cultura

Equitazione di campagna: "Tre regioni, tre province, sei comuni". Porano e Castel Viscardo scelte come location ideali

martedì 7 dicembre 2010
Equitazione di campagna: "Tre regioni, tre province, sei comuni". Porano e Castel Viscardo scelte come location ideali

Un grande progetto per realizzare un sistema turistico interregionale. Nei giorni scorsi a Roma, presso la sede della FISE (Federazione Italiana Sportivi Equestri), si è tenuta la prima riunione del gruppo che sta lavorando all'idea di definire un orizzonte innovativo al turismo equestre. Il consigliere federale Federico Forcelloni, responsabile del brand federale e del dipartimento Eventi storici e di tradizione, sta lavorando da mesi al progetto chiamato appunto "Tre regioni, tre province, sei comuni" ideato dall'assessore al Turismo del Comune di Porano, Luciana Olimpieri.

A Roma ha così incontrato i rappresentanti delle diverse realtà che si stanno impegnando nella realizzazione di un vero e proprio prodotto turistico, sfruttando da un lato lo straordinario patrimonio culturale e naturalistico del Paese, dall'altro la crescente passione per l'equitazione di campagna. Al fianco di Forcelloni, i tecnici che stanno studiando il tracciato di un percorso che unirà il Lazio, la Toscana e l'Umbria (David Fiorucci e Giovanni Emi) e l'ideatore del tracciato del comune di Grosseto, grande esperto di turismo equestre e non solo, Miriano Manciati; presidenti dei Comitati regionali Umbria e Toscana, Mirella Bianconi e Adolfo Paulgross; il maresciallo del gruppo sportivo Carabineiri Giorgio De Vigili e alcune autorità dei comuni coinvolti: Luciana Olimpieri, assessore al turismo di Porano, Carla Rossi, consigliere del comune di Farnese, Giorgio Cocco, sindaco di Porano.

Il progetto, che a metà febbraio del 2011 verrà presentato al BIT di Milano, avrà come protagonisti, appunto, i comuni di Valentano e Farnese per il Lazio, di Pitigliano e Sorano per la Toscana, di Porano e Castel Viscardo per l'Umbria. L'idea di fondo, che vuole svilupparsi su questi territori con l'ambizione di allargarsi poi a macchia d'olio in altre realtà regionali, è quella della costituzione di un "circuito-evento" che possa abbinare la scoperta di borghi e siti storico-archeologici al piacere della gastronomia e, più in generale, alla nuova cultura del benessere che può derivare dal contatto con la natura, in scenari tra i più belli ed intatti d'Italia.
La FISE, in collaborazione con i rappresentanti locali e, a livello nazionale, con il Ministero del Turismo, ha in animo di mettere a disposizione il suo marchio di qualità, forte di migliaia di tecnici esperti e della presenza sul territorio di centinaia di circoli dove si pratica l'equitazione di campagna.

"Si tratta di un'iniziativa cui attribuiamo grande importanza - ha detto intervenendo alla riunione il presidente della FISE Andrea Paulgross - Lo sviluppo del turismo equestre è uno dei nostri traguardi per il futuro, per le evidenti implicazioni di carattere sociale, culturale, economico: non a caso stime attendibili prevedono che nell'arco di dieci anni il turismo diventerà il primo settore economico del pianeta. La FISE, nella convinzione che l'equitazione di campagna rappresenti una delle espressioni più emblematiche della sua attività, destinerà al progetto tutte le risorse disponibili, compatibilmente con le difficoltà di questi anni, contando naturalmente sull'apporto concreto degli Enti locali e delle Istituzioni nazionali".

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