cultura

Resurrexio

venerdì 14 aprile 2017
di Fabio Massimo Del Sole - Patrizia Pelorosso
Resurrexio

La tomba vuota, dal film di Zefirelli “Gesù di Nazareth”, particolare.

"Di buon mattino...vennero al sepolcro al levar del sole" (Marco 16, 4)

Avevano ancora di fronte agli occhi le ultime ore della passione, gli attimi di quella fine cruenta. Passata la Pasqua dei Giudei, alle prime luci dell’alba, le donne si recano al luogo dove il loro Signore era sepolto. Dopo la crocifissione avevano avuto appena il tempo di stringerlo qualche attimo tra le braccia, avvolgerlo frettolosamente in un lenzuolo e deporlo in una tomba.

Andrea Mantegna: Compianto su Cristo morto, 1475-78..Pinacoteca di Brera, Milano.

Quel mattino Maria di Magdala, da cui Gesù aveva cacciato sette demoni, e l’altra Maria portano quindi tutto il necessario per completare la sepoltura del loro amato fratello e maestro. Secondo le usanze del tempo bisognava infatti cospargere il suo corpo con oli ed ungenti profumati e fasciarlo con le bende per essere imbalsamato.Ma appena arrivate al sepolcro accade un fatto sconcertante.

Un terremoto rotola via la pietra della tomba, le guardie cadono a terra tramortite e seduto sopra quella pietra appare un angelo vestito di bianco che annuncia:

Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite e vedete il luogo dove era deposto” (Mt. 28, 5-6).

Le due donne entrano allora nel sepolcro, ma subito fuggono via, come sottolinea l’evangelista:

Ed esse, uscite, erano piene di timore e spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura” (Mc 16, 8).

Paura, timore, spavento. Avevano ancora in mente un uomo morto e la realtà che hanno ora di fronte è troppo forte, non possono reggerla, non possono sostenerla. Invece di gioire sono stranamente sconvolte. Aver trovato la morte sarebbe stato più rassicurante, perché era quanto si aspettavano.

Monastero Mileseva, Serbia: L'Angelo bianco o Myrrhbearers, 1230- affresco

Ma quella mattina alla domanda delle donne “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?” ha risposto l’apparizione di un angelo che prima toglie la pietra e poi vi si siede sopra.  In realtà a rotolare via, insieme a quel masso, è anche la “pietra interiore” che aveva bloccato tutte le speranze della loro vita, la pietra della “disillusione” che fa dire agli uomini “ormai non c’è più niente da fare” o “tutto è finito”.

Ebbene questa pietra è stata sbaragliata e con essa è stato liberato anche il corpo di Cristo, ormai consegnato definitivamente alla morte: quel corpo infatti non è solo uscito dal sepolcro, lasciando la tomba vuota, ma si è anche “sfilato” dalla disperazione umana, lasciando il posto alla speranza, lasciando il posto al futuro! Non a caso la prima notizia della risurrezione di Cristo è che il “sepolcro è vuoto”, e la seconda notizia è che bisogna cominciare a camminare: “Andate in Galilea, là lo vedrete...” (ora sono in Giudea).

Il maestro è vivo e non è lì perché li aspetta nella Galilea delle genti, cioè li aspetta nel mondo, nella storia, nella vita degli uomini e delle donne. E’ tempo ormai di lasciare questo sepolcro vuoto - dice l’angelo - per camminare verso un’altra realtà, verso una vita nuova e inaspettata.

Maestro della cella 2 con ritocchi del Beato Angelico: La tomba vuota, cella 8- Museo di San Marco a Firenze (ex convento domenicano), XV sec.

Nell’affresco del Beato Angelico, raffigurante la tomba di Cristo vuota con un gruppo di donne sulla destra e un angelo sulla sinistra, Maria di Magdala, al centro della scena, è l’unica che non si ferma a constatare l’assenza del corpo di Cristo, ma la supera, sa andare oltre, intravedendo sul fondo di quella tomba ciò che è ancora lontano da lei. La mano destra della donna infatti è posta sopra gli occhi, come se scrutasse l’infinito, mentre la sinistra è sul bordo del sepolcro, come se si sporgesse per guardare dentro a un pozzo profondissimo.
Il suo sguardo riesce ad attraversare l’evidenza dei fatti, cioè la realtà effettiva, per scorgere con altri occhi, quelli del cuore, la realtà di Dio che si rivela a lei come “novità” inimmaginabile. Il fondo di quella tomba è per Maria come una grande finestra che si apre su un orizzonte sconfinato che è Gesù stesso, il quale, avvolto in una mandorla di luce, appare risorto, alle sue spalle nel buio del sepolcro.

Beato Angelico: La tomba vuota; particolare di Maria di Magdala.

E’ questo l’orizzonte che Cristo ha aperto per tutta l’umanità con la sua resurrezione: “Non è qui...è risorto!”. L’Angelico sembra dire con la sua rappresentazione così intensa che la notizia più bella di Pasqua non è “chi c’è”, ma “chi non c’è”, perché il “risorto” è già altrove, lontano da Gerusalemme, lontano dal Regno, e a volte lontano anche dai luoghi che si ritengono più devoti e più santi, come lo era il sepolcro di Gesù.
Per questo, anche nelle sue molteplici apparizioni, Cristo ripeterà ai suoi ciò che aveva detto in vita: “seguimi, seguimi”...cioè seguimi in questa nuova prospettiva, seguimi fuori dal tuo sepolcro, seguimi fuori dalla tua morte, seguimi in questa nuova luce e diventerai mio discepolo.

Pubblicato da fausto cerulli il 16 aprile 2017 alle ore 10:01
patrizia è grande. ha escogitato una composizione stupenda. grazie
Pubblicato da Stefano Moretti il 18 aprile 2017 alle ore 18:09
Ego sum resurrectio et vita. non ressurrexio
Pubblicato da Patrizia Pelorosso il 18 aprile 2017 alle ore 20:50
Caro Stefano, ti ringraziamo per la correzione, ma, visto che non si trattava di una lezione di lingua latina, abbiamo scelto di proposito questa licenza perché ci piaceva di più.
Pubblicato da stefano moretti il 19 aprile 2017 alle ore 09:50
Prendo atto e mi scuso per l'antica ossessione trasmessami da Cirenei dai tempi antichi del liceo di un latino puntiglioso quanto, ormai per me, anche abbastanza impolverato. Bello il pezzo. Un saluto
Pubblicato da patria pelorosso il 19 aprile 2017 alle ore 14:38
Grazie Stefano.

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