cronaca

Infortunio mortale sul lavoro, indagato a piede libero un 31enne

mercoledì 13 novembre 2019
Infortunio mortale sul lavoro, indagato a piede libero un 31enne

I Carabinieri della Stazione di Soriano nel Cimino e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Viterbo, in collaborazione con altri Reparti della Compagnia di Viterbo, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza dispositiva della misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale Francesco Rigato, nei confronti di un 45enne e un 42enne.

Le indagini, coordinate dal procuratore capo Paolo Auriemma e dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, della Procura della Repubblica presso il Tribunale, e condotte dai Carabinieri di Soriano nel Cimino unitamente al NIL di Viterbo con l’ausilio dell’ASL – Servizio SPRESAL di Civita Castellana, hanno permesso di accertare responsabilità a carico dei due datori di lavoro e amministratori di fatto di una società cooperativa agricola, impiegata nell’attività di disboscamento nella zona montana Piangoli-Acquaspasa del Comune di Soriano nel Cimino, per omicidio colposo aggravato con espressa violazione di norme dettate a tutela della sicurezza dei lavoratori.

Le complesse e articolate attività investigative, sviluppatesi attraverso sopralluoghi, acquisizione documentali, sviluppo e analisi di traffici di tabulati telefonici, esami testimoniali, hanno consentito di appurare che mercoledì 19 giugno l'operaio deceduto al momento dell’infortunio conduceva una trattrice agricola gommata, non idonea nella parte di bosco interessata, in forte pendenza (70%), che a causa delle condizioni morfologiche del terreno e della presenza di un ceppo di albero tagliato, si ribaltava più volte, per un tratto di oltre 60 metri fino a valle, sbalzando dalla cabina di guida il conducente che rimaneva schiacciato dal mezzo.

Quest'ultimo era sprovvisto di ogni patente di guida e abilitazione alla conduzione di mezzi d’opera. Quasi tutti i lavoratori dipendenti venivano impiegati nelle mansioni di taglio, raccolta e carico della legna, senza adeguata formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, utilizzando le attrezzatura in assenza di preparazione per l’uso. Sono stati, inoltre, ricostruiti altri due precedenti infortuni sul lavoro.

Il primo, non denunciato alle autorità, avvenuto a Castel Giorgio, nel 2018, con analoga dinamica a quello mortale, nel cui contesto il 31enne rumeno si ribaltava con una trattrice agricola riportando lesioni che denunciava come caduta accidentale. Il secondo, avvenuto a primavera 2019 a Piansano, in cui un 37enne rumeno si è procurato un taglio ad una gamba con una motosega, riportando gravi lesioni. Nell’operazione risultano indagati a piede libero per i medesimi reati il 31enne, quale legale rappresentante, e una 36enne italiana, proprietaria della trattrice agricola che stava conducendo la persona deceduta.

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