cultura

All’Università per Stranieri di Perugia, Paola Cortellesi racconta la sua Maria Montessori

mercoledì 17 ottobre 2007
di davidep
Serenamente consapevole del fatto che non passerà alla storia per essere riuscita a scovare qualche importante vaccino, ha scelto di regalare emozioni, portando la sua sensibile integrità nell’intelligente interpretazione di storie che parlano di coraggio. Giovane, vitale ed espressiva, l’effervescente Paola Cortellesi, cara al pubblico più giovane per i suoi ruoli brillanti, ha recentemente dato testimonianza delle sue capacità interpretative vestendo il non facile ruolo di protagonista nel film tv “Maria Montessori – Una vita per i bambini”, costato a Mediaset 7 milioni di euro, diretto da Gianluca Maria Tavarelli e vincitore di tre premi al Roma Fiction Festival come miglior prodotto televisivo, miglior sceneggiatura e miglior attrice. A testimonianza di questo complesso lavoro, prodotto da Universal e Taoduefilm, andato in onda a fine maggio e molto richiesto anche all’estero tanto da renderlo disponibile in dvd, l’attrice romana è intervenuta ieri pomeriggio presso l’affollata aula magna dell’Università per Stranieri di Perugia, alla lezione sui generis incentrata sullo speciale rapporto che lega Maria Montessori al capoluogo umbro e al suo ateneo. Alla cattedra di Palazzo Gallenga si sono alternati il Rettore Stefania Giannini, il Presidente del Centro Internazionale Montessori Luciano Mazzetti, il Sindaco di Perugia Renato Locchi, il Dirigente Scolastico del IX Circolo Didattico di Perugia Antonio Nigro e la Presidente della “Casa dei Bambini” Santa Croce di Perugia Ivana Mascelloni Liotti, coordinati dalla briosa Simona Marchini, da sempre attenta ai temi legati all’infanzia, nell’inedita veste di intervistatrice. “Pur essendomi diplomata nel 1993 – ha detto la Cortellesi, dopo la proiezione di alcuni intensi frammenti della fiction – i libri che studiavo non accennavano minimamente alla figura di questa coraggiosa donna d’inizio secolo. Confesso che quando mi è stato proposto d’interpretare il suo personaggio, Maria Montessori era per me “la signora delle mille lire” e ben poco sapevo della sua lotta contro i pregiudizi sessisti e il provincialismo delle istituzioni con le quali ebbe sempre un rapporto burrascoso. Ignoravo la profondità di questa femminista ante litteram, troppo avanti per il suo tempo”. Così come lo ignorava la maggior parte dei non addetti ai lavori che si è commossa di fronte a una fiction televisiva che ha avuto il merito, divulgativo e didascalico, di restituire al pubblico il profilo umano della prima donna medico dopo l’Unità d’Italia. Merito indiscusso del film, l’aver mostrato le moderne e geniali intuizioni della ricercatrice, ma allo stesso tempo la forza di una donna combattuta dal desiderio di nascondere la maternità, la dedizione verso tutti i bambini e il bisogno primordiale di recuperare il rapporto con suo figlio. Quanto al legame con l’Umbria è stato, a più riprese, ricordato che dopo la candidatura al Premio Nobel per la Pace, nel 1949 l’Università per Stranieri di Perugia offrì alla Montessori l’incarico di insegnamento nell’ambito dei corsi di Alta Cultura, ampliando la rosa delle discipline in essi solitamente trattate ed attivandone opportunamente uno di argomento pedagogico. Già nel 1909 a Città di Castello, durante il primo corso di specializzazione, venne inoltre stampato “Il metodo della pedagogia scientifica” nel quale si tratteggiava la nuova concezione di scuola d’infanzia che incoraggia la libertà del bambino, avvalendosi di materiale didattico adeguato. Qualche stagione più tardi, Perugia conferì alla cittadina del mondo, apolide ed esule per scelta, la cittadinanza onoraria e lei fondò il Centro Internazionale Montessori, che ancora oggi è riferimento prezioso, sia sul terreno della ricerca che della formazione, per chi è impegnato nel delicato e cruciale settore dell’educazione. Perché è nei giovani uomini di domani che si annida la speranza di un futuro migliore e solo chi ha chiari i confini dell’isola, può correre i rischi dell’oceano. Nella foto da sinistra il Sindaco di Perugia Renato Locchi, Paola Cortellesi e Simona Marchini

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