cronaca

A "Storie Maledette", la puntata di Franca Leosini dedicata all'omicidio di Gradoli

sabato 24 marzo 2018
di Davide Pompei
A "Storie Maledette", la puntata di Franca Leosini dedicata all'omicidio di Gradoli

I "Leosiners" impazziscono per lei. Per il suo linguaggio arzigogolato, forbito e fiorito. Per la severa eleganza di capigliatura e tailleur. Ma anche per quella maniacale cura con cui studia gli atti processuali delle sue "Storie Maledette" – strappate non necessariamente dalle pagine più note della cronaca italiana – che scorrono nell'alveo dell'intervista esclusiva ma con il ritmo e il piglio di una sceneggiatura romanzata.

Proverbiale l'imitazione che ne fa Paola Cortellesi, eppure la prima a fare ironia su se stessa è la stessa giornalista napoletana Franca Lando, coniugata Leosini, vista anche sul palco del Festival di Sanremo in un improbabile interrogatorio sulle note di "Questo Piccolo Grande Amore". Rifugge, però, la "chiacchierologia televisiva" e con la sua trasmissione ideata e condotta dal 1994 continua seria nell'impegno di capire, dubitare, raccontare. Con tono pacato e domande dirette.

Prosegue nel tentativo di "spiegare come le rischiose partite con il destino si perdano, quando quel lato oscuro che abita ciascuno di noi, occupa con prepotenza l'anima, portando a gesti estremi che, spesso, in nulla somigliano a chi li ha commessi". Mai, comunque, professionisti del crimine i tragici protagonisti delle sue storie, ma persone piombate nel baratro di "una maledetta storia, della quale, o sono responsabili, o pagano alto il prezzo di una colpa della quale si professano innocenti".

Dagli ulivi salentini di Avetrana al giallo della lacustre Gradoli, dopo gli ottimi ascolti e le inevitabili polemiche suscitate dalle prime due puntate dedicate a "Quei venti minuti per morire" legati all'omicidio nell'agosto 2010 della quindicenne Sarah Scazzi – la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo nei confronti della cugina Sabrina Misseri e della zia Cosima Serrano – la popolare trasmissione di Raitre manderà in onda domenica 25 marzo alle 21.20 la terza puntata. Qui, il promo.

Le porte che si apriranno, stavolta, sono quelle della Casa Circondariale Mammagialla di Viterbo, dove sta scontando la pena l'elettricista informatico Paolo Esposito, condannato all'ergastolo nel 2009 per l'omicidio della compagna moldava Tatiana Ceoban e di Elena, figlia di quest'ultima, rispettivamente di 36 e 13 anni. In manette, per occultamento di cadaveri mai trovati, anche la cognata e amante Ala Ceoban.

"Scomparire all'improvviso, un giorno di maggio", il titolo scelto per la puntata. Una quarta avrebbe dovuto chiudere la nuova serie di "Storie Maledette" ma, per ammissione della stessa conduttrice, è saltata dal momento che l'intervistato avrebbe voluto conoscere in anticipo le domande, contravvenendo alla prassi che oltre all'assenza di omissioni richiede autenticità di contenuti e testimonianze.

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