cronaca

Borseggiatori in manette. Dentro il cellulare, un telecomando per aprire le auto

venerdì 2 novembre 2018
Borseggiatori in manette. Dentro il cellulare, un telecomando per aprire le auto

In poco tempo erano diventati il terrore delle aree di servizio, uno di loro era uscito dal carcere solo a settembre. Ad intercettarli sono stati gli agenti della Polizia Stradale di Orvieto che li ha arrestati in flagranza di reato nell'area di servizio Fabro Ovest.  Su di loro, due pluri-pregiudicati campani di 36 e 47 anni, ora pesa l'accusa di furto aggravato in concorso. Saranno processati per direttissima venerdì 2 novembre.

A bordo della loro Fiat Punto grigia, finita sotto sequestro, sono stati rinvenuti tre orologi costosi, presumibilmente rubati. Ad agevolare i due borseggiatori nella “ripulitura” delle auto era l'utilizzo di un telecomando occultato all'interno del cellulare con il quale inibivano la chiusura centralizzata delle vetture. In sostanza, fingendo di fare una telefonata facevano scattare la serratura della maniglia.

È in questo modo che, nel tratto orvietano dell'A1, i due erano riusciti a sottrarre da una Bmw una borsa griffata contenente due profumi per un valore complessivo di un migliaio di euro. I legittimi proprietari – madre, figlia e un parente – stavano mangiando, ignari, all'interno dell'autogrill monitorati da uno dei due che fungeva da palo.

Gli agenti della polstrada hanno agito camuffandosi rispettivamente da benzinaio, da avventore e da automobilista alle prese con alcuni problemi alla macchina. Un appostamento ad hoc al termine del quale i poliziotti hanno rivelato la loro natura, di fronte allo stupore dei borseggiatori che, arresisi alle manette e al sequestro dell'apparecchiatura, paradossalmente si sono complimentati con gli agenti stessi per come avevano operato.

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