cultura

Esce nelle sale italiane venerdì 29 maggio "Corpo celeste", film d'esordio di Alice Rohrwacher

mercoledì 25 maggio 2011
di Davide Pompei
Esce nelle sale italiane venerdì 29 maggio "Corpo celeste", film d'esordio di Alice Rohrwacher

E' nata a Fiesole, ma è cresciuta nella campagna umbra. Senza televisione e lontano dal mondo del cinema. Dal padre, apicoltore tedesco, Alice Rohrwacher ha ereditato quel cognome per molti impronunciabile. Che, parola di sorella famosa - Alba - ha già conosciuto tante storpiature.

La più antipatica e distante dalla loro indole, quella di "rottweiler". Dalla madre, insegnante, invece ha mutuato il rigore ma anche la passione per quello che fa. Alice ha 29 anni, una figlia che ne ha 4 e mezzo e quella sorella di tre anni più grande, che nel giro di poco si è fatta conoscere e riconoscere in molti tra i più importanti film in circolazione.

Merito di quei tratti un po' spigolosi - molto simili ai suoi - ma soprattutto del talento di "attrice per caso" che le ha fatto lasciare gli studi universitari in medicina per dedicarsi alla recitazione. Fruttandole una sfilza di premi e riconoscimenti. Alice, invece, dopo aver frequentato il liceo classico "Filippo Antonio Gualterio" ad Orvieto, si è trasferita a Torino. E alla laurea in lettere e filosofia, ha aggiunto un master in sceneggiatura e linguaggio documentario alla Videoteca Municipal di Lisbona e uno in tecniche narrative, sceneggiatura e drammaturgia presso l'ambita "Holden" creata da Baricco.

Suona la fisarmonica in un gruppo di rock balcanico e al momento vive a Berlino insieme al compagno, musicista. Le piacerebbe abitare anche a Roma, se non fosse così cara. Alla Quinzaine di Cannes, non ha vinto nulla. Ma non è neanche passata inosservata. E "Corpo celeste", il suo film d'esordio già venduto in Francia, venerdì arriva nelle sale di tutta Italia.

Liberamente ispirata dall'omonimo libro di Anna Maria Ortese, alla giovane protagonista della sua pellicola ha dato origini svizzere "perché - dice - è il paese neutro per eccellenza, un posto che sa di altrove". Geograficamente parlando, molte scene le ha girate a Reggio Calabria, che già conosceva per averci ambientato un precedente documentario. Di quella terra, l'aveva colpita il senso di solitudine ma anche la poesia delle persone. La stessa che ha impiegato per raccontare la storia di Marta. Una tredicenne inquieta che torna al Sud e preparandosi alla cresima, incontra personaggi al limite del grottesco come il sacerdote opportunista che vuole ingraziarsi il vescovo per farsi trasferire in una parrocchia più grande. Ma anche figure, in grado di aprire in lei nuovi spazi di riflessione. E crescita.

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