, Michele Loffredo, Pippo Lombardo, Paolo Lesino, Angela Mallardo, Renzo Margonari, Massimo Mattioli, Aniello Montano, Rosario Pinto, Antonio Carlo Ponti, Giacomo Maria Prati, Francesco Revel, Francesca Sacchi Tommasi, Catherine Saez, Francesco Santaniello, Giovanni Serafini, Vittorio Sgarbi, Isabella Zaffarami, Enrico Zenobi.

Video con intervento di Vittorio Sgarbi e Ferdinando Creta su https://youtu.be/PYtmUo92LUo

Fonte: Comune di Todi

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