cultura

Dal conflitto tra cuore e stato al dramma del dubbio e dell'inquietudine. L'Antigone di Anouihl rivive sul palco del Mancinelli

martedì 12 febbraio 2013
Dal conflitto tra cuore e stato al dramma del dubbio e dell'inquietudine. L'Antigone di Anouihl rivive sul palco del Mancinelli

La storia eterna dell'eroina greca rivive sabato 16 febbraio alle 21 al Teatro Mancinelli con l'Antigone di Jean Anouilh, diretto da Maurizio Panici che ne cura anche traduzione e adattamento e interpretato dalla Compagnia dei Giovani di Ar.Tè, con Lucia Cammalleri come Antigone e Roberto Latini nel ruolo di Creonte. Completano il cast Alice Spisa, Daniele Pilli, Rocco Piciulo, Gioia Salvatori e lo stesso Maurizio Panici. Prodotto da Ar.Tè Teatro Stabile d'Innovazione, lo spettacolo si ispira alla tragedia di Sofocle, una delle più note del ciclo tebano, che descrive la drammatica sorte di Edipo, re di Tebe, e dei suoi discendenti.

In scena la storia della figlia di Edipo, che oppone l'amore alla legge per dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe Creonte. Scoperta, Antigone viene condannata dal re ad essere murata viva, nonostante le suppliche di Emone, suo promesso sposo e figlio dello stesso Creonte. Quando il re di Tebe decide di far liberare Antigone, è ormai troppo tardi.
L'insanabile conflitto tra la legge non scritta, che muove Antigone per la sepoltura del fratello, e la legge dello Stato emanata da Creonte, crea una tensione insostenibile per tutta la durata della rappresentazione.

Maurizio Panici ha scelto, per questa nuova regia, di lavorare sul testo del celebre scrittore, regista e drammaturgo francese Jean Anouilh, che nella sua riscrittura della tragedia sofoclea in termini contemporanei sposta l'attenzione dalla contrapposizione tra leggi divine e leggi dello Stato - alla base del testo di Sofocle - ad un conflitto più umano e personale fra i due protagonisti. In scena quindi un'Antigone fortemente riportata all'oggi, tragedia del dubbio e dell'inquietudine, linea di confine dove l'ideale giovanile si misura con l'acquisita responsabilità. I due protagonisti sono le facce di una stessa medaglia e si riflettono continuamente, rinviando il conflitto come in un gioco di specchi.

Attore, autore e regista, Roberto Latini si è formato presso lo studio di recitazione e di ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Vincitore negli anni dei premi intitolati Wanda Capodaglio, Prova d'Attore, Bruno Brugnola e Sergio Torresani, è stato insignito del Premio Sipario nell'edizione 2011 promossa dall'Associazione Nazionali Critici Teatrali. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore di Fortebraccio Teatro, compagnia volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale.

Le scene di Antigone sono di Daniele Spisa, i costumi di Marina Luxardo, le musiche di Stefano Saletti e le luci di Roberto Rocca.
Dello spettacolo sono in programma anche due matinée per le scuole giovedì 14 febbraio e venerdì 15 alle ore 10.

Per ulteriori informazioni www.teatromancinelli.it  tel. 0763.340493.

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