cultura

Cooperazione Internazionale: dal 29 al 1 dicembre concerti di 'Umbria Jazz' in Brasile

sabato 10 novembre 2007
Sarà la prima volta di “Umbria Jazz” in una “favela” e la prima volta in assoluto di una manifestazione musicale non “su”, “a proposito di” ma “dentro”, all’interno di una “favela”. Si svolgerà all’insegna di questa singolare novità la trasferta in Brasile di “Umbria Jazz”, che, dopo un concerto a Brasilia il 29 novembre e il 30 a San Paolo, si presenterà con il pianista Stefano Bollani per l’occasione unito ad un quintetto di musicisti brasiliani nello spazio allestito a “La Quadra” della “Favela Pereira da Silva”, nota come “Pereirâo”, nella zona “Sul” di Rio de Janeiro. È la “favela” che ospita il “Collettivo Morrinho”, un gruppo di ragazzi di Rio che hanno dato vita al “Morrinho Project”, appena presentato in Italia alla Biennale di Venezia: una sorta d’installazione, di scultura che riproduce in miniatura la stessa favela “Pereira da Silva”, che dalla collina (il “morro”) guarda il mare e la spiaggia di Rio, Una “favela-giocattolo”, cominciata da due fratelli nel 1997, che diedero vita al collettivo, realizzando la loro idea con materiali di risulta, oggetti riciclati, immagini e testi: un luogo dell’immaginario, un ideale quartiere urbano, una utopia chiamata ad anticipare una città, un mondo ed una vita migliore. L’iniziativa (nel quadro del Progetto di Cooperazione Internazionale con il Governo Federale Brasiliano, che coinvolge le Regioni Umbria, Marche, Toscana, Emilia Romagna e, di recente, anche la Liguria) è stata ufficialmente presentata ieri sera a Roma, presso l’Ambasciata del Brasile in Italia a Piazza Navona, in una conferenza-stampa, dall’Ambasciatore Ademar Bahadian, dal Coordinatore del Progetto di Cooperazione Giampiero Rasimelli e dal presidente della “Fondazione Umbria Jazz” Giovanni Tarpani. “È la prima volta – ha detto l’Ambasciatore del Brasile, sottolineando l’importanza dell’evento – che ‘Umbria Jazz’ viene presentata all’interno della nostra ambasciata, così come sarà la prima volta di un concerto di questo livello in una ‘favela’”. “Sulla scia dell’esperienza cominciata l’anno scorso a Ouro Preto (dove “Umbria Jazz” fu presente al locale festival jazz, uno dei più importanti del Brasile, con un concerto di Francesco Cafiso, N.d.R.), abbiamo deciso quest’anno, visto il successo e l’accoglienza, di dar vita ad un secondo tentativo, su scala più larga – ha detto Giampiero Rasimelli - C’è la possibilità – ha sottolineato -, nel quadro delle iniziative previste dal progetto, di collegare proficuamente numerosi eventi culturali, che sono espressione dell’identità dei rispettivi territori: in questo senso, ‘Umbria Jazz’ fa da ‘apripista’, nel discorso più generale di un rilancio della presenza italiana in Brasile, dove c’è una grande voglia d’Italia”. “Siamo in grado di portare in Brasile, con Stefano Bollani, un esempio della migliore musica jazzistica italiana – ha detto Giovanni Tarpani, presidente della Fondazione “Umbra Jazz” -, e nello stesso tempo – ha aggiunto, sottolineando come questo sforzo sia sostenuto da istituzioni pubbliche, da agenzie di sviluppo e aziende che hanno scelto “Umbria Jazz” come marchio di promozione – siamo felici di essere il veicolo sia della cultura musicale che di significative eccellenze produttive e progettuali del nostro paese”. Stefano Bollani, davanti ad un pubblico di quasi quattrocento persone che ha affollato la Sala della Musica dell’Ambasciata (fra cui esponenti del mondo politico e imprenditoriale), ha offerto un saggio di quanto suonerà a Brasilia, San Paolo e Rio, deliziando la platea con brani ispirati e rivisitati della tradizione brasiliana.

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