cultura

In mostra le opere di Marco Gizzi. Al Palazzo dei Sette, cavalieri e templari

giovedì 21 aprile 2016
In mostra le opere di Marco Gizzi. Al Palazzo dei Sette, cavalieri e templari

Aprirà i battenti domenica 24 aprile alle ore 11 e resterà aperta al pubblico negli spazi espositivi del Palazzo dei Sette fino a domenica 1° maggio, tutti i giorni dalle 10 alle 19, con ingresso libero, la mostra personale di Marco Gizzi patrocinata dai Comuni di Orvieto e Ceccano, città natale dell’artista.

In esposizione, opere che spaziano dalla storia, con i monumentali cavalieri medievali, le milizie sacre ed i templari, fino alle nature morte in un percorso dove l’artista porta il suo nome, la sua dimensione e il suo talento che affiora in ogni sezione delle tele e da ogni angolazione si decida di ammirarle e lasciarsi impressionare, tanta è la forza della loro bellezza, della vita e dell’universo che trasmettono.

La grandezza delle opere di Marzo Gizzi che ama definire la pittura non come “ispirazione” ma come “respirazione”, fenomeno del tutto naturale e inevitabile, che gli consente di vivere e dipingere seguendo un ritmo tutto spontaneo non costruito, è di grande impatto emotivo ed invade l’osservatore e che ne diventa parte.

La pittura e il metodo dell’artista sono molto personali. I primi quadri erano prevalentemente surrealistici, dipinti senza disegno preparatorio, facendosi semplicemente guidare dall’istinto; la maggior parte di quei quadri erano scuri o con poca luce, tratto che in seguito l’artista ha sfumato in maniera evidente, visto che oggi utilizza moltissima luce.

 

"Con la personale di Marco Gizzi – afferma l’Assessore alla Cultura, Vincenzina Anna Maria Martino – l’Amministrazione Comunale si appresta a varare un programma espositivo che valorizza il complesso del Palazzo dei Sette. Complesso strategico situati al centro della città che merita di rifiorire con la dignità di Centro Espositivo. In tal senso abbiamo lavorato ad una programmazione di eventi artistici che copre tutto l’arco dell’anno".

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