cultura

Mocio: "Abbiamo bisogno di sponsor per Umbria jazz e gli altri eventi"

giovedì 21 ottobre 2004
Un appello diretto agli imprenditori affinchè aiutino la cità a mettere in cantiere altre manifestazioni sul modello di Umbria jazz winter e che siano in grado di "destagionalizzare" il settore turistico, colmando le carenze organizzative che si registrano. E' quello lanciato dal sindaco Stefano Mocio in occasione della presentazione della dodicesima edizione di Umbria jazz winter.

La formula conferma anche quest’anno la vocazione di Umbria Jazz: musica tutti i giorni a partire dalla mattina e senza soluzione di continuità fino a tarda notte, ben oltre quel ‘’round midnight’’ che per chi ama il jazz è continua fonte di suggestioni. Tutto si svolge nel centro storico che, per il periodo del festival, diventa città della musica intrigante e atipica, in cui si mescolano presenze culturali diverse come diverse possono essere i suoni del Nuovo Mondo e del ventesimo secolo da un lato, le tracce millenarie della storia dell’Umbria dall’altro.

Dalle apparenti contraddizioni nascono in realtà motivi di stimoli, incroci, talvolta analogie. In ogni caso, interazioni che fanno di Orvieto un palcoscenico atipico e originale. Oltre alle strade del centro percorse dalla marching band, sono coinvolti il Duomo, il Teatro Mancinelli, il Museo Emilio Greco, i palazzi più belli della città (Palazzo del Popolo, Palazzo dei Sette) la Sala del Carmine ed un ristorante parte di un complesso francescano, dove si celebra il connubio fra musica e gastronomia umbra.

Due appuntamenti nel cartellone restano centrali. La notte del 31 Dicembre ci saranno due cenoni di fine anno a suon di jazz, seguiti dai concerti dopo la mezzanotte per dare il benvenuto al 2005. Nel pomeriggio di Capodanno sarà celebrata la Messa della Pace con i cantanti del gospel nel magnifico Duomo: espressione di sintesi di culture e religiosità diverse che però si incontrano con la complicità della musica. Fin dal suo inizio il festival di Orvieto si è caratterizzato per una precisa identità della proposta artistica. Il cartellone si rivolge ad un pubblico più motivato e meno occasionale, proponendo jazz d’autore e spesso progetti originali. In ogni caso, musica da ascoltare con la dovuta attenzione, pur salvaguardando la vocazione della festa di fine anno. Ecco, quindi, concerti e street parade per chi vuole vivere una serena e rilassata vacanza invernale con la colonna sonora di una buona musica esente dai pericoli dell’elitarismo un po’ snob degli specialisti.

Perciò Umbria Jazz Winter si mantiene in equilibrio fra cultura ed evasione tenute insieme, nelle diverse parti del programma, dalla ricerca della qualità, sia che ci si rivolga ad ascoltatori esigenti ed esperti, sia che si intenda andare incontro alle richieste di chi non ha molta dimestichezza con la storia ed il linguaggio del “puro” jazz.

La 12^ edizione è dedicata al pianoforte e ai pianisti Nel cartellone allestito dal direttore artistico, Carlo Pagnotta, la tastiera è quest’anno in primissimo piano. Molti e illustri i pianisti che si ritroveranno a Orvieto provenienti da tre continenti: America, Europa e Australia. Alcuni di loro saranno presenti più volte ed in contesti differenti, come del resto è tradizione del festival orvietano. Una proposta particolarmente suggestiva è quella del duo pianistico, una formula scarsamente praticata nel jazz ma in grado di offrire stimoli ai musicisti (il confronto-incontro suscita nello stesso tempo ricerca di sintonia e spirito di competizione) e indurre curiosità nel pubblico. Umbria Jazz Winter ne metterà in scena tre. • BRAD MEHLDAU – DANILO REA. É un incontro assolutamente inedito. Il festival lo ha fortemente voluto nella convinzione che due pianisti come Mehldau e Rea, capaci di profondo e intimo lirismo possano ritrovarsi e scoprire potenziali affinità. Mehldau non conosceva Rea, ha chiesto di ascoltare i suoi dischi e ha risposto di si’ con entusiasmo.

• MARTIAL SOLAL – STEFANO BOLLANI. Un duo intrigante: da un lato, il più importante pianista mai espresso dal jazz europeo, il francese Solal (ma nato ad Algeri), musicista di sconfinata cultura, non solo jazzistica; dall’altro il più geniale dei pianisti italiani delle ultime generazioni. Un duo estroverso, ironico, brillante, ad alto tasso di virtuosismo.

• DANILO REA – RENATO SELLANI. Due generazioni del jazz italiano nel segno della continuità e delle freschezza, per dimostrare che l’ età conta poco se si condividono amore per la musica, rispetto della tradizione e mente aperta verso ogni possibile nuova esperienza. Durante il festival sarà presentato il loro unico disco, registrato dal vivo.

Chi ama questi pianisti avrà occasione di ascoltarli molte volte. Mehldau è resident artist di questa edizione: suonerà con il suo trio, in duo con la cantante olandese Fleurine (la moglie) e da solo. Solo performance anche per Rea e Sellani. Il pianista marchigiano sarà anche protagonista di un duo pianoforte-fisarmonica con GIANNI COSCIA. Questo duo ha già registrato un disco live dedicato alla storica collaborazione fra Gorni Kramer e Alberto Semprini.

Ancora pianoforte. Torna in Umbria dopo qualche tempo il grande CEDAR WALTON, uno dei pianisti più significativi della tradizione dell’hard bop. Già membro dei Jazz Messengers di Art Blakey, Walton è uno dei maestri del genere, brillante solista e richiestissimo accompagnatore. Il suo trio con David Williams e Lewis Nash è allo stato dell’ arte. Suo ospite sarà FRANCESCO CAFISO, il ragazzo siciliano di cui Umbria Jazz sta seguendo e accompagnando la crescita.

All’ estetica del pianoforte bop ma di più giovane età (quindi con un occhio alla contemporaneità del jazz) è legato anche BILL CHARLAP, che suonerà in trio con PETER e KENNY WASHINGTON. Anche lui avrà un ospite speciale nel sax tenore di HARRY ALLEN, solista che ama il jazz della tradizione e che lo reinterpreta con brio e passionalità. Sia Charlap che Allen hanno già suonato con grande successo a Perugia. Uno dei musicisti italiani più amati è certamente ENRICO PIERANUNZI, ascoltato numerosissime volte nelle recenti edizioni di Umbria Jazz. Pieranunzi torna questa volta con la formula che ha molte volte praticato, quella del piano solo, che gli permette di esprimere la sua vena melodica.

Infine, dall’ Australia, il trio di PAUL GRABOWSKI con Williams e Nash “prestati” da Cedar Walton. É un amichevole saluto alla terra dove in Maggio Umbria Jazz organizzerà il primo festival internazionale di Melbourne. Il jazz australiano è poco noto, anche se ha espresso artisti di valore che hanno conquistato fama internazionale. Il “gemellaggio” con Melbourne è occasione per farlo conoscere meglio. Non ci saranno soltanto i pianisti ad occupare la scena di Umbria Jazz Winter. Si segnalano due gruppi molto interessanti, soprattutto per chi cerca nel jazz originalità e scelte non convenzionali. Il trio FLY risponde a queste tendenze. Fly è la somma del sassofonista Mark Turner, una new entry del jazz americano, del contrabbassista Larry Grenadier, abituale componente del trio di Brad Mehldau, e del batterista Jeff Ballard, ascoltato con Chick Corea.

Degno della massima attenzione è anche il quintetto SLIPHORN con il progetto 3 BONES FOR ORVIETO, realizzato apposta per il festival. Il leader è Ray Anderson, trombonista eclettico e creativo. Con lui l’ altro trombonista Wycliffe Gordon, a lungo musicista del giro di Wynton Marsalis, e, come ospite speciale, il pugliese Gianluca Petrella, il migliore fra i giovani trombonisti italiani. Una proposta curiosa è quella del LABORATORIO TEATRO ORVIETO con il trio di GIAMPAOLO ASCOLESE. Si intitola ‘’But Beautiful’’ ed è un concerto multimediale di racconti di jazz. Alberto Rossetti la voce recitante, mentre il progetto visivo è di Massimo Achilli e il montaggio video di Roberto Marini.
Una parte del cartellone, infine, si caratterizza per un approccio p
iù facile e popolare. Ne fanno parte generi come il gospel, il blues, il soul, lo swing, il R&B. Sono qui le radici del jazz. Alcuni gruppi e musicisti sono già noti al pubblico di Umbria Jazz, come Gary Brown, Johnny Nocturne (con la cantante Miss Dee) ed il duo Kim Prevost & Bill Solley. Altri sono nuovi come la Crescent City Jazz Band di New Orleans, The Good Fellas (il nomignolo Gangsters of swing dice tutto), il coro gospel diretto da James Grear. Ospiti fissi anche i ragazzi che hanno vinto il premio delle Clinics del Berklee nell’ edizione estiva: al pubblico il compito di testare la loro bravura.

Non mancheranno i Funk Off, la scatenata street band toscana che applica al tradizionale concetto della marching band le novità del funky e perfino dell’ hip hop. Presenti alle ultime edizioni di Umbria Jazz e perfino alla trasferta newyorkese, i Funk Off sono dei beniamini del pubblico dell’Umbria. Ma c’è tanto altro ancora: proposte intriganti e intrattenimento di qualità.

Da sempre Orvieto è uno scenario di grande suggestione e la magia della musica lo esalta. La suggestione dei meravigliosi scenari storici, architettonici e ambientali è il biglietto da visita dell’alto livello della manifestazione, a partire dal Duomo, e poi il Teatro Mancinelli, il Palazzo del capitano del Popolo, il Palazzo dei Sette, il Museo Emilio Greco, il Ristorante Al San Francesco, la Sala del Carmine, il Palazzo del Gusto In maggio Umbria Jazz sarò a Melbourne per un Festival con il suo marchio Fra il festival invernale di Orvieto e quello estivo di Perugia in luglio, ci sarà, nel mese di maggio, il primo festival organizzato da Umbria Jazz in Australia. Si svolgerà a Melbourne ed ospiterà artisti locali, americani e italiani. Umbria Jazz è di casa in America, dove nel corso di quest’anno ha svolto due ‘’missioni’’ per promuovere se stessa ed il jazz italiano, ma la trasferta nell’altro capo del mondo è una ‘’prima’’ assoluta.

Gli organizzatori australiani si sono rivolti a Umbria Jazz per far decollare la loro manifestazione, ritenendo che una sigla prestigiosa, unita alla grande esperienza del direttore artistico umbro, Carlo Pagnotta, sia sinonimo e garanzia di successo. Il festival di Melbourne, oltre che un esplicito riconoscimento della considerazione di cui gode Umbria Jazz nel mondo della musica, è anche una opportunità di promozione dell’ Umbria e di sviluppo delle sue potenzialità turistiche e commerciali in quel mercato. Ne’ va dimenticato che la comunità italiana, e quella umbra in particolare, a Melbourne è numerosa e molto attiva. Umbria Jazz sarà quindi una occasione per rinsaldare i legami con la terra di origine.

Per Umbria Jazz Winter agevolazioni da Trenitalia

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