cultura

Da "I Mai Visti" a "Mirabilia Tudertina", tra arte nascosta e storia che incanta

martedì 6 dicembre 2016
di Davide Pompei
Da "I Mai Visti" a "Mirabilia Tudertina", tra arte nascosta e storia che incanta

Sepolte da secoli di oblio, riemergono con prepotenza venti opere inedite, provenienti dai depositi del Museo della Città di Acquapendente. A tornare alla luce sono "I Mai Visti", dipinti dal '400 all'800, oggetti liturgici, stemmi monumentali e iscrizioni lapidee in marmo. La grande bellezza è pronta ad essere disvelata e a dare mostra al Palazzo Vescovile della vicina città laziale, da giovedì 8 dicembre alle 16.30 – seguono alle 20 cena a buffet al costo di 15 euro, con degustazione di prodotti tipici e vini locali in compagnia del sommelier Claudio Sarti nelle sale del museo e visite guidate fino alle 23 – nel giorno dell'Immacolata Concezione, e fino a domenica 16 aprile.

"Un'occasione imperdibile – sottolinea Andrea Alessi, direttore del museo e curatore della mostra – per riscoprire la storia e la tradizione attraverso i suoi capolavori, testimonianza di un passato fulgido e ricco di grandi interpreti, i cui nomi, sfuggiti per troppo tempo al grande pubblico e ignoti alla storiografia, torneranno al rango di protagonisti indiscussi". Per far sì che l'esposizione sia veramente all'altezza, gli organizzatori si sono avvalsi della collaborazione di numerosi studiosi. E di un video promozionale che, di per sé, è già un invito alla scoperta. 

"Nella realizzazione di questa mostra - prosegue Alessi - è stato creato un percorso allestitivo emozionale che ben si integra con l'arredo esistente. Il visitatore verrà subito proiettato in un caleidoscopio emozionale tra una moltitudine di opere ignote al pubblico e agli specialisti, precedentemente collocate nei depositi. È stato avvincente ripercorrere la storia di Acquapendente attraverso le sue testimonianze più significative, dalla cui ricerca sono emersi molti dati inediti".

Quattro, le sale in cui si articola il percorso. Ambienti completamente rivoluzionati dal nuovo allestimento che ne arricchisce l'arredo dando un rinnovato lustro. "Già dall'ingresso il visitatore potrà cominciare a gustarsi i primi reperti in mostra, e continuare poi nel Piano Nobile dove sono esposte le prime opere pittoriche. Tra queste, l'icona della mostra, una splendida Madonna con Bambino dei primi del '700, opera definita 'trevisaniana' dallo storico dell'arte Claudio Strinati consultato per l’occasione.

Prima di entrare nella Sala degli Stemmi, i due ritratti olio su tela raffiguranti Papa Clemente XIV (Giovanni Domenico Porta) e il Cardinale Filippo Maria Guidi (Cesare Cugini), che ben si integrano nello stile espositivo del museo, anticipando le opere esposte nella successiva sala. La mostra arricchisce notevolmente la già cospicua pinacoteca del Museo della Città di altre pregevoli opere tra cui un affresco staccato, di fine XV secolo che raffigura una Madonna in trono con Bambino tra cherubini, che si rifà a un modello scultoreo in stucco assai noto di Andrea Verrocchio, e che entra a pieno titolo tra le opere più interessanti della mostra.

Questo prototipo fu trasposto in pittura da Piermatteo d’Amelia nell’esemplare che si trova allo Städelsches Kunstinstitut und Städtische Galerie di Francoforte e nell'affresco conservato nella controfacciata a sinistra dell'ingresso della Chiesa di Sant'Agostino a Narni, raffigurante la Madonna in trono tra i Santi Lucia e Apollonia. Proprio a quest'ultimo modello sembra essersi ispirato l'autore dell'affresco aquesiano, dipinto allo scadere del XV secolo". Si tratta, per Anna Cavallaro "di un pittore noto di area viterbese, che merita certamente approfondimenti ulteriori".

Ogni sala è stata correlata di un pannello didattico sulle singole opere esposte, dove è possibile trovare approfondimenti, ricerche e pareri illustri, e che rende la mostra accessibile ad ogni tipologia di pubblico. Per ulteriori informazioni e prenotazioni gradite: 0763.730065 – eventi@laperegina.it

"Mirabilia Tudertina. I tesori dell'Archivio Storico, della Biblioteca Comunale e degli Archivi Ecclesiastici" di Todi è, invece, il titolo del grande evento promosso d'intesa con Comune e Diocesi di Orvieto-Todi che porta in mostra sette secoli di storia e circa cento tra documenti e codici, compresi tra il XII ed il XVIII secolo. Materiali provenienti dai fondi antichi a cui si aggiungono preziose pergamene, per la prima volta insieme per festeggiare la riapertura del Museo Civico di Todi, che torna pienamente fruibile dopo i lavori di consolidamento strutturale e di risanamento conservativo della copertura.

Il percorso espositivo – fruibile dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17 – trova posto nella Sala Affrescata e nella Sala della Pinacoteca del Museo Comunale di Todi fino a venerdì 30 giugno. Nasce tutto da un progetto del Servizio Cultura del Comune di Todi, curato da Filippo Orsini, direttore dell'Archivio Storico Comunale di Todi, Fabiola Bernardini, direttrice della Biblioteca Comunale e Nicoletta Paolucci, direttrice del Museo Civico.

"Tra i documenti esposti – sottolineano – spiccano, per la loro unicità, il più antico Statuto Comunale dell'Umbria, quello di Todi, datato 1275, un diploma dell'Imperatore Federico II, risalente al 1240, con un rarissimo sigillo in cera, ed un codice miniato del 1140 contenente regole di comportamento per il perfetto cristiano. Per rendere tali beni strumenti di conoscenza ed educazione, nonché di promozione, divulgazione e sensibilizzazione per la storia cittadina, la mostra ha anche finalità didattiche: nel corso dell’esposizione è prevista anche la realizzazione di visite guidate ed attività formative per le scuole di ogni ordine e grado.

All'interno della Sala Affrescata è, inoltre, presente un touch screen multimediale interattivo che permette di fruire del patrimonio storico esposto. I documenti in mostra si susseguono in un percorso storico e didattico particolarmente rivolto alla fruizione locale, dei cittadini e degli studenti, ma che con i suoi particolari contenuti non mancherà di essere aperta ad una più ampia utenza nazionale ed internazionale, costituita dalla notevole presenza turistica che si registra abitualmente presso gli spazi del circuito museale, contribuendo in tal modo all'attività di promozione della città e del territorio. L'esposizione potrà contare anche su un catalogo che sarà presentato a giorni".

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