cultura

'Frequenze rituali': Marion Forssell e Valentina Crivelli in mostra nella nuova sede della Galleria Zerotre

giovedì 14 giugno 2007
Frequenze rituali. Questo il titolo dell'esposizione di Marion Forssell e Valentina Crivelli che inaugurerà sabato 16 giugno, alle ore 18, la nuova sede dell'associazione culturale Zerotre in Via di Loreto, 5. A cura di Liliana Grasso, l'allestimento porta la firma di Vanessa Correro e Cristina Neri e l'organizzazione dell'evento è affidata a Francesca Ciculi e Giulia Donato. “Ci sono rappresentazioni che ingannano. L’occhio, da lontano, crede di percepire un’immagine mentre, nella prossimità, rileva soltanto macchie…. Il moto oscillatorio tra il vicino e il distante ricompone il quadro, conservandosi nel circolo di uno stato di stupore continuo... è impossibile essere completamente nella pura visione, infrangere il prodigio. Il mondo è fatto della stessa materia del corpo; nella carne dei sensi, percepiamo la vibrazione, la tonalità emotiva, oltre i profili e le figure, oltre la costituzione dell’oggetto. Questa onda vibrante si muove su frequenze cromaticomusicali. Nel consueto, la vibrazione diviene muta, in letargo. Qui, invertiamo la direzione: le cose sono strappate al grado zero dell’ordinarietà e si rinnovano nei rituali quotidiani, nel gesto domestico che si fa sacrale, originario”, scrive sulla mostra Angelica Ridolfi. Valentina Crivelli (Amelia, 1971) realizza i suoi quadri annullando le dimensioni, fratturando il volume dell’immagine. L’allontanamento genera la ricomposizione visiva naturale, per svelare poi nella prossimità il suo inganno. Il senso che si costituisce nella distanza, scomposto nelle macchie, si perde. La chiave interpretativa sta nell’abbandonarsi al dondolio della marea, immergersi nei fondali per ricadere nel mondo familiare. Il genere della sua incarnazione dà luogo ad una costruzione del femminile, simbolizzato dalle micropratiche quotidiane sul corpo, fatto di gesti domestici, ripetitivi e rassicuranti che divengono sacri. Marion Forssell (Svezia, 1973) dipinge le vibrazioni che ogni cosa, il mondo che abitiamo, contiene. Nella percezione ordinaria del mondo, dimentichiamo che abbiamo agito in modo da percepirlo come tale, avviluppato nel loop delle nostre azioni che si esprimono attraverso il nostro corpo. I cinque sensi, quando esperiscono, emanano/ricevono un’onda costituita dalla pulsazione interna. Anche le emozioni, gli stati d’animo – come ci rappresentiamo il mondo, come sentiamo di farne parte- emettono vibrazioni e frequenze. Nei rapporti interumani captiamo istintivamente la tonalità basale - il fondo - della situazione, l’energia. A volte, sperimentiamo la fusione, la reversibilità. Il mondo nasce nel mio sguardo.

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