cronaca

Il Tar accoglie il ricorso del Comune, riapre il Pronto Soccorso. Reazioni e commenti

mercoledì 7 febbraio 2018
Il Tar accoglie il ricorso del Comune, riapre il Pronto Soccorso. Reazioni e commenti

Il Tar dell'Umbria ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Montegabbione e ha disposto la riapertura del Pronto Soccorso di Città della Pieve. Una sentenza che ha ribaltato i piani della Regione, salutata con grande soddisfazione dall'Amministrazione Comunale - in testa, il sindaco di Montegabbione Fabio Roncella e il Comitato Art.32 di Città della Pieve - che è stata anche al centro di una vivace assemblea pubblica tenutasi nella serata di mercoledì 7 febbraio, sfociata in una vera e propria festa.

Sì, perché la delibera dell'Azienda Usl Umbria 1 prevedeva la chiusura del pronto soccorso e delle attività ospedaliere di un presidio al quale fa riferimento l'Alto Orvietano e la bassa Toscana. Rigettata, invece, la parte del ricorso contro la chiusura vera e propria dell'Ospedale che non scongiura completamente il rischio serrata per la struttura pievese, dove attualmente è attiva una postazione 118 con due mezzi e medici di emergenza h24, frutto delle continue richieste da parte del Comune alle autorità competenti.

Le reazioni. "Si tratta di un importante risultato - commenta il segretario regionale di Rifondazione Comunista dell'Umbria Enrico Flamini -  che riconsegna alle cittadine e ai cittadini dell'alto orvietano un servizio fondamentale per il diritto alla salute. Noi ci siamo da subito opposti alla chiusura del pronto soccorso e abbiamo sostenuto in questa battaglia l'amministrazione di Montegabbione. Del resto per la nostra regione, già abbondantemente colpita dai tagli dei governi Pd, si sarebbe trattato di un ulteriore disastro. Già oggi tante cittadine e tanti cittadini hanno problemi ad accedere alle cure, le liste d’attesa favoriscono il privato, sempre più complicate sono le condizioni di lavoro degli operatori. Per questo abbiamo sostenuto la mobilitazione, a difesa del diritto alla salute per i cittadini e della sanità pubblica".

La sentenza del Tar dell'Umbria che ha riconosciuto la necessità di garantire ai cittadini del Trasimeno-Pievese e dell' Alto Orvietano un adeguato Servizio di Pronto Soccorso, opportunamente integrato nella rete locale e regionale, va accolta positivamente per "Liberi e Uguali". "Viene infatti riconosciuta - affermano dal Coordinamento, Simona Fabbrizzi (Segretaria Provinciale di Sinistra Italiana e coordinamento Liberi e Uguali) e Attilio Solinas (Consigliere Regionale Umbria Art.1-MDP e Liberi e Uguali) - la necessità di dotare questa area di confine di Servizi Sanitari efficaci e adeguati alle esigenze complesse del territorio.

Su questo tema, diverse forze politiche, tra cui Liberi e Uguali dell'Umbria, si sono sempre espresse con forza e hanno dedicato attenzione alle sollecitazioni della cittadinanza, anche con note formali alla Regione Umbria, criticando i ritardi e la sottovalutazione delle reali necessità di quest'area ed evidenziando le preoccupazioni della popolazione in merito al depotenziamento della struttura ospedaliera di Città della Pieve e del Servizio di emergenza urgenza. Lo stesso PD del Trasimeno, Partito di maggioranza e diversi amministratori locali, cui spetta il compito di risolvere problemi, hanno assunto una linea, a volte, oscillante e debole.

Dopo la sentenza del Tar, è arrivato il momento di riconsiderare la questione, evitando di procedere attraverso ricorsi e controricorsi, ma affrontando invece i problemi dell'ambito territoriale Pievese ed Alto Orvietano. La Terza Commissione della Regione Umbria, ha ricevuto in una audizione ufficiale cui erano presenti il direttore sanitario della ASL 1 e del Distretto del Trasimeno, i rappresentanti del Comitato art.32, attivo nel territorio Pievese, accogliendo una serie di sollecitazioni e richieste relative all'attuale assetto sanitario, che non possono essere ignorate.

E' necessario riattivare una discussione sulla opportunità di un Ospedale unico per il Trasimeno, baricentrica e moderna, già a suo tempo inserita nella Programmazione regionale e troppo presto abbandonata. Nell'immediato, si ritiene opportuno considerare un'integrazione reale tra i servizi di ricovero presenti, ampliando l'offerta, a Citta' della Pieve, di posti letto ospedalieri di lungo degenza e Medicina Geriatrica, day Hospital, integrati alla esistente RSA e all'Ospedale regionale, posti letto che risultano peraltro carenti nel numero in tutta l'Umbria ed in particolare nel Trasimeno-Alto-Orvietano. Il Pronto Soccorso, così come indicato nella sentenza del Tar dell'Umbria, che va valutata e applicata con sollecitudine, necessita di una dotazione e organizzazione professionale qualificata e adeguata, dotata di posti letto di Astanteria-Osservazione".

L’Unione Comunale del Partito Democratico di Città della Pieve così prende atto della sentenza del TAR dell’Umbria Nr. 98/2018 che ha ordinato la riapertura del Pronto Soccorso di Città della Pieve: "Il pronunciamento del Tribunale Amministrativo - affermano - è in linea con la battaglia sostenuta negli anni dal Partito e dall’Amministrazione Comunale. Il Pd Comunale chiede con fermezza alla Regione dell’Umbria di ottemperare alla sentenza e di non procedere al ricorso al Consiglio di Stato, che avrebbe solo natura dilatoria. La sentenza del TAR non deve pregiudicare il cronoprogramma concordato per la conclusione del processo di ristrutturazione dell’immobile già avviato, attuando per il plesso pievese quanto già definito con atti formali in merito alle diverse tecnologie e funzioni previste".

In una nota congiunta, il Comune di Montegabbione ed il Comitato Art. 32 esprimono la più vivida soddisfazione per l'accoglimento del ricorso da parte del TAR Umbria con il quale è stata disposta la riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve. "A seguito però di vari comunicati stampa, interviste, commenti televisivi, che si sono succeduti alla pubblicazione della sentenza n.98/2018 emessa dal Tar Umbria in data 7/02/2018 - affermano - corre obbligo di fare chiarezza in merito.

In primo luogo la sentenza di una autorità giudiziaria si rispetta e si esegue , oppure si impugna. Tertium non datur. In proposito quindi si precisa che il TAR dell’Umbria ha ordinato all’autorità amministrativa (nella specie la Regione dell’Umbria) di eseguire la sentenza (si legge testualmente “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa”) , ovvero ordina inequivocabilmente di riaprire il pronto soccorso di Città della Pieve.

Pertanto, la Regione Umbria (autorità competente) avrà l'obbligo di nominare un Commissario ad Acta affinché provveda alla riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve, così come era in precedenza. Altresì, si ritiene doveroso sgombrare il campo da possibili equivoci in merito a ciò che dispone il D.M. 70/2015, avendo il Tar semplicemente applicato la normativa di relativa ai “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate”, normativa perfettamente calzante alla specie sottoposta al vaglio degli Ill.mi Giudici, essendo notoriamente Montegabbione e Città della Pieve ricompresi nei c.d. Comuni montani ai sensi della L. 991/1952 che necessitano per loro caratteristica di particolari attenzioni riferibili alla aree particolarmente disagiate.

Nel decreto Balduzzi infatti si legge testualmente che “può essere prevista la funzione di pronto soccorso in presidi ospedalieri di aree disagiate (zone montane, isole)". Peraltro, sul punto la sentenza sottolinea come il presidio di pronto soccorso di Città della Pieve avesse già tutte le caratteristiche necessarie previste dal Decreto Balzuzzi per la sua operatività, definendo, in particolare sotto tale profilo, “l'irragionevolezza di una applicazione della normativa nel senso di legittimare soppressioni e/o trasferimento definitivi di presidi di pronto soccorso che costringano l'utenza a rivolgersi a servizi il cui espletamento richieda un aumento dei tempi di percorrenza...”.

Per quanto non accolto saranno fatte le opportune valutazioni ed approfondimenti in merito alla sufficienza garantita dal programmato aumento dei posti letto presso l'ospedale di Castiglione del Lago  sulla base dei parametri del D.M. 70/2015, con riserva di procedere ad eventuale Appello sul punto al Consiglio di Stato e/o formulare richieste agli organi di competenza. Il Comune di Montegabbione ed il Comitato comunicano infine di aver dato mandato ai propri legali di diffidare la Regione Umbria a provvedere alla riapertura del pronto soccorso di Città delle Pieve, nominando un Commissario ad acta che provveda al compimento di tutti gli atti necessari, stante la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado. Comunichiamo altresì che sabato 10 febbraio alle 15.30 a Perugia presso la Sala dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria è convocata apposita conferenza stampa a Perugia per chiarire alcuni aspetti della vicenda".

 

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