cultura

Meeting point: il cuore pulsante di UJW

martedì 3 gennaio 2006
di Davide Pompei
Snodo obbligato del corso orvietano, č stato il cuore pulsante di UJW. Gestito da Orvieto Promotion - tra le novitŕ della 13° edizione - il Meeting Point di Umbria Jazz Winter ha trovato nel piano terra del Palazzo dei Sette un ambiente inedito e confortevole. Un punto di incontro centralissimo, un luogo accogliente e un riferimento per le cinquanta mila presenze che hanno affollato le vie cittadine nei giorni scorsi. Dalle 11 e 30 di mattina fino a notte inoltrata, per tutta la durata del festival, tra un concerto e uno stuzzichino, sono passati per la Sala degli Archi una marea di persone: stranieri, turisti, ma anche orvietani, che specie la notte dell’ultimo dell’anno, al ritmo della musica dal vivo, hanno gustato presso il Bar del Meeting Point appetitosi aperitivi, snack e piadine, gustosi assaggi di salumi e formaggi locali, il tutto accompagnato dai vini della zona.

Dietro al jazz dei grandi artisti, si muove una densa macchina organizzativa, che si basa anche sul lavoro di molte persone che spesso restano dietro le quinte. Lo staff, composto da membri del Comune di Orvieto, dell’Associazione Te.Ma. e di Umbria Jazz, si č avvalso di personale di supporto in alberghi, ristoranti e locali pubblici ed ha coinvolto anche molti giovani. Universitari che occasionalmente hanno prestato servizio come operai, tecnici, camerieri, lavapiatti e aiuto-cuochi per arrotondare i magri bilanci giovanili.

“In questi cinque giorni – afferma Francesca, 21 anni – abbiamo lavorato molto e con ritmi frenetici, ma anche con affiatamento e voglia di fare. Fra la quindicina di persone del team si č creato uno spirito di gruppo positivo ed ho anche socializzato con persone che non conoscevo. Č stata una davvero una bella esperienza, faticosa certo, ma anche formativa per chi, come me, era la prima volta che svolgeva lavori di questo tipo. Ognuno aveva le sue mansioni e rispettava i suoi orari, ma in realtŕ tutti hanno fatto tutto quello che era necessario, venendo incontro alle esigenze di una numerosa clientela, sempre molto educata e rispettosa del nostro lavoro”. Una clientela variegata e pronta a spendere, che ha gradito la qualitŕ dell’accoglienza orvietana.

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