cultura

È un buon momento per Giuseppe R. Baiocco

venerdì 26 aprile 2013
È un buon momento per Giuseppe R. Baiocco

È un buon momento per Giuseppe R. Baiocco, che ha appena visto andare in scena, il 25 aprile al Teatro Mancinelli di Orvieto, Frammenti d'un mosaicista morto dal freddo per la regia di Maurizio Panici, interprete l'attore vicentino Andrea Brugnera, insieme al fisarmonicista Sandro Paradisi. Il testo è la prima parte della Trilogia del mondo storto dello scrittore viterbese naturalizzato a Orvieto, noto per il teatro e per la narrativa breve. L'autore ha registrato dalla viva voce di tre dei quattro protagonisti storie di guerra e sopraffazione, poesia e cruda realtà traendone una trilogia che è un affresco di rara suggestione, frutto di ricerche sul campo di matrice antropo/sociologica.

Il primo atto, proposto giovedì 25 aprile, è la storia di Angelo Costanzi, morto nel campo di concentramento di Mauthausen. La versione narrativa del monologo è stata finalista e segnalata al Premio Caffè Letterario Moak, con una qualificata giuria composta, fra gli altri, da Massimo Onofri, Roberto Alajmo, Raffaele Nigro e presieduta da Walter Pedullà. L'autore viterbese, inoltre, ha appena dato alle stampe, per i tipi dell'editore Librosì, la biografia romanzata di un noto calciatore. Frustalupi. Il piccolo gigante del centrocampo è infatti il suo ultimo lavoro narrativo, che si fregia della prefazione dell'ex allenatore della Nazionale italiana di calcio Marcello Lippi e dell'introduzione del giornalista Roberto Conticelli. Il prossimo 8 giugno, poi, nell'ambito delle manifestazioni inerenti al Giubileo Straordinario debutterà, sul sagrato del Duomo di Orvieto, Miracolo de lo Sacro Corporale, sacra rappresentazione che prende le mosse dal miracolo di Bolsena del 1263, che diede vita in seguito, alla costruzione della cattedrale orvietana. Interpreti d'eccezione del testo, riadattato da Baiocco dal Dramma Sacro di anonimo del 1300, saranno Paola Gassman, Luigi Diberti, Renato Campese, con le scenografie visuali di Paolo Miccichè e la regia di Maurizio Panici.


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