cultura

10 domande a Stanislao Fella

giovedì 24 marzo 2005
di Laura Ricci

In occasione delle prossime elezioni regionali del 3 e 4 aprile Orvietonews intervista i candidati espressione della città.

Continuiamo con Stanislao Fella, candidato di Alleanza Nazionale.


Prima domanda, diciamo senza preamboli, come si suol dire "a bruciapelo". Come mai A.N. ha individuato 2 candidati nel nostro territorio?

Presumo che gli obiettivi di A. N. in Umbria siano quelli di recuperare i consensi per i quali le ultime amministrative avevano dato preoccupanti segni di calo. In quest’ottica è giusto che i personalismi non accampino ragioni.

Ma allora il partito è diviso?

La filosofia della formazione delle liste deve mirare a scegliere i soggetti che si presume possano meglio contribuire alla riuscita globale del partito. Personalmente nutro una grande passione per la politica e rifuggo dai tatticismi che complessivamente danneggiano il risultato finale. La politica è come un gioco di squadra dove è il risultato complessivo che conta. Pertanto non mi crea alcun problema la presenza di altri candidati a valenza territoriale.

Quali punti programmatici vorresti portare avanti in particolare come eventuale consigliere regionale?

In primo luogo intendo assumere in consiglio regionale l’iniziativa tesa ad ottenere una consistente diminuzione delle indennità di spettanza per i consiglieri regionali che superano realmente ogni logica ed ogni giustificazione. Allo scopo ho già pronto un ordine del giorno da portare ai voti del consiglio e sul quale tutti i consiglieri regionali dovranno esprimersi, anzi ho persino lanciato una iniziativa affinché già i candidati si esprimano sull’argomento essendo materia di grande interesse politico ed elettorale.
Inoltre, intendo lavorare per creare un ambito turistico vasto attraverso un'alleanza interregionale tra Umbria Toscana e Lazio che sia capace, con una forte azione sinergica, di promuovere nel mondo la regione turistica dell’Etruria avendo a riferimento il modello “Andalusia”, che tanto successo ha avuto in Spagna. E’ un progetto concreto, realizzabile, che porterebbe milioni di turisti a beneficio delle economie delle regioni coinvolte nel progetto.
Un altro punto programmatico consiste nel lanciare l’idea del potenziamento aeroportuale della provincia di Terni. Infatti una zona aeroportuale in questo territorio attirerebbe le compagnie low cost sempre alla ricerca di scali economicamente convenienti e la vicinanza con Roma fornirebbe formidabile volano a questa iniziativa, dal momento che tale aeroporto potrebbe ambire a diventare uno scalo internazionale di riferimento anche per la capitale. Naturale come i benefici per il territorio sarebbero enormi in termini di occupazione, indotto, nonché incremento turistico.

 Quali sono le tue critiche all’attuale governo regionale ?

Non è nella mia natura criticare l’operato altrui, anche perché sarebbe più razionale domandarsi il perché in Umbria sia così difficile intaccare il consenso all’operato della sinistra al potere. Io credo che l’Umbria viva una pericolosa situazione di stallo e paralisi sociale, politica, economica e demografica. Praticamente questa regione è letteralmente intorpidita dall'assoluta mancanza di iniziativa politica, culturale ed economica. In questo ambito si è stratificato al potere un sistema che si autoalimenta, una sorta di ecosistema che trae dall’immobilità più completa motivo di sopravvivenza e continuazione. In altre parole la politica umbra ricalca un po’ quell’immobilismo tipicamente medievale in cui in una condizione di assoluta stasi la società si organizzò in un rigido sistema piramidale, in cui tutti si accreditavano presso qualche signorotto locale pur di assicurarsi la sopravvivenza. Una società rurale dell’XI secolo in cui non resta che far buon viso a cattivo gioco e vantarsi dei ritmi lenti e dei piaceri della buona tavola come unico elemento appagante in una regione che sembra incapace di progettare e finanche pensare al proprio futuro.

Come ti stai organizzando per la campagna elettorale, con che tipo di iniziative?

Questa sembra essere una campagna elettorale caratterizzata da un forte disinteresse, pertanto mi sono adeguato per un approccio soft, sottotono, al fine di non rischiare l’invadenza. I numerosi appuntamenti elettorali che si intervallano a cadenze spesso brevi rischiano di produrre nell’elettore un effetto di assuefazione o peggio di sottile fastidio, pertanto ho scelto un atteggiamento di basso profilo perché non me la sentivo di usare la grancassa. Le iniziative sono state incentrate su riunioni con addetti di settore su temi portanti del programma elettorale quali turismo, sanità, ambiente, prospettive di sviluppo.

Cosa pensi delle altre candidature orvietane?

Conosco personalmente Pacioni ed essendo politicamente agli antipodi possiamo permetterci il lusso della stima, dell’amicizia e della simpatia personale, che rende superfluo il giudizio politico. Per quanto riguarda Cimicchi devo riconoscergli, per onestà intellettuale, un dinamismo non in linea con l’oscurantismo che caratterizza il suo partito in Umbria. Dunque, un elemento che potrebbe essere molto utile per la città ma che paradossalmente potrebbe attirargli l’inimicizia di qualche signorotto feudale!!

Pensi che i candidati siano posti in situazione di “Par condicio”?

Francamente ritengo di no. La nomina al Consiglio Regionale, anche per i forti benefici economici che comporta, scatena legittime ambizioni accompagnate dall’investimento di grosse somme di danaro per facilitare il conseguimento del risultato. Questo di per sé ingenera una forte sperequazione fra candidati più o meno abbienti. Inoltre, in politica vi sono persone che vivono della politica e la esercitano in senso professionale e “carrieristico”, traendo dalla politica o grazie alla politica i propri mezzi di sostentamento, e persone che amano la politica e la esercitano per passione, traendo tuttavia dal proprio lavoro e non dalla politica i mezzi di sostentamento. E’ chiaro, alla luce di questa suddivisione, che i “carrieristi” hanno un enorme vantaggio sugli altri, sia in termini di tempo che di denaro e, conquistando con maggiore facilità posizioni di vertice, tendono ad alimentare ed espandere questo sistema. Naturalmente, prima o poi si dovrà intervenire perché non basta assicurare a tutti i diritto di voto ma bisognerà assicurare a tutti, e a parità di condizioni, il diritto alla partecipazione politica senza restare schiacciati dalla competizione, altrimenti la classe eletta, a prescindere dal colore politico, presto diventerà un'autentica oligarchia del potere, così stratificata e infiltrata da mettere in serio pericolo l’effettivo esercizio delle libertà democratiche.

Hai già vissuto una campagna elettorale per le amministrative a Porano, cosa c’è di diverso sia nell’organizzazione che emotivamente?

Conservo un ricordo splendido della campagna elettorale di Porano che, comunque, mi ha avvicinato ad una comunità di grande simpatia. In altre parole, pur nel grande lavoro ci sono stati momenti di amicizia e spontaneità che mi hanno ripagato di ogni fatica. Comunque, nella campagna da sindaco diventa elemento centrale il candidato e la sua lista, nelle elezioni regionali elemento preponderante è il gruppo di appoggio all’interno del partito, in quanto il candidato non riesce se non in maniera sporadica a coprire tutto il territorio.

Per finire, le domande più intime. Quali sono per te i valori irrinunciabili?

La famiglia, l’amicizia, la serenità e il rispetto dei valori e dei diritti fondamentali dei popoli.

Quale film vedresti fino alla noia?

"Matrix", per la sua peculiarità di prestarsi ad una duplice lettura; in altre parole il film sembra strutturato per porre domande più che dare risposte e sembra esso stesso contenere un messaggio criptico e difficile da decodificare infarcito di filosofia nicciana ed orientale.

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