cultura

Stasera il Palio dell'Oca

venerdì 17 maggio 2002
Stasera dalle ore 21,00 in Piazza del Popolo si svolgerà la 13^ edizione 2002 del Palio dell'Oca; La manifestazione è giunta alla tredicesima edizione ed anche quest'anno si svolgerà il sabato antecedente la Pentecoste, in notturna a partire dalle ore 21.00. Il luogo è Piazza del Popolo teatro dello svolgimento delle gare per l'assegnazione di due riconoscimenti: il "Palio di Contrada" che verrà aggiudicato alla contrada vincitrice ed il "Paliotto" gara individuale riservata ai cavalieri (il premio verrà assegnato al vincitore assoluto). Il Palio dell'Oca e verrà conteso tra 13 cavalieri capitanati rispettivamente dal Fausto Paradiso per la Contrada della Cava e dal Andrea Cesaretti per la Contrada di Pistrella, con le modalità di sempre.

La storia del Palio dell'Oca

Orvieto ha sempre avuto una lunga tradizione di feste religiose e civili che, già nel Medioevo venivano di norma celebrate in concomitanza con il Carnevale e con qualche avvenimento di particolare rilievo. Durante tali festeggiamenti era consuetudine effettuare egiochi in Piazza, durante i quali potevano essere "messi in palio" alcuni dei censi che i Rettori del Comune di Orvieto avevano ricevuto nell'annuale atto di assoggettamento prestato dai rappresentanti dei territori dominati.

I giochi cominciano ad avere regole di svolgimento sin dall'epoca del Libero Comune e trovano successiva istituzionalizzazione anche dopo l'annessione della Città allo Stato Pontificio. In un documento del 1296 si legge che uno dei comuni assoggettati doveva portare "unum palleum quod curri pro Comuni Urbevetano", da diversi documenti ufficiali si ha conferma che nel 400 e nel 500 i giochi non si limitavano al solo palio, ma comprendevano la corsa all'anello, la quintana e l'assalto al castello e, dalle "Riformanze" del 1494 si ha notizia di una prima "corsa alle oche".

Nel 1561 le autorità comunali deliberarono per i festeggiamenti di Carnevale di quell'anno, anche l'acquisto di quattro oche per la disputa della "corsa" che avveniva nel modo seguente: i cavalieri partecipanti lanciati verso due oche appese ad una fune, dovevano afferrare il collo delle bestie fino a staccarne la testa; un inevitabile bagno di sangue consacrava il vincitori. Al cruento gioco, nel rispetto della cultura cavalleresca dell'epoca, partecipavano anche i rappresentanti delle famiglie nobili della Città. La popolazione presente parteggiava ora per l'uno ora per l'altro dei cavalieri, dividendosi in fazioni.

Il Palio dell'Oca vuole rinnovare questa tradizione traendo spunto dal campanilismo che, in Orvieto, ha sempre caratterizzato le opposte fazioni di "Cavaroli" e "Pistrellesi".

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