cultura

Mercoledì 19 scintillante serata con Trilok Gurtu e i Baustelle al Festival di Villalago

martedì 18 luglio 2006
Dopo Ludovico Einaudi, che inaugura stasera insieme al portoghese Rodrigo Leão la nuova rassegna di "Villalago makes music festival", organizzata dall'Associazione Teatro Mancinelli con il sostegno della Provincia di Terni, domani sera, mercoledì 19 luglio, una serata a dir poco scintillante attende gli appassionati della musica di tendenza. Arrivano, infatti, Trilok Gurtu (nella foto), grande virtuoso di tabla, tra i maggiori percussionisti al mondo, un mito, con un progetto originale e affascinante insieme all'Arké String Project, e i Baustelle, un gruppo in grande crescita amato soprattutto dalle giovani generazioni. Trilok Gurtu nasce nel 1951 a Mumbai (Bombay) da una famiglia di musicisti, figlio di Shobha Gurtu, tra le più celebri e apprezzate cantanti di musica classica indiana (compare, tra l’altro, nel brano Shobharock - inciso con ospiti d’eccezione come Don Cherry, Ralph Towner, Lakshminarayana Shankar, Daniel Goyone, Jonas Hellborg - nel cd Usfret che segna, nel 1987, l’esordio di Trilok come solista), è sempre stato affascinato dalla contaminazione tra culture differenti. Ha collaborato, tra gli altri, oltre che con il già citato Don Cherry, con gente del calibro di John McLaughlin, Joe Zawinul, Pat Metheny, Pharoah Sanders, Charlie Mariano, Bill Laswell e, quasi stabilmente, con gli Oregon (dopo il tragico incidente in cui, nel 1984, perse la vita Colin Walcott, fu chiamato ad entrare nell’organico del celebre gruppo). Parlando di sé e della sua musica ha detto: “Costruisco ponti, non barriere”. In Italia è di casa da almeno un trentennio, da quando, nel 1974, lavorò allo splendido La Terra degli Aktuala, una delle formazioni anticipatrici di quella che adesso viene genericamente definita “world music”. Ha inciso moltissimo. Come solista ha realizzato dodici cd. L’ultimo, uscito da poco, è stato registrato insieme alla famiglia di musicisti africani Frikyiwa e s’intitola Farakala (Navarre), dal nome di un villaggio nel sud del Mali. Il quartetto d'archi italiano, Arkè String Project (Carlo Cantini, violino, Valentino Corvino, violino, Sandro Di Paolo, viola, Stefano Dall’Ora, contrabbasso) si è costituito dieci anni fa con l’intento di transitare in un ambito molto vasto, tra jazz, avanguardia, pop, world. Con Trilok Gurtu ha collaborato al cd Broken Rhythms (Sony, 2004) suonando in particolare nei brani Nine Horses, Vignola, The way to Banganga (con Enzo Guerzoni, al violoncello, al posto di Stefano Dall’Ora). Nella stessa serata, subito dopo Gurtu e l'Arké String Project, intorno alle 23, suoneranno i Baustelle , giudicati dalla critica tra i migliori gruppi italiani del momento: Rachele Bastreghi, voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni; Francesco Bianconi, voce, chitarre, synth, organo; Claudio Brasini, chitarre; Claudio Chiari, batteria, percussioni, synth. Dopo avere esordito con Sussidiario illustrato della giovinezza (Baracca & Burattini/ Edel), cd che ottiene consensi e importanti riconoscimenti, tre anni dopo autoproducono in partnership con la Bmg, La moda del lento, lavoro accolto, anche stavolta, con favore dalla critica e dal pubblico. Premiati, sempre nel 2003, pubblicano nel 2005, con la Warner Music Italy/ Atlantic, La Malavita, undici brani in cui si fondono ricerca e canzone d’autore. I loro motivi sono stati definiti profondi, spietati, romantici. I testi, che si rifanno molto al noir italiano, sono scritti da Francesco Bianconi.

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Accadeva il 15 ottobre