cultura

"La Mafia in Umbria. Cronaca di un assedio": presentato a Perugia il libro del giornalista Claudio Lattanzi

lunedì 17 ottobre 2011
"La Mafia in Umbria. Cronaca di un assedio": presentato a Perugia il libro del giornalista Claudio Lattanzi

"Una colonizzazione criminale, che è in atto senza alcun dubbio, ma anche una risposta che appare a volte carente, sia da parte delle istituzioni, che delle forze dell'ordine ed una scarsa attenzione da parte delle banche."

Sono queste le considerazioni fatte proprie, con sfumature diverse, da due esponenti politici umbri di primo piano come il presidente della commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose Paolo Brutti e l'assessore regionale Stefano Vinti intervenendo, venerdì pomeriggio al palazzo della Provincia di Perugia alla presentazione del libro di Claudio Lattanzi "La Mafia in Umbria. Cronaca di un assedio" (Intermedia Edizioni) organizzata da Nicola Bossi della redazione del giornale Umbria Left. All'incontro hanno portato il loro contributo anche Pietro Cipolla dell'associazione Libera e Luca Baldelli, capogruppo di Rifondaazione alla Provincia di Perugia.

Riferendosi alla recente inchiesta sull'investimento effettuato dai clan Casalesi nel complesso ex Margaritelli di Ponte San Giovanni, Paolo Brutti ha sottolineato come "L'aggressione mafiosa che riguarda l'Umbria è interessata ad eseguire grandi operazioni di riciclaggio del denaro più che a mettere le mani su attività imprenditoriali vere e proprie. Il caso di Ponte San Giovanni è infatti eloquente del fatto che questo clan aveva più interesse ad utilizzare la proprietà di questa azienda immobiliare come garanzia per ottenere affidamenti bancari piuttosto che per portare a termine le operazioni di vendita immobiliare vera e propria".

Il presidente della commissione regionale non ha nascosto delle perplessità sull'azione di controllo preventivo che le istituzioni dovrebbero svolgere. "Il sindaco di Perugia ha spiegato in commissione che il Comune non aveva avuto alcun sentore di quello che stava succedendo a Ponte San Giovanni. Questo intervento rientrava tuttavia nella cosidetta urbanistica contrattata che impone rapporti tra la società che realizza l'investimento e le pubbliche amministrazioni. Bisogna capire come è possibile che non ci si accorga di queste realtà e, comunque, è necessario che da oggi in avanti tutti innalzino la soglia di attenzione verso questo fenomeno" Brutti non ha risparmiato sottolineature critiche anche nei confronti delle banche "che forse sono troppo inclini ad accettare senza fare troppe domande chi si presenta con pacchi di soldi", ma anche nei confronti di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine "che continuano a ripetere che la mafia in Umbria non c'è".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Stefano Vinti secondo cui "Ci sono strumenti legislativi nazionali e regionali che in Umbria vengono scarsamente applicati". Dopo aver denuciato che "Il sistema creditizio umbro appare complice delle infiltrazioni malavitose", ha poi aggiunto: "Mentre i Casalesi muovono passi sempre maggiori nell'economia umbra, c'è un'attenzione ossessiva verso i temi della sicurezza a cui i giornali danno enorme rilievo mentre l'attenzione sulle presenze mafiose dura lo spazio di un giorno. Il crimine va combattutto senza distinzioni, ma qui sembra che il problema centrale sia costituito magari da un piccolo spacciatore e non dalla criminalità organizzata. C'è insomma una distorsione di prospettiva enorme".

Luca Baldelli ha sottolineato l'impegno di Rifondazione Comunista nel chiedere la costituzione della commissione e, a dimostrazione di quanto il problema delle infiltrazioni malavitose sia ancora sottovalutato, ha ricordato le difficoltà e lo strisciante ostruzionismo che tale iniziativa aveva inizialmente incontrato.

L'attento pubblico ha poi rivolto diverse domande ai relatori e all'autore del libro che, come annunciato dal presidente Brutti, verrà acquisito come fonte di documentazione dalla commissione regionale da lui presieduta.

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