cultura

Cala il sipario su Umbria Jazz Winter#17. Numeri e incassi in crescita premiano la qualità

domenica 3 gennaio 2010
Cala il sipario su Umbria Jazz Winter#17. Numeri e incassi in crescita premiano la qualità

Si spengono lentamente i riflettori sulla diciassettesima edizione di Umbria Jazz Winter ed è tempo di bilanci. Completamente sfatato il luogo comune della superstizione, l'edizione 2009-2010 di UJW vede ancora in crescita la manifestazione. A dirlo, affermano soddisfatti gli organizzatori, al di là delle impressioni soggettive sono i numeri: nei cinque giorni del Festival, infatti, gli appuntamenti in cartellone hanno richiamato moltissimi appassionati che hanno fatto il pieno al Teatro Mancinelli, a Palazzo del Popolo e nei vari club, facendo registrare quasi sempre il tutto esaurito. Pari a quasi 200.000 € per circa 9.000 paganti l'incasso, con un incremento di circa il 25% rispetto alla scorsa edizione, che tra l'altro prevedeva un cartellone di sei giorni. Le presenze complessive in città hanno raggiunto quota 65.000, con gli alberghi del territorio che hanno registrato il tutto esaurito. Nessun disordine, nessun incidente: tutto si è svolto all'insegna del buono e sano divertimento sotto l'occhio vigile delle Forze dell'Ordine e della Protezione Civile dell'Orvietano.

Ancora una volta, insomma, la manifestazione conferma il suo appeal, anzi lo vede in crescita e sempre più targettizzato verso quel pubblico medio alto che, nonostante la crisi, può concedersi una vacanza culturale di prestigio. Magari consumando qualche pasto in meno e rinunciando a spese non essenziali, ma approfittando al massimo di star e di concerti di ottimo calibro.

Un cartellone non facile, quello di questa edizione, anche se di grande livello, ha sottolineato il direttore artistico Carlo Pagnotta, che poteva impensierire per l'assenza di artisti più popolari e leggeri, ma che è risultato invece particolarmente gradito dal pubblico del jazz, di cui conferma la preparazione e la competenza. A mancare, anche per l'assenza del concerto in piazza di Capodanno che secondo gli organizzatori mal si adatta alla formula del festival, è stato semmai il pubblico dei curiosi, quello che agli incassi poco porta, mentre si è visto chiaramente l'incremento del pubblico specializzato.

A parlare della scommessa ancora una volta vinta della città, è prima l'assessore alla Cultura del Comune di Orvieto, Antonio Barberani, poi il sindaco, Antonio Concina, entrambi alla prima esperienza, come amministratori, della kermesse musicale che ha proiettato il nome di Orvieto nel mondo del jazz. Entrambi hanno voluto ringraziare sia la direzione artistica, ancora una volta espressa ai massimi livelli da Carlo Pagnotta, patron storico della manifestazione, sia lo staff organizzativo orvietano, che vede in Omero Tizi la continuità necessaria alla buona riuscita dell'evento, e nei tanti componenti dello staff Te.Ma. - circa 165 persone di cui 50 volontari - come ha sottolineato il Sindaco, "l'anima pulsante della manifestazione e una professionalità degna di manifestazioni internazionali come questa".

"Riempiamo questa città di gioia", è ciò che il sindaco Concina ha chiesto salutando gli amici del jazz e dando loro appuntamento all'edizione numero 18, in programma dal 29 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011, per la quale, ha promesso, "inizieremo a lavorare fin dal prossimo febbraio".

Un successo che non si discute, dunque, quello di UJW#17, sebbene alcuni operatori commerciali cittadini non ne siano rimasti completamente soddisfatti. Boom di presenze in alcuni locali, qualche delusione rispetto alle aspettative per altri, ma la colpa non è certo del grande jazz che, al contrario, piace e appassiona in modo crescente. "Si lavorerà per aumentare il livello artistico raggiunto, che è già notevole", afferma Pagnotta. Livello raggiunto, sempre secondo Pagnotta, anche dal pubblico che con la propria, ordinata e puntuale presenza ha dimostrato di gradire sempre più la formula proposta.

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