cultura

Un po’ di Orvieto al Festival di Sanremo con la violinista Giulia Abbondanza

martedì 10 febbraio 2015
di G. An.
Un po’ di Orvieto al Festival di Sanremo con la violinista Giulia Abbondanza

C’è un tocco di orvietanità al Festival della canzone italiana che andrà in onda su Rai 1, dal 10 al 14 febbraio. La rappresentanza della Rupe è affidata alla giovane violinista Giulia Abbondanza. Non ancora 24enne la giovane musicista si è diplomata in violino al Conservatorio di Cesena e già ha alle spalle un ricco curriculum che l’ha portata ad esibirsi con varie formazioni orchestrali in Italia e all’estero. Un traguardo importante che porta la ragazza sul palcoscenico dell’Ariston, in quella città dove aveva vissuto con i suoi genitori quando suonavano nell’Orchestra sinfonica di Sanremo.

“Mi piace definirmi figlia d’arte” risponde Giulia al collega Paolo Turroni che le ha dedicato un lunga intervista in apertura della pagina di Cesena de “La Voce di Romagna”. Oggi Giulia Abbondanza, insieme al fratello Michele e al padre Jader vive a Cesena ma trascorre buona parte dell’anno tra Orvieto e Castel Giorgio dove vive il nonno Michele Aureli. Sul profilo Facebook della giovane musicista sono tante le foto di questi giorni di prove per il Festival e non manca il classico scatto di fronte all’Ariston.

“Con una mamma Flautista e un papà trombettista e insegnante di musica, sono praticamente cresciuta con la musica classica fin da quando ero ancora nel pancione; il violino mi è stato regalato a sette anni dai miei genitori, che mi hanno portata alla prima lezione quasi per gioco. La passione è cresciuta con gli anni, ma da quella prima lezione non ho mai più lasciato il mio strumento”. Racconta Giulia sulle colonne de “La Voce di Romagna” facendo emergere la sua determinazione l’immensa passione per la musica.

Una passione che vive nel suo sorriso: solare, intenso indimenticabile. Lo stesso di Cinzia Aureli, la madre di Giulia: flautista orvietana che il destino, purtroppo, non le ha dato il tempo di vedere sua figlia calcare il palcoscenico di Sanremo. E’ proprio la ragazza a raccontare come è arrivata al Festival della Canzone Italia. “Qualche anno fa mi chiamarono dall'orchestra per chiedermi di suonare insieme a loro in un concerto speciale dedicato alla memoria di mia mamma, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa - dice Giulia nell’intervista -.In seguito a quell'occasione mi hanno ricontattata per offrirmi un contratto di lavoro in occasione del 65" festival che io ho piacevolmente accettato”.

Una storia che in un certo senso s’intreccia tra madre e figlia. Una storia di musica e di ricordi che porta sul palcoscenico dell’Ariston un po’ di Orvieto e un po’ di Alfina dando merito ad una ragazza che ha fatto della sua passione il suo lavoro. Sicuramente il messaggio più bello e profondo è quello che Giulia Abbondanza costruisce nel descrivere cosa significa per lei la musica.

“La vita del musicista è veramente dura, soprattutto di questi tempi spesso risulta anche frustrante, perché credo che questa professione artistica non venga per nulla valorizzata - dice Giulia dalle colonne del quotidiano romagnolo -. Nonostante questo io dico: sì, ne vale assolutamente la pena! Nonostante le fatiche quotidiane richieste per lo studio continuo a casa, quello che la musica regala all'animo é qualcosa di impagabile, è una cosa che mi rende viva giorno dopo giorno. Io vivo in ogni nota che suono sul mio violino. Lo studio della musica secondo me amplia la mente e ci rende più liberi: nella musica c'è arte, c'è storia, c'è letteratura, c'è poesia, ma c'è anche matematica, logica, fisica”.

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