cultura

"Una donna chiamata Maria". Presentato ad "Arte e Fede 2016" il docufilm girato a Orvieto

mercoledì 7 dicembre 2016
di Davide Pompei
"Una donna chiamata Maria". Presentato ad "Arte e Fede 2016" il docufilm girato a Orvieto

"Una donna del suo tempo, un tempo difficile per una donna". E la progressiva consapevolezza della propria missione, che non prescinde dal suo essere. È servito il contributo di biblisti, antropologi, storici, intellettuali, teologi e storici dell'arte per "raschiare la superficie e spalancare l'universo". Quello di Maria e del suo percorso, da ragazza a prescelta da Dio. Da madre di Gesù a discepola del messia, e infine, avvocata dell'umanità. Il risultato è "I misteri di Maria da Nazareth a Fatima", raffinato docufilm, impegnativo nei temi, efficace nella divulgazione.

La prima puntata – girata in gran parte ad Orvieto in collaborazione con "Umbria FilMovie" e la neonata associazione "Presepe&Orvieto" – come annunciato sarà trasmessa giovedì 8 dicembre alle 21.05 in occasione della festività dell'Immacolata Concezione da Tv 2000, visibile sul canale 28 del digitale, 18 di TivuSat, 140 di Sky. "Una donna chiamata Maria" – questo il titolo – è stata presentata in anteprima nazionale, martedì 6 dicembre nella Sala dei Quattrocento del Palazzo del Capitano del Popolo, ad apertura dell'undicesima edizione del Festival Internazionale d'Arte e Fede.

Sullo schermo, i primi dodici anni. Nazareth, l’Annunciazione, il Magnificat. Lo scetticismo della sua gente, il turbamento di Giuseppe e la gravidanza. In un approfondimento fatto di testimonianze religiose e laiche – su tutte, quella dello scrittore Erri De Luca – iconografie artistiche e suggestive ricostruzioni filmiche, a metà tra documentario e rievocazione storica. La serie tv proseguirà con altre quattro puntate, che andranno in onda sull'emittente della CEI nel 2017, in occasione delle principali feste e ricorrenze mariane. "Chi è mia madre?", dal primo miracolo fino all'ultimo respiro sulla croce, "Salve, o Regina", dalla passione all'assunzione in cielo, "Lourdes", il santuario mariano e 69 guarigioni inspiegabili. Quindi "Fatima", le apparizioni e la rivelazione dei tre segreti.

"Orvieto – ha sottolineato il consigliere comunale Andrea Taddei, nel portare i saluti istituzionali – è la città del Corpus Domini. Grazie al festival, che ogni anno propone storie e temi che aiutano ad interrogarsi. Sono occasioni di crescita importanti, anche come città. Ed è importante che ci siano eventi in grado di portare qui anteprime di rilievo come questa". Soddisfatto del risultato anche il direttore di Tv 2000 Paolo Ruffini che nel presentare la nuova serie tv ha sottolineato forza ed efficacia di "un prodotto che unisce molteplici linguaggi mettendoli a servizio di un unico grande racconto".

"Due anni fa – ha ricordato Alessandro Lardani, direttore artistico di Arte e Fede – dissi che siamo piccoli artigiani della comunicazione, ma questa città è stata fatta da artigiani. Come festival, in undici anni abbiamo più volte approfondito una figura così complessa come quella di Maria, osservandola da diversi punti di vista. Anche non più tardi di un anno fa, quando si apriva il giubileo che quest'anno chiudiamo".

Alle domande del conduttore di Tv 2000 Mario Placidini, ha risposto Elena Petrocchi, scelta per interpretare Maria da giovane. Non nuova alla recitazione, per lei si è trattato della prima volta di fronte alla cinepresa. "È stata un'esperienza molto formativa – ha rivelato – che ha implicato un'immersione in scene emotivamente forti, precedute da un'attenta lettura del Vangelo per risultare veritiere".

"Il tentativo che abbiamo perseguito con questo documentario – ha detto Fabio Andriola, autore di "Storia in Rete", per cui sono stati prodotte anche le docufiction "Orvieto 1268. Processo ai Catari" e "In principio fu il dubbio", relativo al Miracolo di Bolsena – è stato quello di mostrare come una ragazzina progredisce e diventa donna con il figlio che le cresce prima dentro poi affianco. E cresce in lei la consapevolezza di quello a cui è stata chiamata. L'obiettivo era far capire, non solo a chi è devoto, che il ruolo di Maria non si è fermato a quello di madre ma anche prima interprete del messaggio. Il percorso che abbiamo immaginato su tre puntate principali, dall'Annunciazione all'Assunzione e oltre, si completano con altre due monotematiche e, insieme, costituiscono un unicum. La dimensione storica è spesso supportata da quella archeologica. Due case corrispondono a due stagioni della vita di Maria".

"La difficoltà principale – ha riconosciuto la regista Alessandra Giganteè stata cercare di rendere la grandezza rivoluzionaria di una figura, se vogliamo, semplice. Il discorso più lungo che pronuncia è il Magnificat. La sfida era trasmettere la forza dell'universo Maria. Far capire che era madre, donna e molto di più. Non è un caso che la parola più simile è amore, Maria contiene e spinge a cercare. Ad Orvieto ci siamo trovati benissimo, siamo stati un po' guidati su alcune scelte. De Luca lo conoscevamo attraverso i suoi libri, ha accettato volentieri di essere intervistato. Pur non essendo un credente, è dentro la fede. Quella del primo piano è stata una mia fissazione. La tv non è il cinema, occorre avvicinarsi per vedere".

Per ulteriori informazioni:
www.festivalartefede.it 

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