cultura

Progetto solista per Filippo Bianchini. Sulle note del jazz arriva "Disorder at the Border"

lunedì 2 novembre 2015
di Davide Pompei
Progetto solista per Filippo Bianchini. Sulle note del jazz arriva "Disorder at the Border"

Un cumulo di idee ed emozioni vissute negli ultimi anni della sua vita. Un magma indefinito che amalgama i grumi e alla fine prende forma. Quel caos interno necessario a Nietzsche per generare una stella danzante, in Filippo Bianchini – giovane musicista nato a Orvieto, dove a 11 anni ha iniziato a frequentare la Scuola Comunale di Musica "Adriano Casasole"  – ha le note inconfondibili del suo sax e l'esplosione vitale dei colori made in Bottega Chioccia-Tsarkova, che ha curato in parte la veste grafica del nuovo elettrizzante progetto che, oltralpe, sta già riscuotendo i consensi della critica.

Ha per nome "Disorder at the Border" – dove i confini sono intesi come frontiere, zone limite da superare, che cambiano e si evolvono con ordini e disordini creativi – ed è il cd solista, registrato a luglio 2014 e appena pubblicato per l'etichetta belga "September". Otto tracce, sospese sulle rotonde atmosfere del jazz, che nascono da "un'urgenza di vedere realizzate in maniera concreta e tangibile le sonorità sviluppate in questi anni in cui mi sono formato, sono cresciuto".

Prima, in Italia, con un diploma a pieni voti in musica classica. Poi, al Royal Conservatori of Den Haag, a stretto contatto con il clarinettista americano John Ruocco, uno dei migliori musicisti residenti in Europa. I palchi importanti, dal North Sea Jazz Festival al The Hague Jazz, passando per Casa del Jazz, Roma e Tuscia in Jazz. Fino al trasferimento a Bruxelles e l'incontro con musicisti "sublimi" come Jean Louis Rassinfosse (contrabbasso), Nicola Andrioli (piano) ed Armando Luongo (batteria).

"Con loro – confessa – ho trovato da subito una forte simbiosi musicale, hanno contribuito a documentare su disco, quello che avevo già in mente. Nel disco, ci sono anche tromba e filicorno di Rodolfo Neves. La scelta dei pezzi che formano il progetto, accomuna diverse sonorità, che vogliono fotografare la mia espressione attuale in continua evoluzione. Animata dall'esplorazione di nuovi colori e differenti possibilità col fine ultimo di comunicare emozioni, sempre più nel dettaglio".

Cosa c'è nel suo caos? Ispirazioni alle ballad tipiche coltraniane, quelle mediterranee, di festa, e alcune come "Fab" scritte interamente cantando. "L'idea – dice – era quella di una dolce melodia dall'andamento scorrevole, a cui si potesse applicare facilmente anche un testo con parole. La traccia che dà il titolo al progetto è un pensiero per tutte le terre di frontiera che in qualche modo mi hanno sempre affascinato. L'idea di confine dove finisce qualcosa e inizia dell'altro. Il confine come barriera, che spesso si difende creando magari disordine e tumulti.

'Song for Sat', invece, è un brano che ho scritto tempo fa per un mio caro amico di Orvieto, Francesco Satolli, scomparso nel 2008. L'idea per il pezzo era quella di una sonorità non triste, ma in qualche modo pacatamente gioiosa, cercando di eludere la gravità della perdita ed andando ad attingere ai ricordi più belli. Ci sono, poi, alcune melodie di canzoni che amo da subito, sin dalla prima volta che sento. 'Weaver of Dreams', basata su un giro simile a 'There will never be another you', è una di queste. Per 'Mad Blues', ho cercato di ispirarmi ad alcune composizioni monkiane, con l'uso di serie di dominanti cromatiche comune a diverse composizione del grande pianista americano e non solo. Nella parte finale, troviamo un collettivo che vuole rievocare gli echi del periodo del jazz più classico".

Il resto è Filippo, allo stato puro. Ascoltabile ad Orvieto, in occasione della 23esima edizione di "Umbria Jazz Winter". Per tutte le serate, da mercoledì 30 dicembre a domenica 3 gennaio, aprirà infatti le jam a "Il Vincaffè".

 

Per ulteriori informazioni:
http://www.filippobianchini.com/

http://hanskustersmusic.be/album/disorder-at-the-border/

https://itunes.apple.com/album/disorder-at-the-border/id1040531911

https://play.spotify.com/album/1lDAECHlqQZnjX61qOGOYy?play=true&utm_source=open.spotify.com&utm_medium=open

Pubblicato da Laura Ricci il 03 novembre 2015 alle ore 19:12
Complimenti, Filippo, sai quanto ti ammiro ma è bene dirlo. Verrò sicuramente a sentirti... le terre di frontiera hanno sempre affascinato e ancora affascinano anche me!

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