cultura

Buon esempio: una stretta di mano per testimoniare il rispetto tra mondo cattolico e Islam

martedì 19 settembre 2006
Una stretta di mano per testimoniare ancora una volta il rispetto reciproco tra il mondo cattolico e l'area moderata e civile dell'Islam. E' quella che nella mattinata di oggi si sono scambiati il Presidente dell'Associazione "Benedetto XVI", Gianluca Barile, e il Presidente della "Fratellanza Musulmana", Hedi Mohamed Khadhraoui, all'interno della moschea di Battipaglia. I protagonisti dell'importante incontro hanno voluto così testimoniare che nulla è cambiato tra l'Islam moderato e il cristianesimo in questi giorni in cui gli estremisti sono scesi sul piede di guerra per protestare contro le dichiarazioni con cui il Papa, in Germania, ha pubblicamente condannato la Jihad. "Sono qui - ha detto il promotore dell'iniziativa, Gianluca Barile - per dimostrare che con i veri musulmani si può dialogare in maniera costruttiva e propositiva. Purtroppo, le parole del Pontefice sono state strumentalizzate da fanatici terroristi, che utilizzano la religione solo come copertura, i quali hanno pensato di utilizzarle come pretesto per scatenare una nuova offensiva verso l'Occidente e la Chiesa. Noi cristiani, ma anche i rappresentanti di questa moschea, ribadiamo senza timore ciò che ha detto il Papa: non si può imporre la religione con la violenza, non si può uccidere in nome di Dio". Alle dichiarazioni di Barile, che era accompagnato dal neo Vice Presidente Vicario dell'Associazione Cattolica "Benedetto XVI", l'Avvocato Vito Lupo, hanno fatto seguito le affermazioni del responsabile della moschea di Battipaglia (che vanta oltre 500 praticanti ), Hedi Mohamed Khadhraoui: "Noi amiamo e stimiamo profondamente il Santo Padre, e sin dall'inizio abbiamo capito che le sue affermazioni sul profeta Maometto erano state fraintese, travisate. Con questo incontro vogliamo ribadire il nostro affetto al Papa Benedetto XVI e ai fratelli cattolici della Chiesa di Roma. Il rammarico espresso dal Pontefice all'Angelus di domenica ha rappresentato l'ennesimo atto di umanità e di dialogo del Papa. Ringraziamo di cuore il Presidente Gianluca Barile per aver voluto questo incontro: la nostra stretta di mano e il nostro abbraccio non sono simbolici e basta, ma partono dal profondo del cuore". L'occasione, sia per Barile, sia per Hedi Mohamed Khadhraoui è stata propizia anche per condannare gli atti vandalici che hanno portato ignoti in questi giorni a scrivere minacce di morte e offese all'indirizzo del Papa sulle mura di diverse Chiese della provincia di Salerno. "Si tratta di fanatici, certamente non di musulmani", ha voluto sottolineare Barile, la cui Associazione ha circa 4.000 iscritti in tutto il Mondo. Mentre Hedi Mohamed Khadhraoui ha aggiunto: "La Fratellanza Musulmana condanna questi episodi, che sono una inutile offesa verso il Papa, Uomo di Dio e Uomo di Pace". Sull'incontro, che è stato organizzato in tutta fretta in questo delicato momento storico per dare il buon esempio all'opinione pubblica, sarà inviata un'ampia documentazione al Santo Padre e alla Segretaria di Stato vaticana. D'altronde, si è trattato di un incontro di rilevanza nazionale, considerato il periodo in cui è avvenuto e il fatto che i protagonisti siano stati il presidente di una grande Associazione musulmana e il Presidente di un'Associazione cattolica che porta proprio il nome di Benedetto XVI. L'Associazione ispirata all'attuale Pontefice, fondata dal giornalista Gianluca Barile nel 2005, ha due siti Internet a questi indirizzi: www.clubpapabenedetto.it e www.papabenedetto.fan-club.it

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