cultura

Si chiude con grande successo la mostra dedicata ad Arnolfo di Cambio. Soddisfatta l’OPSM

giovedì 12 gennaio 2006
Ha chiuso i battenti l’8 gennaio la mostra “Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell’Umbria medievale”, inaugurata il 7 luglio scorso per celebrare i 700 anni dalla morte del celebre maestro della scultura. Un vero successo, che induce il Consiglio dell’Opera del Duomo di Orvieto a esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti. Il vasto progetto espositivo, che è stato articolato in due sedi, Perugia e Orvieto, era destinato nelle intenzioni degli organizzatori a riscoprire un momento particolarmente fecondo della civiltà artistica delle due città umbre. Il progetto, curato da Vittoria Garibaldi e Bruno Toscano, accanto alle preziose e rare testimonianze della scultura arnolfiana in Umbria, ha proposto anche alcune opere pittoriche dei maggiori artisti del tempo, quali Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto. La sede perugina della mostra è stata allestita nella sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, mentre la sede orvietana ha avuto un suggestivo allestimento nella chiesa di Sant’Agostino. In entrambe le città i visitatori hanno avuto l’occasione di arricchire la mostra con la visita ai due importanti monumenti ancora presenti nelle chiese dedicate a San Domenico: a Perugia il cenotafio di Benedetto XI attribuito a seguaci arnolfiani e a Orvieto il monumento funebre al Cardinal De Braye dello stesso Arnolfo di Cambio, recentemente restaurato e ricollocato. Per molti mesi l’esposizione ha raggiunto le prime posizioni nella classifica delle mostre più visitate in Italia e ha suscitato notevole interesse da parte della critica, che si è positivamente espressa sui maggiori quotidiani a diffusione nazionale e sulle più autorevoli riviste specializzate. Entusiasmante anche il numero delle presenze, che sono andate al di là delle più ottimistiche previsioni. Soprattutto per Orvieto, che ha registrato nei 7 mesi di apertura 49.784 visitatori, contro i 34.087 di Perugia. Per Orvieto la mostra è stata tra l’altro l’occasione per sperimentare un percorso museale di indubbio successo, che con il biglietto cumulativo con la cappella del Signorelli ha permesso di inserire il quartiere medievale, decentrato rispetto ad altri luoghi più visitati della città e a volte a torto trascurato, nel circuito turistico più battuto. Notizia di mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 16:26

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