cultura

Al Libro Parlante, Elio Veltri discute di “Mafia pulita”. E un altro “orvietano” torna a casa...

venerdì 11 dicembre 2009
di Davide Pompei
Al Libro Parlante, Elio Veltri discute di “Mafia pulita”. E un altro “orvietano” torna a casa...

I primi rudimenti del suo percorso scolastico li ha appresi nella città del duomo, l'ex sindaco di Pavia e consigliere della regione lombarda. Medico chirurgo e membro delle commissioni affari costituzionali, anticorruzione, giustizia e antimafia, Elio Veltri non è affatto nuovo al mondo della scrittura. Dopo le inchieste sulla legalità del sistema economico e politico del Belpaese, il parlamentare (talvolta) scomodo, fa oggi ritorno sulla Rupe per dare vita ad un nuovo interessante incontro del Libro Parlante, durante il quale presenterà il suo ultimo lavoro scritto a quattro mani con il magistrato Antonio Laudati, tra i massimi esperti di organizzazioni criminali in ambito transnazionale. All'appuntamento, in programma per le ore 18 presso la Libreria dei Sette - che proprio ieri ha soffiato le sue prime quindici candeline di attività - interverrà, oltre al sindaco Toni Concina amico di vecchia data, anche il commentatore politico Paolo Franchi.

Abbandonati i clamori di Tangentopoli, ben raccontati in "Milano degli scandali", il nuovo saggio edito da Longanesi affronta il sistema organizzato della mafia, trattata al pari di una S.p.a. che sebbene sui generis, è a tutti gli effetti la più grande azienda italiana per fatturato. "Mafia pulita", questo il titolo del libro, fa luce sulle modalità con cui le organizzazioni criminali stanno inquinando l'economia legale. La mafia sporca, che uccideva con crudeltà e in modo clamoroso e teatrale, sembra essere sostituita da un "raffinato manierismo incravattato". E l'affermata multinazionale del crimine che miete mille miliardi di dollari, pare mirare al più ambizioso obiettivo della conquista dei mercati finanziari. "Oggi - si legge nelle note - non ha più bisogno di uccidere: compra. Il suo patrimonio potrebbe da solo colmare il debito pubblico italiano. È (...) un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si coniugano arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione".

Attraverso la presentazione di cinque icone del sistema mafioso, vengono così a galla storie vere tratte dai materiali inediti dei processi che li riguardano: affiliati della ‘ndrangheta, organici di Cosa Nostra e camorristi insospettabili. Una mafia pulita, sì, ma anche invisibile che frequenta i salotti dell'alta finanza ed è in grado di parlare più lingue. Nel libro prendono spessore i profili di donne che dal carcere gestiscono il mercato del falso, avvocati che hanno fatto delle discariche un affare miliardario, broker che trattano con i narcotrafficanti e fattorini che viaggiano in Ferrari, organizzando traffici illegali alla luce del sole. Uno spaccato lucido e dettagliato, a tratti accostabile alla più fluida narrativa, malgrado si tratti di cruda realtà, tutta italiana. "La mafia - si legge ancora - si è irradiata come un golpe strisciante nel Nord Italia, si è infiltrata nelle banche, in ampi settori della vita pubblica, e utilizza a suo vantaggio il flusso di denaro sporco proveniente da attività illegali, reinvestendolo poi in economia legale. Penetra così dentro imprese sane, impone i propri metodi e cambia per sempre le regole del gioco".

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